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Interviste

Mitell: “Shore merita di giocare ma comporre il lineup è difficile, vorremmo schierare tutti”

Il coach in vista della sfida con lo Zugo: “In due blocchi cerchiamo ancora la giusta chimica, ma è presto per i giocatori e non dovremmo leggere troppo in questi cambiamenti. Le cose possono evolvere rapidamente”

LUGANO – Il Lugano martedì tornerà di scena alla Cornèr Aren, con l’obiettivo di ripartire dopo il 5-2 incassato a Kloten. La vittoria al debutto sul Ginevra e la successiva sconfitta hanno lasciato indicazioni diverse, in un avvio di stagione ancora molto prematuro da valutare.

Martedì arriverà lo Zugo, nuovo banco di prova per i bianconeri. Per coach Tomas Mitell e i suoi giocatori sarà l’occasione di ritrovare il successo, nella speranza che i cambiamenti previsti nel lineup possano dare risposte positive.

Un anno fa eravate partiti con sette sconfitte in otto partite, prima di risalire. Quell’esperienza vi aiuta ad avere più pazienza in questo avvio?
“Sì e no. Di solito, dopo una partenza come quella dello scorso anno, non si riesce a recuperare bene come abbiamo fatto noi. L’inizio è importante, ma allo stesso tempo il campionato è una maratona, dunque perdere una o due partite non significa che sia la fine del mondo. È una lega molto equilibrata e bisogna cercare di prendere punti ogni sera, così da mettersi nella posizione giusta per continuare a lavorare sulla squadra e sul proprio percorso, senza concentrarsi troppo sui risultati. Al momento siamo tranquilli. Vogliamo raccogliere più punti il prima possibile, continuando però a migliorare il nostro gioco”.

Nick Shore sembra avviato al debutto stagionale, con Dahlström in sovrannumero. Qual è il ragionamento dietro questa scelta?
“Pensiamo che Shore meriti di giocare. Ha disputato un buon preseason e ci è sembrato in forma, ma possiamo schierare soltanto sei stranieri e ne abbiamo sette che apprezziamo. Può aggiungere qualcosa nella circolazione del disco e portare un po’ più di qualità in alcuni dettagli del gioco. Anche Dahlström, però, ha fatto bene. Comporre il lineup è difficile e non vorremmo escludere nessuno. Shore avrebbe potuto giocare già dall’inizio, ora magari Dahlström resterà fuori per una partita e poi vedremo. Le differenze sono minime, siamo ancora all’inizio e vogliamo tenere tutti coinvolti e partecipi nella squadra”.

Hai provato nuove combinazioni anche per Innala e Kupari, con quest’ultimo spostato all’ala. Ti aspetti di più da loro?
“Possiamo guardare alla produzione offensiva oppure all’impegno, ma la cosa più importante è vincere come squadra. Se questi giocatori non stessero facendo bene, probabilmente non sarebbero nel lineup… Il fatto che ci siano dice già qualcosa. La linea di Sanford ha una buona intesa e sappiamo che funziona. Quella con Bertaggia, Tanner e Zanetti è stata probabilmente la migliore, o comunque la più costante. Negli altri blocchi cerchiamo la giusta chimica, ma è ancora presto per i giocatori e non dovremmo leggere troppo in questi cambiamenti. Le cose possono evolvere rapidamente”.

Quanto è importante trovare in fretta l’intesa nelle linee?
“È più importante vincere come squadra. Potremmo avere una linea con tre giocatori da 80 punti ciascuno, ma se poi non vinciamo le partite non serve a nulla. Per me viene prima il collettivo. L’intesa si costruisce normalmente nel tempo, attraverso le ripetizioni in allenamento, la comunicazione e le partite giocate insieme. Vincere ci permette anche di avere un po’ più di tempo per lavorarci”.

Si è parlato molto del powerplay. Come valuti quanto visto nelle prime due partite?
“A Kloten abbiamo segnato una volta in tre o quattro occasioni, mi pare. Se manteniamo quel ritmo, il rendimento è del tutto accettabile. Anche qui è una questione d’intesa e bisogna concedere un po’ di tempo. Dobbiamo muovere velocemente il disco e andare verso la porta, sono i concetti abituali. Ci abbiamo lavorato e continueremo a farlo durante la settimana. Nel preseason non vi abbiamo dedicato moltissimo tempo e ci sono stati parecchi cambiamenti negli uomini a disposizione, quindi serve ancora un po’ di pazienza”.

E a cinque contro cinque, qual è l’aspetto su cui vi state concentrando maggiormente?
“Lavoriamo sia con il disco sia senza, ma soprattutto cerchiamo continuità. Vogliamo riuscire a esprimere lo stesso gioco per un numero maggiore di cambi e di minuti ogni sera. Finora abbiamo avuto qualche alto e basso, soprattutto quando eravamo in possesso del puck. Senza disco penso che ci siamo comportati piuttosto bene, mentre quando lo abbiamo possiamo fare meglio ed essere un po’ più prevedibili per i compagni”.

Il calendario vi propone due settimane consecutive con soltanto due partite. Come vivi questo ritmo d’inizio stagione?
“Da una parte è positivo avere tempo per allenarci e continuare a costruire il nostro gioco. Dall’altra, quando il campionato comincia, hai voglia di entrare subito nel ritmo e giocare tante partite. Il calendario però non lo faccio io, quindi dobbiamo adattarci e sfruttare al meglio la situazione”.

Martedì arriva uno Zugo molto rinnovato, con diverse assenze e un lungo avvio di stagione lontano da casa. Quanto influisce tutto questo sulla preparazione della partita?
“Ci concentriamo soprattutto su noi stessi e sui fondamentali su cui dobbiamo continuare a lavorare. Siamo ancora all’inizio della stagione, abbiamo un gruppo nuovo e il nostro focus resta sul nostro gioco. Guardando i risultati, però, lo Zugo è stato molto impressionante. Vincere in trasferta a Losanna e Davos è difficile. Finora hanno fatto un ottimo lavoro e noi faremo tutto il possibile per fermarli”.

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