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I nuovi volti della NL 2026/27: lo svedese Victor Söderström

A Bienne arriva il miglior difensore SHL di due stagioni fa, e che in Svizzera avrà un ruolo finalmente centrale dopo non essersi mai imposto in NHL

(Boston Herald)

I nuovi volti della NL 2026/27: lo svedese Victor Söderström

VICTOR SÖDERSTRÖM


Età: 25
Posizione: D
Altezza: 184 cm
Peso: 89 kg
Shoots: right

Provenienza: Providence Bruins (AHL)
Draft: 2019, round 1, 11esima scelta, Arizona Coyotes
Contratto: due anni
Nazionalità: 🇸🇪

Un difensore di spessore per il Bienne

Il Bienne ha aggiunto alla propria retrovia un profilo interessante e ancora relativamente giovane, assicurandosi Victor Söderström per due stagioni. Si tratta di un difensore che in passato era stato scelto al primo turno del Draft NHL, ma che in Nordamerica non è mai riuscito a trovare quella stabilità che il suo talento sembrava poter giustificare.

Il suo arrivo ai seeläander va letto soprattutto in un’ottica di costruzione del gioco. Söderström non è infatti un difensore puramente fisico, né un elemento pensato solamente per proteggere lo slot. Il suo valore principale è nella capacità di leggere rapidamente le situazioni, muovere il puck con qualità e dare ordine alla prima fase di transizione.

Söderström è infatti un difensore capace di iniziare l’azione con un primo passaggio pulito oppure di guadagnare metri con le proprie gambe. Non ha la struttura del classico difensore dominante fisicamente, ma compensa con mobilità, posizione e tempi di intervento.

In NL potrà essere utilizzato in diverse situazioni. Il fatto di essere right e la capacità di gestire il puck lo rendono naturalmente interessante per il powerplay, ma il Bienne lo ha ingaggiato anche per dare equilibrio e responsabilità alla propria difesa.

Un talento cresciuto in fretta

Nato a Skutskär, Söderström è cresciuto nel sistema del Brynäs, club che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione. Sin dalle prime categorie giovanili il suo nome è stato associato a quello di un prospect importante, grazie a una combinazione non comune di pattinaggio, visione e maturità nelle letture.

La sua crescita è stata molto rapida. Già nella stagione 2018/19, ancora giovanissimo, ha trovato spazio in SHL con il Brynäs, disputando 44 partite e ottenendo sette punti.

In quella fase il suo gioco attirò rapidamente l’attenzione degli scout NHL. Söderström non era il difensore più spettacolare del Draft, ma veniva considerato uno dei più completi e sicuri nella propria categoria. Il suo punto forte era la capacità di prendere buone decisioni sotto pressione, una qualità che spesso permette ai giovani difensori di superare più rapidamente il passaggio all’hockey professionistico.

Il Draft 2019 confermò questa valutazione. Gli Arizona Coyotes decisero di puntare forte su di lui, selezionandolo con l’undicesima scelta assoluta. In quella stessa tornata uscirono nomi come Jack Hughes, Kaapo Kakko, Bowen Byram, Moritz Seider, Trevor Zegras e Cole Caufield, ma il fatto che Söderström fosse stato chiamato così presto raccontava bene la fiducia riposta nel suo potenziale.

Il suo secondo anno pieno in SHL confermò il talento. Nel 2019/20, ancora con il Brynäs, firmò 16 punti in 35 partite, aumentando in maniera significativa la propria produzione offensiva e mostrando maggiore sicurezza anche nella gestione del puck.

Il salto oltre oceano e una NHL mai davvero conquistata

Söderström arrivò in Nordamerica con aspettative importanti, ma il suo inserimento nell’organizzazione degli Arizona Coyotes non fu lineare. La stagione 2020/21 fu frammentata, con una parentesi in HockeyAllsvenskan all’AIK, l’esordio in NHL e il primo vero impatto con l’AHL a Tucson. Con gli Arizona Coyotes giocò quattro partite e firmò subito due punti, compreso il suo primo gol nella lega.

Sembrava l’inizio di un percorso promettente, ma negli anni successivi Söderström non riuscì mai a consolidare una posizione stabile in NHL. Nel 2021/22 giocò 16 partite con Arizona, senza punti, alternandosi con i Tucson Roadrunners. L’anno successivo trovò più spazio con i Coyotes, disputando 30 partite e ottenendo nove assist, ma anche in quel caso il passo decisivo non arrivò.

Il problema non era tanto la mancanza di qualità, quanto la difficoltà di trasformarsi in un difensore pienamente affidabile per il contesto NHL. Söderström aveva pattinaggio, mano e visione, ma doveva convivere con una struttura non dominante per gli standard nordamericani e con un ruolo spesso poco definito. Per un difensore offensivo, giocare pochi minuti e con margine d’errore ridotto può diventare complicato.

Nel 2023/24 la situazione si fece ancora più chiara. In NHL disputò appena tre partite, mentre in AHL produsse bene con Tucson, confermando di avere qualità per essere un difensore di livello in un campionato professionistico, ma senza riuscire a forzare davvero la porta della prima squadra.

Dopo quattro stagioni trascorse tra NHL e AHL, la sua carriera si trovava dunque in una zona grigia. Non abbastanza affermato per avere un posto sicuro in NHL, ma troppo talentuoso per essere considerato solamente un giocatore da lega di sviluppo. Da qui nacque la scelta più importante del suo percorso recente, ovvero il ritorno in Svezia.

La rinascita a Brynäs

(Brynas.se)

Söderström tornò per la stagione 2024/25 nel suo ambiente naturale, ma non lo fece semplicemente per ritrovare comfort. Lo fece per riprendere in mano una carriera che rischiava di bloccarsi, e il risultato fu immediato.

Con il Brynäs disputò una regular season di alto livello, chiudendo con 37 punti in 49 partite, frutto di nove gol e 28 assist, e divenne uno dei punti fermi della squadra, contribuendo a una stagione sorprendente del club e formando una coppia difensiva di grande qualità con Charle-Édouard D’Astous.

Il riconoscimento più importante arrivò con il Salming Trophy, premio assegnato al miglior difensore svedese della SHL. Nel suo caso fu una conferma molto significativa, perché arrivava dopo anni in cui il suo talento era rimasto in parte compresso nel sistema nordamericano. In Svezia Söderström ritrovò responsabilità, fiducia e piacere di giocare.

Quella stagione dimostrò anche un aspetto importante in vista del suo arrivo in Svizzera. Söderström non è semplicemente un ex prima scelta che cerca una nuova occasione, ma un giocatore che ha già dimostrato di poter essere dominante in Europa. La sua parentesi al Brynäs ha rimesso al centro le caratteristiche che lo avevano reso interessante al Draft, dal pattinaggio alla gestione del puck, sino alla capacità di produrre da dietro.

Nei playoff aggiunse otto punti in 17 partite, confermando il proprio peso anche nella fase decisiva. Il Brynäs arrivò sino alla finale, poi persa contro il Lulea, ma per Söderström quella stagione rimase comunque il momento più convincente della carriera.

Il nuovo tentativo con Boston

Dopo la bella stagione in SHL, Söderström scelse di tentare nuovamente la carta nordamericana. I suoi diritti NHL erano passati dagli Utah Mammoth ai Chicago Blackhawks, poi ai Boston Bruins, che nel giugno 2025 lo misero sotto contratto con un accordo annuale two-way.

Era una nuova occasione, ma anche questa volta il percorso non portò a un vero posto stabile in NHL. Con Boston ha giocato otto partite nell’ultimo campionato, raccogliendo un assist, mentre il resto dell’annata lo ha visto impegnato soprattutto con i Providence Bruins in AHL.

A Providence ha comunque mantenuto una buona produzione offensiva, confermandosi un difensore capace di contribuire in fase di possesso e di dare qualità alla manovra. Il problema, ancora una volta, è stato il contesto. In NHL Söderström è rimasto un profilo di profondità, utile come opzione di richiamo ma senza una reale continuità.

Da qui la scelta di tornare in Europa, questa volta non più in Svezia ma in National League. Per il Bienne l’occasione era evidente. Non capita spesso di poter ingaggiare un difensore right di 25 anni, reduce da una stagione da miglior difensore svedese in SHL e con esperienza NHL e AHL alle spalle. Il rischio c’è, perché la sua carriera ha già vissuto alcune false partenze, ma il potenziale è notevole.

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