
Per il Bienne l’estate è arrivata dopo una stagione in cui gli obiettivi non sono stati raggiunti, caratterizzata dal decimo posto in classifica con 67 punti e ben 165 reti incassate. Il cambio in panchina avvenuto nel mese di gennaio ha permesso di ritrovare alcuni segnali positivi, ma nei play-in la vittoria per 4-3 ottenuta nella prima sfida contro il Berna è stata vanificata dal netto 4-0 subito alla PostFinance Arena.
Coach Christian Dubé potrà ora lavorare con la squadra sin dall’inizio della preparazione, mentre la rosa è stata modificata in diversi reparti. Sono arrivati in particolare Östlund, Söderström, Yakovenko, Trutmann, Zwerger e Agozzino, ma vi sono diversi quesiti in vista dell’annata 2026/27.
1. Dubé riuscirà a completare la svolta iniziata a gennaio?

Arrivato nel corso della passata stagione al posto di Martin Filander, Dubé ha avuto solamente poche settimane per trasmettere le proprie idee a una squadra già in difficoltà. Il suo Bienne ha mostrato a tratti maggiore energia e aggressività, senza però riuscire a trovare quella continuità necessaria per uscire da una zona pericolosa della classifica. Ora il coach avrà a disposizione un’intera preparazione per costruire un hockey intenso e strutturato, caratteristiche che la dirigenza considera in linea con il DNA del club. Dopo anni segnati da diversi cambi in panchina, ai seeläander serve soprattutto una guida capace di dare stabilità e una direzione chiara al progetto, con la speranza che si possa andare oltre l’attuale contratto sino al 2027.
2. È già iniziata la successione a Säteri?

Harri Säteri rimane uno dei portieri più esperti della National League, ma nella passata regular season ha chiuso con l’89,65% di parate e una media di 2,88 reti incassate a partita, numeri al di sotto dei suoi standard. Il finlandese compirà inoltre 37 anni durante il campionato, ed è dunque inevitabile guardare anche al futuro. L’arrivo di Viktor Östlund non rappresenta dunque probabilmente solo la scelta di un nuovo backup, ma dopo delle buone stagioni al La Chaux-de-Fonds il suo contratto di due anni rappresenta per lui una chance importante. Il Bienne dovrà capire quanto spazio concedergli e se potrà diventare progressivamente un riferimento per il reparto futuro, tenendo nel contempo un occhio al mercato visti i diversi portieri che arriveranno a scadenza di contratto la prossima primavera.
3. La nuova difesa farà davvero un passo avanti?

(Nick Wass)
Il reparto arretrato – il terzo peggiore della passata stagione dopo Ajoie e Ambrì Piotta – attraverso il mercato è stato ricostruito con profili interessanti. Söderström porta mobilità, visione di gioco e qualità nell’uscita dal terzo, mentre il ritorno di Yakovenko garantisce solidità e una grande famigliarità con il contesto. Il russo ha firmato per cinque stagioni e potrebbe inoltre ottenere la cittadinanza svizzera tra circa due anni, un aspetto che rende l’operazione particolarmente importante in prospettiva. L’esperienza di Trutmann e Aeschbach completano un reparto che sulla carta appare rinforzato, ma Dubé dovrà trovare rapidamente la giusta chimica e soprattutto compensare la creatività offensiva persa con la partenza di Dionicio.
4. Agozzino e Zwerger porteranno i gol mancanti?

Con 143 reti segnate, il Bienne ha pagato troppo spesso la mancanza di continuità offensiva. Hofer era stato il miglio marcatore con 39 punti e 19 gol, Andersson e Rajala hanno chiuso rispettivamente con 38 e 33 punti, ma alle loro spalle il contributo è stato troppo irregolare. Andrew Agozzino aggiunge esperienza, leadership e un solido gioco two-way, mentre Dominic Zwerger porta istinto offensivo, buone mani e le sensazioni positive di una passata stagione che lo aveva rilanciato. Nessuno dei due è però un realizzatore puro chiamato a risolvere da solo i problemi della squadra. Per compiere un vero salto di qualità servirà dunque un maggiore contributo e regolarità da Sylvgard e gli alti svizzeri.
5. Il titolo U21 avrà un seguito nella prima squadra?

(EHCB)
La formazione U21 del Bienne nell’ultima stagione ha dominato la regular season con 99 punti e conquistato il titolo svizzero battendo i GCK Lions nella decisiva Gara 5 davanti a quasi 6’000 spettatori alla Tissot Arena. Ora la sfida sarà trasformare questo successo in una risorsa concreta per la prima squadra. Blessing, Cattin, Neuenschwander, Braillard e Sever rappresentano alcuni dei talenti più interessanti, mentre il rinnovo sino al 2030 firmata da quest’ultimo dimostra la fiducia riposta nel suo sviluppo. Le licenze B concordate con l’Olten permetteranno ai giovani di accumulare minuti, ma Dubé dovrà anche avere il coraggio di affidare loro responsabilità vere in National League. Il futuro del Bienne passa inevitabilmente dalla capacità di valorizzare quanto prodotto dal proprio settore giovanile.

