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Patrick Fischer è tornato a parlare per la prima volta dopo il suo licenziamento dalla Nazionale

ZURIGO – Patrick Fischer ha rotto il silenzio dopo la nota vicenda che lo aveva travolto a poche settimane dal Mondiale casalingo. In un’intervista pubblicata sul suo canale YouTube, l’ex hea coach della Nazionale svizzera ha dato la sua versione dei fatti sul caso legato al certificato Covid, criticando anche il ruolo avuto dalla SSR.

Fischer ha spiegato di aver atteso la fine del Mondiale prima di parlare, per rispetto della squadra, dei tifosi e del torneo. Il punto di partenza della vicenda risale all’autunno 2021, quando nel suo contratto era stata inserita una clausola legata al Covid. In caso di assenza di un certificato di vaccinazione, e quindi dell’impossibilità di svolgere i suoi compiti da head coach, erano previste importanti sanzioni finanziarie sino a 500’000 fr.

Secondo Fischer, in quel momento la pressione era legata soprattutto alla possibilità di accompagnare la Svizzera ai Giochi olimpici di Pechino. Con il senno di poi, l’ex selezionatore ha ammesso che la decisione corretta sarebbe stata quella di non firmare il contratto e accettarne le conseguenze. Ha però aggiunto che, dal suo punto di vista, il rischio sanitario era limitato dai numerosi test previsti prima della partenza, all’arrivo in Cina e quotidianamente durante il torneo.

La seconda parte della vicenda riguarda invece la SSR. Fischer sostiene che alcune discussioni siano avvenute durante un pranzo, al di fuori delle riprese, e che fossero state definite in maniera esplicita come confidenziali e off the record. A sostegno della sua versione ha citato una mail del 19 marzo 2026 inviata dal giornalista della SSR Pascal Schmitz a Finn Sulzer, responsabile della comunicazione della SIHF, nella quale si faceva riferimento proprio a una conversazione off the record avvenuta a pranzo ad Altstetten.

Per questo motivo Fischer si è detto sorpreso dalle successive dichiarazioni pubbliche del caporedattore della SSR, secondo cui quella conversazione non sarebbe stata da considerare off the record. “Qualcuno ha mentito deliberatamente, oppure sono stato danneggiato per negligenza”, ha affermato l’ex selezionatore.

Fischer ha poi difeso il lavoro svolto alla guida della Nazionale. Si è detto orgoglioso di aver visto la Svizzera raggiungere una nuova finale mondiale, sottolineando come tre finali consecutive ai Mondiali non arrivino per caso, ma siano il risultato di lavoro, fiducia e di un gruppo di grande qualità.

In chiusura, Fischer ha guardato al futuro, in cui si immagina ancora dietro una panchina. Resta da capire dove. Di seguito l’intervista completa, in cui sono presenti anche dei sottotitoli in italiano.

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