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Reto Berra: “Voglio vivere anni straordinari a Denver”

Vi proponiamo di seguito un’intervista a Reto Berra realizzata da Eurolanche Fan Club, che ringraziamo per la disponibilità.

N.B l’intervista è stata fatta via e-mail e Berra ha risposto alle domande prima della sua seconda partita con gli Avalanche, nella quale era stato sostituito dopo dieci minuti e due reti incassate su cinque tiri.

Reto Betta, al termine del tuo primo match con la maglia degli Avalanche non eri particolarmente soddisfatto della tua prestazione, cosa non ha funzionato?
“È andata abbastanza bene, ma non ho provato le giuste sensazioni come mi accade solitamente”.

Patrick Roy o François Allaire (allenatore dei portieri degli Avalanche ndr) ti hanno detto qualcosa di concreto su cosa e come dovresti migliorare?
“Sì,François ha un piano a riguardo di come un portiere dovrebbe giocare e stiamo lavorando per raggiungere questo obbiettivo”.

Con chi comunichi di più durante gli allenamenti, Roy o Allaire?
“Allaire”.

Cos’hai provato nel momento in cui hai saputo di essere stato scambiato?
“Quando mi hanno scambiato ero davvero contento. Penso che sia ottimo per il mio gioco e per la mia carriera.”

Il tuo agente ti aveva avvertito di un interessamento da parte degli Avalanche oppure è stata una sorpresa?
“È stata sicuramente una sorpresa”.

Aver firmato un contratto pluriennale subito dopo il trade deve averti fatto piacere…
“Sì, sono molto felice, non vedo l’ora di vivere anni straordinari qui a Denver”.

A livello personale, cosa prevedi per il tuo futuro qui a Denver?
“Voglio migliorarmi sempre di più e portare il mio gioco ad un altro livello”.

Hai pensato alla possibilità di giocare nei play-off già questa stagione?
“Penso di essere chiaramente il terzo portiere in vista degli imminenti play-off, ma nell’hockey le cose cambiano velocemente. Può succedere di tutto, dunque lavorerò duro e cercherò di farmi trovare pronto qualora mi venisse data una chance”.

Che rapporto hai con Semyon Varlamov e Jean-Sebastien Giguere?
“Sono due grandi portieri e delle belle persone. Sono stati davvero molto gentili e di aiuto quando sono arrivato qui”.

Il tuo arrivo a Denver ha probabilmente sancito il mancato rinnovo del contratto di Giguere al termine di questa stagione, ne avete parlato voi due?
“No”.

Come mai hai deciso di restare in Europa dopo essere stato draftato?
“Prima di tutto volevo finire la scuola, inoltre non ero ancora pronto in quel momento”.

Quali sono i tuoi ricordi migliori della tua carriera in patria?
“Ci sono stati molti bei momenti, ma credo che la vittoria della medaglia d’argento ai Mondiali di Stoccolma con la Nazionale sia il più speciale di tutti”.

Quali erano la tua squadra e il tuo giocatore NHL preferiti da piccolo?
“Mi piacevano soltanto i portieri, come Roy, Hasek e Potvin”.

Hai guardato anche David Aebischer?
“Sì, certamente”.

Cosa ti ha spinto a provare definitivamente l’avventura in NHL?
“Prima di tutto hai bisogno che una squadra ti dia un’occasione. Quando ho saputo che Calgary aveva intenzione di darmi una chance non ho avuto dubbi nemmeno per un istante, era la mia occasione per realizzare il mio sogno.”

Puoi comparare la NHL con l’hockey europeo?
“La NHL è il meglio. È comunque veramente differente, soprattutto le dimensioni della pista fanno molto, in Svizzera la pista è più grande. Inoltre tutto è più vicino, non voli mai quando vai in trasferta, viaggi sempre in bus.”

Cosa ti ricordi della tua prima partita in NHL?
“È stato incredibile. Mi hanno richiamato dal farm team e il giorno dopo ho giocato titolare nel Madhouse (United Center ndr) a Chicago. Abbiamo vinto 3-2 ai supplementari ed è stata una delle partite migliori che io abbia mai giocato sinora. È stato fantastico”.

Come valuteresti la tua breve esperienza con i Calgary Flames?
“Ho passato dei bei momenti a Calgary, incontrando delle belle persone. Sono veramente grato alla franchigia, che mi ha dato l’occasione di muovere i primi passi in NHL”.

I Mondiali dello scorso anno sono probabilmente il miglior successo nella tua carriera sinora, cosa ti ricordi di quel torneo?
“Sì, è stato incredibile. Abbiamo vinto le prime 9 partite ed abbiamo perso solamente la decima, in finale. È stato bello per tutta la nazione riuscire a portare a casa una medaglia d’argento”.

Ci sono un sacco di tifosi europei che guardano i Colorado Avalanche di notte, da casa loro. Vuoi lasciare loro un messaggio?
“Ragazzi siete fantastici. I nostri tifosi sono la componente più importante, dunque grazie mille per il vostro supporto!”

Ringraziamo ancora Eurolanche per la disponibilità!

Nicola Martinetti

Studente universitario in Scienze della Comunicazione all'USI, segue giornalmente lo sport a 360°. Si occupa principalmente delle interviste, seguendo da vicino l'Ambrì Piotta.