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NHL

Con l’arrivo di Duchene i Nashville Predators tornano alla caccia della Stanley Cup

La partenza di PK Subban ha permesso la firma dell’ex biancoblù, che promette di alzare il livello del reparto offensivo ed aiutare il peggior powerplay della lega. Fondamentale la gestione di Pekka Rinne

A partire dal 2 ottobre ricomincerà lo spettacolo della NHL, con quattro partite che daranno il via ufficialmente al campionato più bello del mondo.

Anche quest’anno HSHS vi proporrà la presentazione di tutte e 31 le franchigie della NHL, con degli articoli riassuntivi che ci accompagneranno sino ad inizio ottobre.


PREDATORS

La rosa 2019/20

PORTIERI
Pekka Rinne, Juuse Saros

DIFENSORI
Ryan Ellis, Roman Josi, Mattias Ekholm, Steven Santini, Dan Hamhuis, Dante Fabbro, Yannick Weber, Matt Irwin

ATTACCANTI
Ryan Johansen, Matt Duchene, Filip Forsberg, Kyle Turris, Mikael Granlund, Craig Smith, Viktor Arvidsson, Nick Bonino, Colton Sissons, Calle Järnkork, Austin Watson, Rocco Grimaldi, Miikka Salomäki, Daniel Carr


Eliminati in maniera deludente al primo turno degli scorsi playoff, i Nashville Predators guardano alla nuova stagione con una ritrovata voglia di rivalsa, posizionandosi nuovamente tra le squadre che possono puntare con decisione alla Stanley Cup.

I cambiamenti sono stati pochi ma significativi, a partire dall’importante decisione di scambiare il difensore P.K. Subban, operazione che a differenza di altri grandi trade del passato non ha portato a Nashville un giocatore della medesima caratura nell’immediato.

Il ritorno arrivato dai Devils è infatti rappresentato da due scelte al secondo turno e due giovani difensori, ma l’operazione ha permesso soprattutto di liberare il cap necessario per mettere sotto contratto l’obiettivo di mercato dei Preds, l’ex biancoblù Matt Duchene.

L’arrivo del centro permetterà di alzare sensibilmente il livello del reparto offensivo – i 70 punti di Duchene lo avrebbero reso il top scorer della squadra lo scorso anno – che annovera ancora i vari Johansen, Arvidsson e Forsberg, che dovrebbero formare la prima linea.

La presenza di Duchene dà una nuova dimensione all’attacco (e al powerplay, il peggiore dell’intera lega lo scorso anno), visto che il top six si completerà con giocatori del calibro di Mikael Granlund e Craig Smith, oltre ad un Kyle Turris che sarà interessante osservare il ruolo che saprà ritagliarsi dopo una passata stagione sotto tono.

Il livello della difesa rimane invece al top della lega nonostante la partenza di Subban, basti pensare alla presenza di elementi come capitan Roman Josi, Ryan Ellis oppure Mattias Ekholm. Il punto debole del reparto – che annovera anche Yannick Weber – risiede probabilmente in una certa mancanza di fisicità e componente intimidatoria, ma a livello di produttività ci sono pochi dubbi.

Josi è entrato nuovamente nella corsa al Norris Trophy, anche se per certi versi continua a ricevere meno credito di quello che meriterebbe, soprattutto considerando una media di 55 punti sull’arco delle ultime cinque stagioni. Sarà inoltre interessante seguire il giovane Dante Fabbro, che dopo una breve esperienza lo scorso anno è pronto alla sua prima stagione intera in NHL.

Tra i pali troveremo nuovamente Pekka Rinne, che all’età di 36 anni dovrà essere gestito in maniera giusta dallo staff per essere messo nelle condizioni di esprimersi al meglio, visto che nel recente passato ha iniziato a mostrare i normali effetti del passare degli anni.

Il numero di partite disputate dal finlandese è diminuito nel corso delle ultime stagioni e di conseguenza diventerà più importante anche il ruolo del backup Juuse Saros, capace di mostrarsi su buoni livelli quando chiamato in causa.

Complessivamente non vi sono molti dubbi sulla possibilità per i Nashville Predators di rendersi protagonisti di un’altra buona stagione, anche e soprattutto se il powerplay saprà fare dei significativi passi avanti dopo l’ultima disastrata annata. Il vero test per Josi e compagni arriverà nei playoff, dove la squadra è attesa ad essere tra le protagoniste.

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