COLIN MILLER
Età: 33
Posizione: D
Altezza: 185 cm
Peso: 91 kg
Shoots: right
Provenienza: Winnipeg Jets (NHL)
Draft: 2012, round 5, 151esima scelta, Los Angeles Kings
Contratto: un anno
Nazionalità: 🇨🇦
Un difensore d’esperienza per il Losanna
Il Losanna ha ingaggiato Colin Miller per aggiungere esperienza e fisicità alla propria difesa. Il canadese arriva in Svizzera dopo una lunga carriera nordamericana, giocata tra Boston, Vegas, Buffalo, Dallas, New Jersey e Winnipeg, ed è stato presentato come un elemento capace di portare stabilità nei momenti chiave, accompagnare le transizioni e offrire a Geoff Ward nuove opzioni sull’arco della stagione.
Da giovane Miller era soprattutto riconosciuto per mobilità, capacità di muovere il puck e un tiro molto potente, mentre con il passare degli anni ha dovuto adattarsi a ruoli più prudenti e da difensore di profondità. In NL ritroverà responsabilità maggiori rispetto a quelle avute recentemente in NHL, e dunque avrà occasione di tornare ad usare tutto il suo repertorio.
Il DS John Fust ha sottolineato anche la sua personalità nello spogliatoio, aspetto non secondario per una squadra come il Losanna, reduce da stagioni ambiziose e sempre più chiamata a confermare uno status da pretendente al titolo. Miller porta l’esperienza di chi ha giocato playoff NHL, una finale di Stanley Cup, un Mondiale vinto con il Canada e tante stagioni in cui ha dovuto adattarsi a situazioni diverse.
Sault Ste. Marie e una leadership costruita presto
Miller è nato a Sault Ste. Marie, in Ontario, e proprio nella sua città ha costruito buona parte del percorso giovanile. Prima di arrivare in OHL ha giocato con i Soo Thunderbirds, dove nella stagione 2009/10 aveva già mostrato qualità offensive importanti per un difensore, firmando 30 punti in 46 partite.
Il passaggio successivo è arrivato con i Soo Greyhounds, club con cui ha giocato tre stagioni in OHL tra il 2010 e il 2013. È stato un percorso di crescita progressiva. Miller non era un prospect da primissimo giro, ma un difensore che univa fisico, pattinaggio, tiro e una maturità sempre più evidente.
Il Draft NHL del 2012 lo vide chiamato al quinto turno, con la 151esima scelta assoluta dei Los Angeles Kings. Non era dunque un giocatore attorno a cui esistesse un’attenzione particolare, ma l’anno successivo cambiò la percezione del suo profilo. Nella stagione 2012/13 venne nominato capitano dei Greyhounds e chiuse il campionato con 20 gol e 55 punti in 54 partite.
Quella stagione gli valse anche il Mickey Renaud Captain’s Trophy, premio assegnato al capitano OHL che meglio rappresenta leadership dentro e fuori dal ghiaccio, passione per il gioco e legame con la comunità.
Il suo ultimo anno junior fu quindi un punto di svolta. Da scelta tardiva al Draft diventò uno dei difensori più completi dell’OHL, inserito anche nel Third All-Star Team della lega. Il passaggio al professionismo non arrivò con garanzie assolute, ma con una base ormai solida.
Manchester, il tiro record e la Calder Cup
Il primo vero salto tra i professionisti è arrivato con i Manchester Monarchs, in AHL. Miller entrò nell’organizzazione dei Kings in un momento in cui il club stava avendo molto successo, e già nelle prime stagioni riuscì a confermare le qualità viste in OHL. Il suo gioco da difensore mobile, unito al tiro dalla linea blu, lo rese rapidamente un elemento interessante.
La stagione 2014/15 fu quella della definitiva affermazione in AHL. Miller segnò 19 gol e 52 punti in regular season, venne inserito nel Second All-Star Team della lega e contribuì alla conquista della Calder Cup con Manchester. Fu una stagione molto importante anche perché mostrò il suo potenziale offensivo da difensore.
Il momento più curioso di quell’annata arrivò all’AHL All-Star Skills Competition. Miller vinse sia la prova del pattinatore più veloce sia quella del tiro più potente, diventando appena il secondo giocatore nella storia dell’evento a riuscire in entrambe le cose. Il suo slapshot venne misurato a 105.5 miglia orarie (170 km/h), all’epoca il tiro più forte mai registrato nella storia della competizione.
Paradossalmente, dopo quella grande stagione con Manchester non arrivò il debutto con i Kings. Nel giugno 2015 venne infatti coinvolto nella trade che portò Milan Lucic a Los Angeles, passando ai Boston Bruins assieme a Martin Jones e a una scelta al Draft. Fu l’inizio della sua vera carriera NHL.
Boston, Vegas e la miglior fase NHL
Il debutto in NHL arrivò con Boston nella stagione 2015/16. Miller giocò 42 partite al primo anno, poi 61 in quello successivo, mostrando a tratti le qualità da puck mover e confermando anche il suo tiro. Il primo gol NHL arrivò il 3 novembre 2015 contro Dallas, naturalmente con una conclusione potente dalla distanza.
Con i Bruins non diventò però un difensore centrale. Giocò complessivamente 103 partite in due stagioni, prima di essere scelto dai Vegas Golden Knights nell’Expansion Draft del 2017. Fu il passaggio che gli permise di vivere la fase più importante della carriera.
A Vegas, nella stagione inaugurale della franchigia, Miller trovò un ruolo molto più adatto alle sue caratteristiche. Chiuse la regular season 2017/18 con 10 gol e 41 punti, guidando i difensori dei Golden Knights per gol, punti e produzione in powerplay. Fu l’anno in cui riuscì a trasformare davvero il proprio potenziale offensivo in rendimento NHL.
Quella squadra divenne una delle storie più sorprendenti della storia recente della lega, arrivando sino alla finale di Stanley Cup al primo anno di esistenza. Miller fu parte attiva di quel percorso e segnò anche il primo gol della finale 2018, in Gara 1 contro Washington, con uno slapshot in powerplay.
A Vegas giocò due stagioni, raccogliendo 70 punti in 147 partite di regular season. Rimase poi vittima della necessità dei Golden Knights di liberare spazio nel cap e nel 2019 venne ceduto a Buffalo.
Una carriera da veterano NHL
Dopo Vegas, la carriera di Miller ha preso una direzione diversa. A Buffalo ha giocato tre stagioni in un contesto meno stabile, senza ritrovare la stessa produzione ma mantenendo un ruolo regolare. Poi sono arrivate le esperienze con Dallas, New Jersey e Winnipeg, sempre più dentro la dimensione del difensore esperto, utile per dare profondità, gestione e presenza fisica.
Con il passare degli anni il suo impiego è cambiato. Da difensore capace di guidare il powerplay a Vegas, Miller è diventato soprattutto un elemento utilizzato in coppie più basse e con compiti più difensivi. Non ha perso completamente la capacità di accompagnare l’azione, ma la sua identità NHL si è progressivamente spostata verso un ruolo più prudente.
Il passaggio a Winnipeg nel marzo 2024 gli ha permesso di vivere un altro contesto competitivo. I Jets lo acquisirono da New Jersey alla deadline, poi lo confermarono con un biennale. Nella stagione 2024/25 ha giocato con discreta continuità, prima di vivere anche un episodio particolare: a gennaio subì una frattura alla laringe dopo aver ricevuto un disco alla gola contro Detroit, restando fuori per alcune settimane.
Nell’ultimo campionato il suo ruolo a Winnipeg si è ridotto. Ha giocato solo 18 partite di regular season, con due assist, e a fine contratto si è aperta la possibilità di una nuova strada. Nel suo percorso c’è stato anche il titolo mondiale del 2021 con il Canada. Miller giocò quattro partite in quel torneo, vinto da una squadra partita male ma poi capace di completare una rimonta notevole sino all’oro.
Una nuova tappa alla Vaudoise Arena
Il passaggio al Losanna rappresenta la prima vera esperienza europea della carriera di Miller. Arriva in Svizzera a 33 anni, dopo aver conosciuto quasi ogni tipo di ruolo nel sistema nordamericano: prospect scelto tardi, difensore offensivo in AHL, giocatore da powerplay a Vegas, e veterano di profondità in NHL.
Dal punto di vista tecnico, la NL potrà offrirgli un contesto interessante. Miller avrà probabilmente più possesso del puck rispetto agli ultimi anni, maggiori possibilità di usare il primo passaggio e più spazio per rendersi utile anche in superiorità numerica. Ovviamente poi il suo tiro resterà una risorsa importante.
L’adattamento non sarà automatico. Miller dovrà trovare rapidamente i tempi del campionato, soprattutto nelle uscite dal terzo e nella gestione degli spazi, dove il gioco può essere diverso rispetto alla NHL.

