Social Media HSHS

Interviste

Thürkauf: “Abbiamo costruito una base solida, ma sappiamo che nulla ci è dovuto”

Il capitano è pronto a ripartire: “Siamo più equilibrati e spero che potremo giocare sempre a quattro linee. I nuovi stranieri sono importanti, ma l’hockey resta uno sport di squadra. Dovremo partire forte e fare un passo avanti”

LUGANO – Il Media Day ha segnato il primo passaggio pubblico della nuova stagione del Lugano, con il gruppo tornato al lavoro alla Cornèr Arena e ormai proiettato verso le prime amichevoli.

Il capitano Calvin Thürkauf si è presentato dopo un’estate più corta rispetto ad alcuni suoi compagni, visto che per lui la stagione si è chiusa lo scorso 31 maggio con la finale del Mondiale, purtroppo persa contro la Finlandia.

“Fa sicuramente ancora male quando ripenso alla finale, ma sono state davvero due settimane incredibili, sia con la squadra sia con i tifosi”, ha commentato l’attaccante. “È stato qualcosa che non avevo mai visto, specialmente in Svizzera, dove si dice che le persone siano un po’ più timide. Invece è stato pazzesco. Ringrazio tutti i tifosi che sono venuti e ci hanno sostenuto, come squadra abbiamo sentito davvero la loro spinta. Nonostante il finale, sono state due settimane bellissime”.

In queste ultime settimane sei riuscito a staccare, oppure il pensiero dell’occasione mancata è rimasto presente?
“La sconfitta è sicuramente rimasta con me per un po’, ma ho fatto tre settimane di vacanza e ne ho trascorse due ai Caraibi. In questo periodo non ho fatto davvero nulla, avevo bisogno di staccare dall’hockey perché era stata una stagione lunga. Poi ho ricominciato ad allenarmi e ho svolto sei settimane di preparazione estiva. Mi sento in forma e pronto per iniziare. Il ghiaccio cominciava a mancarmi, ma sono riuscito a liberare un po’ la testa”.

Inizia la tua sesta stagione a Lugano. Hai la sensazione che questa volta la squadra parta da una base più solida rispetto agli altri anni?
“Sì, perché lo scorso anno abbiamo svolto un grande lavoro. All’inizio non è stato semplice, anche per ciò che era successo nella stagione precedente, ma come squadra siamo cresciuti insieme. Abbiamo lavorato per arrivare sino al punto in cui abbiamo concluso l’ultima regular season. Adesso dobbiamo continuare da lì, ma nulla ci è dovuto. Non possiamo pensare che quanto accaduto l’anno scorso si ripeterà automaticamente. Dobbiamo lavorare, guadagnarci quella posizione e conquistare ogni punto, perché anche le altre squadre hanno cambiato e inserito nuovi giocatori. Non vedo l’ora di cominciare, perché so cosa abbiamo nello spogliatoio, so cosa abbiamo creato qui e sono convinto che possiamo continuare sulla strada che abbiamo iniziato”.

Siete inoltre una squadra con pochi giocatori in scadenza e il club ha blindato a lungo elementi come Fazzini e Müller. Quanto conta questa stabilità?
“Loro sono due giocatori fondamentali per noi. Fazz segna, produce punti e aiuta la squadra, mentre Mirco svolge un lavoro importantissimo nella zona difensiva ed è uno dei migliori difensori del campionato. Più in generale, penso che la squadra sia stata costruita con un buon equilibrio e che lo sia ancora più rispetto allo scorso anno. Dovremmo riuscire a giocare maggiormente a quattro linee. Nella passata stagione lo abbiamo fatto, ma nei momenti più delicati ci siamo spesso affidati a due o tre blocchi. Spero che quest’anno riusciremo a utilizzare tutte e quattro le linee lungo l’intero campionato e in ogni situazione.”

Sono arrivati diversi stranieri dai quali ci si attende un contributo offensivo importante. Hai già avuto buone sensazioni?
“Lo speriamo. Il club ha sicuramente svolto tutte le sue valutazioni prima di ingaggiarli e, sinora, si sono inseriti molto bene nello spogliatoio e vanno d’accordo con tutti. Vedremo dalle prime amichevoli come girerà l’intera squadra, perché non può ricadere tutto sugli stranieri. Siamo un gruppo, se qualcuno commette un errore, ci sono altri quattro giocatori sul ghiaccio pronti ad aiutarlo. Non dobbiamo dimenticare che l’hockey è uno sport di squadra e non dipende da uno straniero o da un singolo elemento”.

Ai Mondiali hai giocato all’ala accanto a due elementi molto creativi come Malgin e Andrighetto. Considerata l’abbondanza di centri, potrebbe essere un’opzione anche a Lugano?
“Non sta a me scegliere, ma lo staff sa che posso giocare anche all’ala. Ovviamente preferisco essere impiegato al centro, però sono qui per aiutare la squadra in qualsiasi modo. Se dovrò giocare all’ala lo farò, se sarò al centro giocherò al centro: alla fine conta ciò che facciamo per la squadra”.

Ripensando alla scorsa stagione, pesa maggiormente il buon quinto posto ottenuto nella regular season oppure lo 0-4 contro gli ZSC Lions nei playoff?
“Alla fine è importante la posizione in cui concludi la regular season. I playoff sono un mondo completamente diverso: si gioca una serie al meglio delle sette, mentre la regular season si sviluppa su 52 partite. Se riusciamo a finire nelle prime posizioni abbiamo la possibilità di cominciare la serie in casa, con i nostri tifosi alle spalle, e questo sicuramente aiuta. Prima, però, dobbiamo arrivarci. Ai playoff penseremo quando sarà il momento, adesso siamo concentrati sull’inizio della stagione e sulla necessità di partire bene”.

A livello tattico potete ripartire da quanto costruito oppure è necessario ricominciare il lavoro da capo?
“Abbiamo sicuramente creato una base, ma si può sempre migliorare. Steinmann, Mitell e il resto dello staff hanno lavorato durante l’estate per perfezionare alcuni aspetti del sistema e ne parleremo nelle prossime settimane. Abbiamo appena cominciato e non so ancora esattamente che cosa abbiano cambiato. Per ora abbiamo svolto lavoro fisico e qualche esercizio con il disco. Sono però contento che esista già una base sulla quale possiamo continuare a crescere, facendo gli aggiustamenti necessari”.

Uno dei passi avanti più attesi riguarda il powerplay. Pensi sarà uno dei punti centrali della preparazione?
“Sicuramente è uno degli aspetti sui quali dobbiamo lavorare. Adesso è difficile dire quanto saremo migliori, dobbiamo cominciare la preparazione, disputare le prime amichevoli e allenare queste situazioni. Penso però che faremo un passo avanti”.

A Lugano hai ritrovato Nick Shore, con il quale avevi già condiviso l’esperienza a Zugo. Ti ha fatto piacere rivederlo?
“Sì, perché so che cosa può portare alla squadra. Steinmann non lo ha scelto a caso. Nick ci darà qualcosa di cui abbiamo bisogno e sono contento di rivederlo. Ho anche giocato contro di lui quando era ad Ambrì. È un giocatore forte e può mettere la sua grande esperienza al servizio del gruppo, aiutandoci a migliorare”.

Click to comment

Altri articoli in Interviste