
LOSANNA – A Losanna è arrivata la prima sconfitta stagionale per André Heim e il suo Ambrì Piotta, giunta al termine di una partita in cui i leventinesi non sono riusciti a sfruttare al meglio le proprie occasioni.
“Penso che i dettagli abbiano deciso la sfida, forse loro hanno dimostrato più determinazione, ma anche noi eravamo pronti. Sappiamo di poter competere con qualsiasi avversario e questo è sicuramente un buon punto”.
È mancata un po’ l’efficienza e c’è stata qualche penalità evitabile…
“Sono proprio questi alcuni dei dettagli a cui mi riferisco. Specialmente nella seconda frazione avremmo potuto segnare tre o quattro reti, ma il controllo del disco e l’esecuzione dei tiri non sono stati ottimi. Chiaramente anche le situazioni speciali ci hanno fatto male”.
Tapola ha deciso di togliere il portiere già a sei minuti dalla fine. Eravate sorpresi, oppure ne avevate già discusso prima del match?
“Credo sia stata una decisione spontanea. Il coach aveva un buon feeling, noi giocatori pure, c’erano due reti da recuperare, a volte bisogna prendere dei rischi. Abbiamo avuto delle occasioni, ma non sono state sfruttate e infine siamo stati infilati a porta vuota”.
La sconfitta non può certo far dimenticare l’inizio del campionato, complessivamente ottimo…
“Certo, siamo partiti bene, anche a Losanna abbiamo dato segnali positivi, ma ovviamente non possiamo essere felici. Dobbiamo imparare da quanto accaduto contro i vodesi. Ora il focus è già tutto su martedì per la trasferta di Bienne”.
La concorrenza al centro è aumentata con l’arrivo di Schnarr e Kodytek. Nemmeno tu, malgrado l’esperienza, sei al sicuro e devi guadagnarti ogni giorno un posto da titolare…
“È proprio così, ma questo vale per qualsiasi elemento e ruolo, poco importa se sei portiere, difensore, ala o appunto centro. La concorrenza aumenta l’intensità e la qualità degli allenamenti, una sana concorrenza interna porta benefici alla squadra”.
Schnarr è molto forte agli ingaggi. Parli con lui di questo, provi a osservarlo e a rubargli qualche trucco del mestiere?
“Sì, ma questo discorso è generale e si estende a tutti i centri della squadra. Noi e qualche altro elemento della rosa ci fermiamo sempre al termine dell’allenamento a effettuare degli ingaggi e a discutere”.
Il tuo contratto è in scadenza, ti sei dato una data entro cui avere chiarezza sul tuo futuro?
“Sì, nell’hockey e più in generale nello sport di punta tutto va veloce. Mi sono fatto i miei pensieri, ho un piano in mente”.
Ce lo sveli?
“No, non dico nulla in merito”.
Per finire, hai disputato la tua partita numero 250 con la maglia dell’Ambrì. Una gran bella cifra, ti saresti immaginato quando sei giunto da giovane in Leventina di arrivare sino a qui?
“Onestamente no. All’inizio della carriera m’immaginavo di restare a Berna per tutta la mia attività agonistica. Sono venuto ad Ambrì, non me ne pento, è stata la migliore decisione per la mia carriera. Al momento della firma non avrei pensato di arrivare a 250 match. È bello, mi piace questo fatto”.


