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Ambrì Piotta

Shore: “L’Ambrì ha il potenziale di sorprendere molte persone, ma ci aspetta un duro lavoro”

Il centro ha completato la squadra leventinese: “So che sarò un elemento importante, ma in squadra abbiamo tanti giocatori che saranno un punto di riferimento e che vedremo sul ghiaccio nei momenti chiave delle sfide”

AMBRÌ – È stata sicuramente una prima settimana in biancoblù particolare quella di Nick Shore, pedina fondamentale per completare l’Ambrì Piotta ed annunciato a sorpresa durante la presentazione della squadra ai tifosi.

“Sono rimasto colpito dal caloroso benvenuto che tutto l’ambiente mi ha riservato, e sin dal primo giorno ho avuto la conferma di ciò che mi avevano detto di questo club e dell’ambiente che si respira quando si vesta la maglia dell’Ambrì Piotta”, ci ha raccontato l’americano. “Ora ci aspetta un importante lavoro, ma non vedo l’ora di poter giocare nella nostra pista piena di fans”.

Sei un centro puro molto forte agli ingaggi, esattamente ciò che serviva per completare la squadra. Ad Ambrì sarai tra i protagonisti, era il ruolo che cercavi?
“Sono consapevole che sarò un elemento importante, ma in squadra abbiamo tanti giocatori che saranno un punto di riferimento e che vedremo sul ghiaccio nei momenti chiave delle sfide. Ognuno avrà un ruolo preciso e cercherà di fare ciò che gli viene chiesto, e questo vale per tutte le quattro linee. Le prime impressioni dal nostro campo di allenamento sono ottime, ed ora non vediamo l’ora di giocare le prime partite di preparazione”.

In NHL avevi un ruolo difensivo, mentre in Europa hai potuto aggiungere al tuo gioco l’abilità di fare tanti punti. È questo il contributo che possiamo aspettarci?
“Sicuramente sì, voglio essere efficace in tutte le zone della pista. Come hai detto ho iniziato la mia carriera svolgendo dei compiti prevalentemente difensivi, e questo è un aspetto che considero sempre importante e di cui vado fiero, ma in Europa ho potuto aggiungere degli elementi al mio gioco e anche ad Ambrì voglio essere una minaccia offensiva in ogni partita”.

Sei cresciuto a Denver nel periodo d’oro dei Colorado Avalanche, che influsso ha avuto su di te?
“Quello era un periodo eccezionale, che ha indubbiamente aiutato ad aumentare la popolarità dell’hockey a Denver e nelle zone limitrofe. Grazie al successo degli Avalanche il numero di bambini che ha iniziato a praticare lo sport è esploso, e ricordo bene i successi del 1996 e 2001. Ero un grande tifoso della squadra, anche se non avevo l’opportunità di andare a molte partite, ed il mio giocatore preferito era indubbiamente Peter Forsberg. È stato bello vederli vincere nuovamente quest’anno”.

L’Ambrì è la tua decima squadra delle ultime sei stagioni, ma hai firmato un contratto di un solo anno… Non volevi un po’ di stabilità?
“Davvero così tante? (ride, ndr). Comunque no, questi non sono aspetti che mi preoccupano troppo, ed infatti lascio il tutto nelle mani del mio agente (il fratello Drew, ndr) che fa sempre un ottimo lavoro nel trovare la giusta soluzione per me. Quando mi è stata presentata l’opportunità di tornare in Svizzera e giocare per l’Ambrì Piotta sono subito stato eccitato all’idea, perché penso che questa sia una squadra che ha il potenziale di sorprendere molte persone”.

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