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National League

Il Rapperswil punta a ripetersi, ma la chiave sarà trovare maggior regolarità

La squadra di Lundskog propone un gioco collaudato basato sul collettivo, anche se la perdita di Malte Strömwall è di quelle pesanti. I sangallesi rimangono un gruppo da prendere sul serio ma dovranno evitare gli scossoni

L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


RAPPERSWIL

La rosa 2026/27

PORTIERI
Melvin Nyffeler, Ivars Punnenovs

DIFENSORI
Jacob Larsson (🇸🇪), Luca Capaul, Fabian Maier, Flavio Sauser, Igor Jelovac, Lawrence Pilut (🇸🇪), Mauro Dufner, Daniil Ustinkov, Benjamin Quinn

ATTACCANTI
Kevin Labanc (🇺🇸), Tanner Fritz (🇨🇦), Nico Dünner, Yannick-Lennart Albrecht, Valentin Hofer, Jan Hornecker, Victor Rask (🇸🇪), Fabrice Herzog, Marlon Graf, Nicklas Jensen (🇩🇰), Gian-Marco Wetter, Alessandro Segafredo, Dominic Lammer, Sandro Zangger, Tyler Moy


(PostFinance/KEYSTONE/Gian Ehrenzeller)

Con Johan Lundskog in panchina, il Rapperswil in tre anni (e qualche mese, da quando il 41enne è subentrato in corsa a Stefan Hedlund) ha compiuto un percorso di crescita che lo ha portato da un dodicesimo posto a un preplayoff e a un quarto di finale in cui ha addirittura annusato la possibilità di eliminare i futuri campioni svizzeri del Friborgo la scorsa primavera.

La squadra diretta dal coach svedese, capace di rifarsi di fronte all’hockey svizzero dopo la difficile parentesi di Berna e un coraggioso quanto breve “apprendistato” in un’altra piazza calda come quella di Mannheim, ha mostrato soprattutto nelle ultime due annate una solidità sorprendente e un gioco accattivante pur aggrappandosi a uno “scheletro” fatto di giocatori non propriamente di fascia alta – a parte poche individualità – ma recuperati da altre esperienze e portati a nuovi livelli con ruoli cuciti su misura.

L’hockey proposto dai sangallesi è spesso ad alto rischio, allenato per dare il massimo soprattutto tra autunno e inverno ed imporre ritmi alti su quattro blocchi quando molte squadre non hanno ancora raggiunto la loro velocità di crociera. La scorsa stagione Dünner e compagni hanno anche impressionato per la resa appunto tra ottobre e gennaio che li ha portati a un picco di 1.81 punti a partita a inizio 2026, ma quel fattore di rischio si è poi palesato con un crollo di prestazioni che ha adagiato la squadra fino al 1.54 finale, risultato di un abbassamento delle prestazioni comunque “protetto” dal fieno messo in cascina fino a San Silvestro.

Tutto questo i Lakers lo hanno basato su una squadra dall’incredibile rendimento autunnale e invernale, dotata di una profondità insospettabile che ha portato giocatori come Dominic Lammer a segnare ben 14 reti e a far sfiorare la doppia cifra ai vari Nico Dünner, Sandro Zangger e Gian-Marco Wetter.

Quello di Lundskog è un sistema che coinvolge tutti gli attaccanti sfruttandone le peculiarità, senza aver avuto finora molti trascinatori al di fuori di Malte Strömwall e Tyler Moy. I sangallesi continuano ad affidarsi anche a stranieri funzionali come Tanner Fritz o a chi come Victor Rask e Nicklas Jensen sembrava destinato a lasciare le rive del lago di Zurigo, con lo svedese protagonista di una comunque buona stagione per produzione di punti.

Partita la star Strömwall, Claudio Cadonau potrebbe quasi per caso aver pescato la carta giusta con Kevin Labanc, arrivato in sostituzione di colui che era stato scelto per primo, quel Mike Sgarbossa deludente a Lugano e Berna e ora ripartito per il Nord America. Con l’ex NHL, attaccante duttile e creativo, i Lakers si dotano di più fantasia in attacco perdendo però la capacità di Strömwall di spaccare le partite, ma Labanc sembra più propenso al gioco d’insieme e capace di ricoprire più ruoli in diverse situazioni.

In prospettiva Cadonau ha visto partire anche Jonas Taibel, talento 22enne recentemente entrato anche nel giro della Nazionale, ma la partenza dello svizzero-austriaco per Friborgo è stata compensata con il colpo targato Fabrice Herzog. L’ex Zugo viene da una stagione deludente, ma proprio in maglia sangallese potrebbe ritrovare nuova verve e portare esperienza, solidità e magari un bottino di punti che manca dalle stagioni migliori, pensando a un ruolo più centrale rispetto a quello che aveva con i tori nelle ultime annate.

Da segnalare anche l’arrivo da Zurigo dell’italiano di licenza svizzera Alessandro Segafredo, sicuro talento che ha bisogno di essere coltivato in una piazza più paziente rispetto a quella dei Lions.


ARRIVI
Daniil Ustinkov (D, ZSC Lions)
Fabrice Herzog (F, Zugo)
Flavio Sauser (D, Zugo)
Mike Sgarbossa (F, Lugano)
Alessandro Segafredo (F, ZSC Lions)
Kevin Labanc (F, Shanghai Dragons)

PARTENZE
Jonas Taibel (F, Friborgo)
Mika Henauer (D, Ginevra)
Malte Strömwall (F, ZSC Lions)
Matthew Kellenberger (D, Ajoie)
Julius Honka (D, Ajoie)
Philippe Maillet (F, ???)
Mike Sgarbossa (F, Texas Stars)

STRANIERI
Jacob Larsson (D, 🇸🇪)
Lawrence Pilut
(D, 🇸🇪)
Victor Rask
 (F, 🇸🇪)
Nicklas Jensen (F, 🇩🇰)
Tanner Fritz (F, 🇨🇦)
Kevin Labanc (F, 🇺🇸)


(JustPictures)

Il reparto difensivo nelle scorse stagioni ha saputo mantenere un rendimento sopra la media per diversi mesi, mostrando alcune criticità soprattutto per limiti individuali, ma il sistema collettivo e la classe di alcuni stranieri hanno saputo coprire alcune lacune.

I nomi svizzeri del reparto non sono altisonanti, ma i vari Dufner, Maier e Capaul garantiscono l’esperienza nel sistema di gioco, e se Jelovac comincia a faticare nel tenere il ritmo, Cadonau ha trovato i ricambi nei giovani Flavio Sauser e soprattutto Daniil Ustinkov, ventenne che come Segafredo è partito dalla Swiss Life Arena per trovare un ambiente più consono alla crescita individuale basata sulle responsabilità.

Il reparto arretrato però deve affidarsi giocoforza alla resa dei due stranieri Jacob Larsson e Lawrence Pilut. Entrambi alle prese negli scorsi anni con lunghi infortuni, Larsson da par suo nell’ultima annata si è confermato come uno dei difensori più completi e produttivi del campionato, grande pattinatore e leader. Pilut invece è rientrato la scorsa primavera mostrando ottimi numeri. Se per il campionato alle porte riuscirà a presentarsi in piena forma si candida pure lui ad essere – soprattutto in forma più offensiva – uno dei migliori della National League nel suo ruolo.

La porta rimane coperta bene dalla coppia NyffelerPunnenovs, due portieri che garantiscono esperienza e regolarità di rendimento pur senza toccare picchi estremi come i top del campionato, ma alternati a dovere hanno le capacità per garantire una regular season tranquilla.



Il Rapperswil ha mantenuto l’ossatura principale e senza troppi movimenti di mercato ha potuto preservare la sua identità. La partenza di Strömwall è sicuramente di quelle pesanti, ma Lundskog potrebbe compensare con un gioco meno accentrato su un singolo, inoltre il ricambio difensivo e il rientro di un talento come Lawrence Pilut potrebbero rivelarsi delle armi notevoli per tenere il ritmo della scorsa stagione.

I Lakers però sono chiamati a un rendimento più regolare e senza più crolli improvvisi come quello visto in gennaio e febbraio che ha fatto passare i sangallesi dall’aggancio alle prime sei al rischio di perdere le prime otto posizioni.

Dünner e compagni sono però in grado di confermarsi come una delle schegge impazzite del campionato, una di quelle formazioni che grazie a un sistema di gioco collaudato prima che delle individualità è in grado di recitare un ruolo di disturbo importante rubando punti pesanti in autunno.

Il destino sembra portarli verso un assestamento per quanto riguarda la posizione in classifica, ma sottovalutare questa squadra è un rischio troppo grande per tutti e che si è già palesato la scorsa stagione.


MIGLIOR INNESTO

Kevin Labanc: L’attaccante in arrivo dalla KHL potrebbe essere il colpo a sorpresa e inaspettato che aumenta il valore dell’attacco dei Lakers. Capace di ricoprire qualsiasi ruolo in ogni situazione, il 30enne ha tutte le possibilità per il rilancio di una carriera che si è un po’ stoppata dopo gli ottimi numeri in NHL e per prendere in mano l’attacco sangallese.

ADDIO DOLOROSO

Malte Strömwall: Partenza annunciata da tempo, quella dello svedese è difficilmente colmabile per le caratteristiche quasi uniche del giocatore. A volte in “stand-by” durante il gioco, Strömwall ha dimostrato di essere in grado come pochi di spaccare le partite dal nulla e inventarsi colpi di grandissima classe, con serate in cui era praticamente impossibile da fermare. Se ne va a Zurigo lasciando la firma su 43 reti e 46 assist in due stagioni.

FATTORE X

La coerenza di un sistema: Johan Lundskog dovrà portare un po’ più di continuità in una squadra che ha disputato un ultimo campionato a due velocità. Il gruppo principale non ha cambiato ossatura, ma i nuovi innesti dovranno essere inseriti in un sistema che viaggia a memoria senza che lo stile si debba adattare al singolo, ma utilizzando le caratteristiche individuali per migliorare la squadra come viene fatto da diversi anni.


La classifica di HSHS

1. _________
2. GINEVRA
3. _________
4. _________
5. _________
6. _________
7. _________
8. _________
9. RAPPERSWIL
10. _________

11. __________
12. __________
13. __________
14. AJOIE

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