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National League

I top e flop dell’ultima settimana di campionato

Ecco i giocatori che si sono distinti nelle scorse partite, ed i nomi di chi invece potrebbe dare qualcosa di più

Ogni inizio settimana, per tutto il corso del campionato, HSHS vi proporrà la rubrica dedicata ai “top e flop”, ovvero ai giocatori che secondo noi si sono distinti negli ultimi turni di campionato, così come a coloro da cui ci si aspettava invece qualcosa in più.

Vengono selezionati un portiere, due difensori e tre attaccanti tra chi ha fatto particolarmente bene e chi, invece, ha deluso le aspettative.

Di seguito la selezione basata sui turni di campionato giocati nell’ultima settimana.


Antoine Keller (Ajoie): Nei cinque punti raccolti dall’Ajoie nella prima settimana di campionato c’è una bella parte del lavoro del suo portiere, schierato in tutte e tre le partite e capace di dare ai giurassiani una possibilità concreta di fare risultato. La serata da sottolineare è quella di Ginevra, dove ha respinto 43 tiri e poi chiuso la porta nei cinque tentativi degli shootout, permettendo ai suoi di vincere nonostante un rapporto delle conclusioni di 46-23 in favore dei granata. Già contro l’Ambrì Piotta si era distinto con 32 parate, mentre il successo sul Kloten ha completato un bilancio da due vittorie e 89 interventi complessivi.

Max Lindroth (Kloten): Il Kloten è andato a punti in tutte e tre le partite della settimana, trovando nel difensore svedese uno dei principali protagonisti del suo buon avvio. A Rapperswil ha accompagnato con tre assist tutta la rimonta dal 3-1 al 3-4, servendo anche il passaggio decisivo per Puhakka all’overtime, mentre contro il Lugano ha aggiunto un assist e la rete conclusiva a porta vuota. Proprio di fronte ai bianconeri si è apprezzata la sua capacità di alimentare continuamente la manovra, prendendosi delle responsabilità nella gestione del disco e facendo valere la propria visione di gioco. Utilizzato per oltre 23 minuti a sera, ha chiuso con cinque punti, il miglior bottino settimanale tra i difensori.

Davyd Barandun (Berna): Uno dei topscorer sicuramente meno attesi di questo inizio di campionato. Certo, da sabato sera ha dovuto cedere la tenuta fiammeggiante a Dario Rohrbach, ma un giocatore conosciuto soprattutto per le sue qualità difensive molto conservative, in queste prime partite con la nuova maglia ha saputo stupire tutti. L’ex Davos finora aveva segnato cinque reti in otto stagioni da professionista, solo martedì scorso ne ha messe a segno due contro gli ZSC Lions – di cui una in un break in shorthand per lui inusuale – piazzando poi un assist nella vittoria del Berna proprio contro la sua ex squadra venerdì sera alla PostFinance Arena.

Simon Knak (ZSC Lions): La scorsa stagione, vedendo soprattutto la maturità mostrata in Nazionale, sembrava proprio il trampolino di lancio di una carriera che finora aveva promesso molto ma mantenuto di meno. Confrontato con la pressione, la concorrenza, ma anche la qualità a tutti i livelli dell’organizzazione degli ZSC Lions, il 24enne si è preso la scena con la squadra di Claude Julien, andando a segno in ogni partita sin qui disputata e prendendosi l’onore di indossare la tenuta da topscorer di fronte a compagni come Malgin e Andrighetto grazie al bottino di quattro gol in tre uscite di campionato, e a prestazioni complessive da attaccante moderno e completo.

Vinzenz Rohrer (Zugo): L’attaccante austriaco era uno dei giocatori più attesi, soprattutto dopo l’ingaggio parecchio chiacchierato da parte dello Zugo. Ebbene, l’ex Lions si è presentato come meglio non avrebbe potuto di fronte ai suoi nuovi tifosi, prendendosi subito la maglia e il casco da topscorer dei tori. Inaugurata la stagione con una doppietta e un assist contro il Losanna, il classe 2004 ha servito una vera lezione in quel di Davos con ben tre assist – di grande qualità – che hanno contribuito al poker di Tomas Tatar (altro grande protagonista di questo nuovo inizio dello Zugo) e che hanno svelato il potenziale di un giocatore che finora non aveva ancora espresso tutto quanto aveva fatto solo intravvedere.

Michael Joly (Ambrì Piotta): Ha già lasciato il segno in tutte e tre le partite disputate il canadese, che con quattro gol è stato uno dei principali protagonisti dell’avvio positivo dell’Ambrì Piotta. Dopo il pareggio fondamentale ottenuto a Porrentruy, ha firmato una doppietta contro il Rapperswil e trovato la rete anche nella sconfitta di Losanna, portando a tre il bottino personale in powerplay. Proprio alla Vaudoise Aréna avrebbe potuto raccogliere ancora di più, viste le occasioni capitate sul suo bastone, ma i quindici tiri complessivi (secondo di lega dietro Emil Pettersson) raccontano di un attaccante costantemente pericoloso. Qualche occasione importante è rimasta per strada, ma la capacità di farsi trovare nel cuore delle azioni offensive ha già dato parecchio alla squadra di Tapola.


Melvin Nyffeler (Rapperswil): Non è stato un grande avvio di campionato per il portiere del Rapperswil, schierato nelle due sconfitte dei sangallesi contro Kloten e Ambrì Piotta. Già di fronte agli aviatori la sua concentrazione non è parsa delle migliori, mentre alla Gottardo Arena è sprofondato assieme ai compagni nel tremendo primo periodo, perdendo rapidamente la bussola senza riuscire a compiere interventi importanti. Sostituito da Punnenovs nella vittoria casalinga sui campioni del Friborgo, il nativo di Volketswil si è portato dietro delle statistiche non propriamente edificanti nella prima settimana di National League, con dieci reti subite in due incontri e l’81,8% di parate.

Yannick Rathgeb (Friborgo): È stato un avvio piuttosto agitato quello del difensore del Friborgo, che nelle tre partite della settimana ha raccolto più nervosismo che risultati. Rimasto senza punti e con un bilancio di -2, non ha ancora trovato il modo di dare un contributo convincente alla manovra offensiva, mostrandosi sinora poco concentrato. A complicare il quadro sono poi arrivate le reazioni contro il Losanna, con l’espulsione dopo lo scontro con Zehnder, e la penalità maggiore rimediata il giorno seguente a Rapperswil. I 32 minuti complessivi di penalità riassumono una settimana in cui il Gotteron avrebbe avuto bisogno della sua lucidità, trovandosi invece a gestire troppo spesso le conseguenze della sua indisciplina.

Romain Loeffel (Losanna): L’arrivo della prima vittoria stagionale ha alleggerito la settimana del Losanna, ma per il difensore il bilancio rimane inferiore alle aspettative. Nelle sconfitte contro Zugo e Friborgo era rimasto senza punti, chiudendo con un bilancio complessivo di -4 nelle due serate complicate dei vodesi. Contro l’Ambrì Piotta ha poi contribuito al riscatto con un assist, un primo segnale positivo che lascia però ancora parecchio margine per una crescita, anche perché in termini di gioco non lo si è visto molto. I sette tiri in porta testimoniano una certa attività offensiva, ma da un giocatore impiegato quasi venti minuti a partita, e considerando alcune assenze di peso in retrovia, ci si attende una presenza più incisiva e continua.

Jere Innala (Lugano): Per carità, siamo solo a due partite giocate e mettere in croce qualcuno a questo punto del campionato sarebbe scorretto e pretestuoso. Sta di fatto comunque che uno dei giocatori più attesi del mercato estivo del Lugano – e in generale in National League – sta faticando parecchio ad integrarsi nel ritmo del campionato e nel gioco dei bianconeri. Già nel preseason si era capito che ad esempio Lycksell e Thomson sembravano più a loro agio, e il giudizio sulle due partite contro Ginevra e Kloten ha detto che l’ex Frölunda non ha ancora trovato la sua dimensione in un torneo da subito esigente. Buono il lavoro a servizio dei compagni, sicuramente, ma al momento sembra giocare un po’ a nascondino, e i suoi impulsi offensivi si fanno attendere.

Austin Czarnik (Losanna): L’inizio di campionato per il Losanna è stato allietato dalla vittoria sull’Ambrì Piotta dopo un inizio decisamente in salita, per non dire scioccante, e l’assenza di Theo Rochette come previsto si fa sentire. A compensare la partenza per Detroit del nazionale svizzero però dovrebbe esserci abbastanza classe in squadra, a cominciare da un Austin Czarnik ancora sotto tono. Lo statunitense è apparso molto evanescente e fuori dal gioco, stranamente distante da quello slot in cui normalmente si avventa per scatenare il suo tiro da media distanza. Per il 33enne ancora zero punti nelle prime tre uscite, con soli quattro tiri in porta.

Filip Zadina (Davos): Si è visto troppo poco il ceco nelle prime tre partite del Davos, che dal suo attaccante avrebbe avuto bisogno di ben altra incisività. La settimana si è chiusa senza punti e con un bilancio di -4, ma a lasciare perplessi è soprattutto la scarsa pericolosità prodotta, con appena cinque tiri in porta nonostante oltre 18 minuti di impiego medio e spazio costante in powerplay. Nelle due sconfitte del weekend contro Berna e Zugo è così mancata anche la sua risposta offensiva, con Zadina rimasto senza punti proprio mentre la squadra cercava una reazione. Un avvio sottotono per uno degli uomini chiamati a fare la differenza nell’attacco grigionese, soprattutto ora che Stransky non c’è più.

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