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5 spunti da Lugano: situazioni speciali, nuovi inizi, vicinato, leggende, candeline, Jere e oggi

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. Situazioni molto speciali

(PostFinance/KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi)

Durante l’estate e in particolar modo con i nuovi ingaggi, il Lugano di Tomas Mitell si è posto l’obiettivo di cambiare la situazione per quanto riguarda un powerplay che la scorsa stagione non ha proprio funzionato.

Bisogna dire che effettivamente i bianconeri hanno sorpreso tutti, tanto che contro il Ginevra alla prima giornata Thürkauf e compagni hanno incassato ben due reti in shorthand nel solo periodo centrale e causato un rigore – per fortuna parato da Schlegel su Vesey – nel terzo tempo sempre quando giostravano con l’uomo in più. Effettivamente qualcosa di nuovo si è visto, però non nella maniera forse attesa dai più…

2. Gol, leggende e candeline

Oggi 21 settembre compie gli anni l’indimenticato Andy Ton, uno dei maggiori protagonisti del Grande Lugano di John Slettvoll. Nel fargli gli auguri, lo rendiamo attento che nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi dell’Hockey Club Lugano, sta venendo tampinato da molto vicino da Luca Fazzini.

Il numero 17 bianconero con il gol al Kloten ha superato Petteri Nummelin al quarto posto e ora si trova infatti a soli quattro punti da Ton che occupa la terza posizione, e viene naturale pensare che anche il resto del podio completato al momento da Jörg Eberle e Kent Johansson è messo in serio pericolo da colui che non vuole smettere di buttare dischi in fondo alla porta, compleanni o non compleanni.

3. Jere e oggi

La scorsa stagione avevano terminato come i migliori due marcatori del Frölunda. Jere Innala e Arttu Ruotsalainen in due avevano piazzato una novantina di punti in regular season di SHL, ed entrambi sono finiti in National League.

In comune hanno che Ruotsalainen era già passato da Lugano, attraversando una stagione piuttosto deludente, prima di rifare il giro e trovarsi a Kloten. Venerdì sera i due ex compagni si sono ritrovati contro alla Swiss Arena, con risultati decisamente diversi.

Ruotsalainen è partito alla grande in questo campionato, trovandosi addirittura topscorer del campionato in coabitazione con tre reti e tre assist in altrettante partite. Dal canto suo oggi Innala ricorda invece più il Ruotsalainen di Lugano, timido e ancora poco pericoloso, forse non ancora calato nel ritmo di un campionato diverso rispetto alla SHL.

4. Nuovi inizi per tutti

(Photobrusca)

Due partite non fanno testo per un campionato, ma a volte possono dire con che spirito un giocatore riparte nella nuova stagione. L’esempio è quello di Alessio Bertaggia, giocatore che a fine della scorsa stagione si faceva fatica ad immaginare quale reale collocazione potesse avere nel line up bianconero, mentre contro Ginevra e Kloten è risultato uno dei migliori.

Il numero 10 bianconero ha inaugurato la stagione del Lugano segnando una bella rete contro i suoi ex compagni del Servette e in entrambe le uscite ha contribuito in maniera evidente a mantenere il quarto blocco bianconero altrettanto competitivo e pericoloso come era un anno fa, mostrando movimenti e letture del gioco ben diverse rispetto a quando sembrava faticare ad inserirsi nel gioco collettivo.

5. Il buon vicinato

(Andrea Branca)

Hanno fatto un po’ discutere sia lo slogan della campagna abbonamenti dell’Hockey Club Lugano che le parole di Marco Werder, il quale vede il Football Club Lugano come un “concorrente”. In molti si sono chiesti se invece che vedersi a quella maniera non sarebbe meglio collaborare per la causa del buon vicinato, essendo concittadini.

I tifosi che dividono il tifo sui due fronti ovviamente la vedono così, perché non si vuole fare un torto a una o all’altra delle squadre che tengono vive le passioni. Visione giusta e condivisibile, ma lo è anche quella di ogni società singola, seppure della stessa città e con gli stessi colori. Entrambe sono delle aziende multimilionarie con i loro interessi, le loro difficoltà e le loro ambizioni, e immaginare delle “collaborazioni” (in che campo, con che scopo pratico e valori aggiunti reali?) appare effettivamente difficile.

In questi tempi dove si vedono ricostruzioni e rinascite su entrambi i fronti l’interesse deve essere quello di tenere alto il nome di Lugano nello sport svizzero, e i tifosi hanno risposto presente su entrambi i fronti capendo che nessuna delle due realtà vuole mettere i bastoni tra le ruote all’altra ma che semplicemente ha il diritto di fare i propri interessi. Un po’ come due vicini di casa che al sabato accendono il grill, un po’ di fumo di qua e di là dalla staccionata, ma alla fine una birra fresca viene sempre condivisa per buona pace di tutti.

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