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National League

I nuovi volti della NL 2026/27: lo statunitense Sonny Milano

Il Berna troverà in lui talento e creatività. Milano è però anche rimasto a lungo in bilico tra grande potenziale, lampi di classe e stagioni complicate

(Washington Capitals)

I nuovi volti della NL 2026/27: lo statunitense Sonny Milano

SONNY MILANO


Età: 30
Posizione: LW
Altezza: 183 cm
Peso: 88 kg
Shoots: left

Provenienza: Washington Capitals (NHL)
Draft: 2014, round 1, 16esima scelta, Columbus Blue Jackets
Contratto: un anno
Nazionalità: 🇺🇸

Talento e creatività per il Berna

Il Berna ha scelto un profilo di qualità per aggiungere imprevedibilità al proprio reparto offensivo. Sonny Milano arriverà infatti nella capitale dopo aver trascorso l’intera carriera professionistica in Nordamerica, e dopo essere stato per diversi anni un giocatore di rotazione in NHL.

Milano è un giocatore di talento, istintivo, abituato a creare superiorità con il puck sul bastone e a trovare soluzioni non sempre convenzionali. Le mani sono sempre state il suo marchio di fabbrica, sin dai tempi del suo percorso giovanile, e ancora oggi rappresentano l’elemento più interessante del suo gioco.

In National League dovrà però dimostrare di poter essere più di un giocatore che viaggia a fiammate. Il suo percorso NHL è stato ricco di momenti interessanti, ma anche di pause, infortuni e cambi di ruolo. A Berna arriverà per portare qualità nelle prime linee e soprattutto in powerplay, dove la sua visione e la capacità di giocare nello stretto possono diventare un valore importante.

La domanda principale riguarda la continuità. Milano ha avuto una carriera di buon livello, ma non è mai riuscito a trasformarsi stabilmente nel top six forward che in tanti avevano immaginato al momento del Draft. In Svizzera avrà ora l’occasione di rilanciare la propria carriera in un contesto diverso, meno schiacciato dalla profondità degli organici NHL, ma comunque esigente sul piano del ritmo e dell’intensità.

Uno dei talenti più osservati del programma americano

Milano ha iniziato la sua carriera entrando nel prestigioso programma di sviluppo della federazione americana. Con l’USNTDP ha iniziato a farsi notare come uno degli attaccanti più talentuosi della sua annata, distinguendosi soprattutto per tecnica, controllo del puck e capacità di inventare gioco.

Nella stagione 2013/14 è stato uno dei nomi più seguiti in vista del Draft. Con la selezione U18 statunitense ha firmato 86 punti in 58 partite complessive, confermandosi tra i giocatori più produttivi del programma. Nello stesso anno ha contribuito alla medaglia d’oro degli Stati Uniti al Mondiale U18, torneo in cui mise assieme 10 punti e segnò anche la rete decisiva per il titolo.

I rapporti degli scout dell’epoca erano molto chiari. Milano veniva descritto come un attaccante offensivo, creativo, con mani di alto livello l’agilità per compensare una struttura fisica non dominante.

Il talento non era in discussione, ma già allora esistevano alcune domande sul suo sviluppo. Milano era considerato un giocatore con grande potenziale offensivo, ma anche con la necessità di completare il suo gioco lontano dal puck e di aggiungere forza. Sono temi che, in forme diverse, lo avrebbero accompagnato anche nelle stagioni successive.

Nel Draft 2014 i Columbus Blue Jackets decisero di puntare forte su di lui, selezionandolo al primo turno con la 16esima scelta assoluta. Fu scelto subito dopo Dylan Larkin e prima di altri prospect americani di alto livello come Alex Tuch, Nick Schmaltz e Thatcher Demko, in una tornata che confermava la qualità della generazione cresciuta attorno al programma USA.

La scelta dell’OHL e il primo impatto tra i professionisti

Dopo il Draft, Milano avrebbe dovuto proseguire il proprio percorso a Boston College, ma decise invece di cambiare strada e raggiungere i Plymouth Whalers in OHL. Era una scelta pensata per avvicinarsi più rapidamente al professionismo e affrontare un calendario più vicino a quello NHL. I Whalers lo avevano selezionato già nel 2012, e nell’estate 2014 riuscirono finalmente a portarlo in Ontario.

La stagione in OHL confermò subito le sue qualità offensive. Milano chiuse il campionato 2014/15 con 68 punti in 50 partite, prima di debuttare in AHL con gli Springfield Falcons. Nel 2015/16 arrivò una prima esperienza importante con i Lake Erie Monsters. In regular season mise assieme 31 punti in 54 partite, poi contribuì alla conquista della Calder Cup con otto punti nei playoff.

Nello stesso periodo arrivarono anche le prime presenze in NHL con Columbus, ma l’inserimento stabile si rivelò più lento del previsto. Milano aveva talento, questo era evidente, ma doveva trovare il modo di rendersi utile anche in contesti meno favorevoli, con meno puck sul bastone e responsabilità più limitate rispetto a quelle avute da giovane.

La stagione 2017/18 rappresentò il suo primo vero assaggio di NHL. Con i Blue Jackets giocò 55 partite, segnando 14 gol e 22 punti. Sembrava il possibile inizio di una crescita stabile, ma il passaggio successivo non arrivò con la linearità sperata. L’anno seguente fu infatti segnato da poche partite in NHL e da un ritorno importante in AHL, mentre nel 2019/20 Milano venne infine ceduto ad Anaheim in cambio di Devin Shore.

Anaheim, il momento più brillante

Il trasferimento ai Ducks diede a Milano una nuova opportunità. Dopo il trade del febbraio 2020, il suo percorso in California fu condizionato inizialmente da una stagione complicata, anche a causa di problemi fisici, ma nel 2021/22 arrivò il miglior momento della sua carriera NHL.

Con Anaheim trovò un ruolo più interessante in un gruppo giovane e creativo, dove il suo talento poteva esprimersi con maggiore libertà. Chiuse quella stagione con 14 gol, 20 assist e 34 punti in 66 partite, tutti primati personali, e Milano sembrò finalmente vicino a diventare il giocatore immaginato al Draft.

Il simbolo di quella fase rimane il gol realizzato il 7 dicembre 2021 contro i Buffalo Sabres, su un’azione diventata virale (vedi video a fine articolo). Trevor Zegras finse la giocata lacrosse dietro la porta e servì un passaggio a parabola sopra la gabbia, con Milano capace di colpire il puck al volo e mandarlo in rete.

Nonostante la buona stagione, Anaheim decise però di non continuare con lui. Milano si ritrovò così sul mercato e firmò con Washington nell’ottobre 2022, inizialmente con un contratto annuale. L’impatto con i Capitals fu positivo, al punto che nel febbraio successivo arrivò un’estensione triennale da 5,7 milioni di dollari complessivi.

Washington, tra conferme e una stagione persa

A Washington Milano trovò nuovamente una certa stabilità. Nel 2022/23 mise assieme 33 punti in 64 partite, confermandosi come elemento utile nelle rotazioni offensive dei Capitals. Non era un giocatore centrale, ma poteva dare profondità, skill e produzione secondaria a una squadra che cercava soluzioni dietro i suoi uomini più importanti.

La stagione successiva fu particolare ma produttiva. Nel 2023/24 giocò 49 partite, segnando 15 gol e 23 punti. Il totale dei gol rappresentò il suo massimo in carriera NHL, anche se arrivò con una percentuale al tiro molto alta e dunque difficilmente sostenibile sul lungo periodo. Restava comunque la conferma di un giocatore capace di incidere quando inserito nel contesto giusto.

Il vero problema arrivò nel 2024/25. Milano disputò appena tre partite prima di fermarsi per un infortunio alla parte alta del corpo. La sua stagione finì di fatto subito, e un successivo contrattempo durante il recupero rese impossibile il rientro.

Nel 2025/26 è tornato in pista, ma non è più riuscito a ritrovare completamente il proprio spazio a Washington. Con i Capitals ha giocato 31 partite, firmando otto punti, poi è stato girato agli Hershey Bears in AHL.

Una nuova occasione in Europa

A 30 anni Milano vivrà così la sua prima esperienza fuori dal Nordamerica. È un passaggio importante, perché per la prima volta dovrà adattarsi a una pista, a un hockey e a un ambiente completamente diversi. Non avrà più la stessa routine costruita negli anni tra NHL e AHL, ma potrà trovare un ruolo più centrale e responsabilità offensive maggiori.

Per il Berna il suo arrivo rappresenta una scelta chiara. Milano è stato preso per aggiungere qualità, creatività e soluzioni con il puck. Non sarà il giocatore da usare per vincere battaglie fisiche lungo le balaustre, ma potrà essere determinante negli spazi stretti, nelle transizioni rapide e nelle situazioni di superiorità numerica.

Il suo adattamento dipenderà anche dalla capacità di accettare il tipo di hockey della National League, con Milano che dovrà trasformare il talento in produzione regolare, evitando di restare un giocatore visibile solamente a tratti.

In National League potrebbe trovare una dimensione nuova. Se riuscirà a stare bene fisicamente e a inserirsi rapidamente nel sistema bernese, Milano ha tutte le qualità per diventare uno dei giocatori più divertenti del campionato. Non necessariamente il più completo, ma uno di quelli capaci di cambiare una partita con una giocata. Per il Berna, dopo stagioni in cui l’attacco ha spesso avuto bisogno di nuove scintille, è il tipo di scommessa che può accendere una squadra.

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