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Per i Tigers l’estate è arrivata dopo una stagione che ha visto il club fallire il proprio obiettivo stagionale. La squadra dell’Emmental ha chiuso la regular season all’undicesimo posto con 64 punti, facendo dunque un passo indietro rispetto all’ottavo rango e ai playoff raggiunti dodici mesi prima. Decisivo era stato il 5-1 subito a Bienne nel penultimo turno, uno scontro diretto che aveva estromesso il Langnau dai play-in con una partita ancora da disputare.
La dirigenza ha risposto agendo soprattutto per aggiungere qualità offensiva. Da Timra sono arrivati Jonathan Dahlén ed Emil Pettersson, mentre la rosa svizzera è stata completata con Nando Eggenberger e i giovani difensori Arno Nussbaumer e Gian Meier. Hanno invece lasciato il club Rohrbach, Pesonen, Felcman, Paschoud e Malone. Parallelamente, Paterlini e Hirschi hanno prolungato sino al 2029, confermando la volontà di proseguire sul percorso avviato negli ultimi anni. I Tigers hanno dunque aggiunto talento senza rinunciare alla continuità, ecco i principali quesiti in vista dell’annata 2026/27.
1. Dahlén e Pettersson cambieranno volto all’attacco?

Gran parte delle ambizioni dei Tigers passerà inevitabilmente dai due nuovi attaccanti svedesi. Dahlén ha concluso l’ultima stagione con 30 reti, risultando il miglior realizzatore della SHL, mentre Pettersson ha ottenuto 46 punti in 51 partite. A Timra i due hanno formato una delle coppie più produttive del campionato, e il Langnau ha scelto di ricreare nell’Emmental un’intesa già perfettamente collaudata. Assieme ad André Petersson – autore di 24 gol e 40 punti nella passata regular season – potrebbero dare ai Tigers una dimensione offensiva di alto livello. L’adattamento alla National League potrebbe però richiedere del tempo anche per chi arriva dalla SHL, e la squadra dovrà evitare di diventare eccessivamente dipendente dalle sue nuove stelle.
2. Meyer è pronto a prendersi la porta?

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Robin Meyer è stato una delle note più positive dell’ultima stagione dei Tigers, chiusa con il 91,9% di parate e una media di 2.29 reti incassate a partita. Numeri migliori rispetto a quelli di Luca Boltshauser, che rimane però il portiere più esperto del reparto e con il contratto prolungato contratto sino al 2028. Le gerarchie non sono dunque ancora definite, ma Meyer ha dimostrato di poter ambire a uno spazio sempre più importante e arriva all’ultimo anno del suo accordo con molto da giocarsi. Paterlini dovrà decidere se proseguire con una vera alternanza oppure affidargli progressivamente il ruolo di numero uno. Per una squadra chiamata a ritrovare i play-in, avere maggiore stabilità tra i pali potrebbe rappresentare un fattore decisivo.
3. Chi colmerà il vuoto lasciato da Rohrbach e Pesonen?

Il mercato ha portato due attaccanti di grande qualità come Pettersson e Dahlén, ma i Tigers hanno perso anche due elementi centrali. Rohrbach è stato il secondo miglior marcatore della squadra con 35 punti e rappresentava uno dei pochi svizzeri capaci di produrre con continuità nelle prime linee. Pesonen ha invece salutato dopo aver ottenuto 28 punti, ma soprattutto dopo essere stato capitano, leader e volto del club per tante stagioni. Complessivamente se ne vanno dunque 63 punti, oltre a una parte importante dell’identità della squadra. Eggenberger nella migliore delle ipotesi potrà aumentare la profondità, ma è difficile attendersi da lui un bottino di punti significativo. Tra gli svizzeri servirà dunque una buona stagione da parte dei vari Julian e Flavio Schmutz, Bachofner oppure Allenspach, mentre lo staff dovrà individuare anche una nuova gerarchia nello spogliatoio.
4. I giovani difensori saranno pronti per maggiori responsabilità?

La difesa non è stata rivoluzionata, ma presenta diversi elementi ancora in fase di crescita. Nussbaumer arriva dall’Ajoie dopo aver accumulato le sue prime esperienze in National League, mentre il ventenne Gian Meier rientra in Svizzera dopo il percorso intrapreso nell’organizzazione del Frölunda. Assieme a Mathys, Guggenheim e Noah Meier rappresentano il futuro di un reparto che potrà continuare ad appoggiarsi all’esperienza di Erni e Baltisberger, oltre che alla qualità dei due finlandesi. Sulla carta il mix è interessante, ma i giovani dovranno dimostrare di poter reggere minuti e situazioni delicate, soprattutto se nelle intenzioni dello staff c’è quella di sfruttare il potenziale offensivo di cinque attaccanti stranieri lasciando ogni tanto in tribuna uno tra Riikola e Kinnunen.
5. Il progetto Paterlini è pronto a riprendere slancio?

La dirigenza ha recentemente dato un segnale molto chiaro, prolungando anticipatamente sino al 2029 i contratti di Paterlini e Hirschi. Il percorso iniziato nel 2022 ha permesso ai Tigers di costruire una struttura più stabile e di tornare ai playoff nel 2025, ma l’ultima stagione ha ricordato quanto sia ancora sottile il margine tra la qualificazione e una vacanza anticipata. Dopo l’undicesimo posto, l’obiettivo dovrà essere tornare nei play-in, mentre una qualificazione ai playoff rappresenterebbe un risultato eccellente. Nel mezzo ci sarà anche la prima partecipazione alla Coppa Spengler, prestigiosa ma impegnativa nel momento più intenso della stagione. Paterlini dispone probabilmente del miglior talento offensivo avuto a Langnau negli ultimi anni grazie soprattutto a un pacchetto stranieri di livello: ora dovrà trasformarlo in risultati e dimostrare di poter nuovamente trarre il massimo da un gruppo che ha comunque dei limiti.

