
LUGANO – Il Lugano si affaccia sulla nuova stagione da una posizione molto diversa rispetto a dodici mesi fa. Allora il club chiedeva tempo e fiducia per ricostruire un’identità smarrita, oggi può invece partire da un quinto posto, dal ritorno diretto nei playoff e da un’annata che ha riavvicinato squadra e pubblico. Il progetto ha insomma prodotto una prima risposta concreta, ma ha anche creato aspettative diverse.
Durante il Media Day che ha dato il via ufficiale alla nuova stagione, il DS Janick Steinmann ha riavvolto il nastro sino all’estate precedente, ricordando le dimensioni del lavoro affrontato. “Avevamo cambiato quasi l’intero staff tecnico e inserito undici nuovi giocatori. Arrivavamo da una stagione in cui il programma e la cultura erano crollati, dunque c’era moltissimo da ricostruire”. Anche il difficile avvio, con risultati deludenti nelle prime dieci partite, non aveva però fatto perdere al club la convinzione di essere sulla strada corretta.
Da quella situazione il Lugano è risalito dal penultimo al quinto posto, conquistando l’accesso diretto ai playoff. “È stato un passo enorme, soprattutto considerando da dove partivamo. Non credo che tutti si aspettassero un risultato simile”, ha sottolineato Steinmann, riconoscendo a giocatori e staff il merito di avere costruito una squadra riconoscibile. “Credo che i tifosi siano tornati volentieri alla pista. Hanno visto una squadra che lavorava duramente ogni sera, proponeva un hockey attrattivo e metteva il gruppo davanti a tutto”.
Il giudizio positivo sulla regular season non cancella però il peso dell’eliminazione. “Il 4-0 mi ha sorpreso, ero quasi scioccato. Ritengo che le nostre partite siano state migliori di quanto dica il risultato e avremmo meritato di più. Lo Zurigo ha meritato di vincere e passare il turno, questo è sicuro, ma non siamo riusciti a trovare il modo di prenderci una o due partite e darci una possibilità di avanzare”.
È proprio dalla distanza tra quanto costruito durante l’inverno e ciò che è mancato in primavera che nasce la rotta per il nuovo campionato. L’analisi interna, svolta assieme allo staff e ai giocatori nei colloqui di fine stagione, non si è concentrata soltanto su ciò che andava cambiato. Il primo esercizio è stato capire cosa conservare e rendere ancora più forte. La risposta conduce inevitabilmente alla cultura di squadra.
“Voglio vedere una squadra che si esprima come un’unità, come ha fatto l’anno scorso, e che riesca a migliorare ulteriormente. Non possiamo togliere il piede dall’acceleratore quando si parla della nostra cultura”.
Il passo successivo dovrà cominciare già nelle prime settimane di campionato. La falsa partenza della scorsa stagione aveva infatti obbligato il Lugano a inseguire a lungo, consumando energie per raggiungere la top 6 e poter finalmente respirare. “Dobbiamo partire meglio. Questo ci darebbe un po’ più di margine e ci permetterebbe di conservare maggiore energia lungo la stagione”.
Il concetto centrale espresso dal DS è però un altro: il mercato può aiutare, non sostituire la crescita interna. “Non basta acquistare un paio di giocatori e pensare che questo sia sufficiente per compiere il prossimo passo. Ogni persona – e includo me stesso, lo staff, gli allenatori e tutti i giocatori – deve dare il 5% in più. Tutti devono sapere che occorre raggiungere il livello successivo”.
Steinmann ha spiegato di avere cercato i nuovi elementi valutandone in profondità carattere e qualità, con l’obiettivo di aggiungere al gruppo i tasselli di cui aveva realmente bisogno. Il loro impatto sarà importante, ma lo sarà altrettanto il progresso di chi era già a Lugano. Una linea condivisa dall’head coach Tomas Mitell, che ha posto l’accento sulla quotidianità più che sulle proclamazioni.
“Il lavoro vero comincia adesso. È facile parlare del passato oppure lasciarsi trascinare da ciò che potrà succedere in futuro, ma dobbiamo concentrarci sul presente. Non importa ciò che è accaduto l’anno scorso e nemmeno ciò che succederà a marzo, l’allenamento di domani è la cosa più importante. Prima pensiamo al giorno, poi alla settimana e infine al mese. Non è sempre il discorso più divertente, ma sono questi piccoli passi quotidiani a renderti migliore”.
Sul piano tecnico, uno dei temi principali è stato quello della produzione offensiva. Mitell non ha nascosto la necessità di trovare maggiore continuità: “Dobbiamo riuscire a segnare un po’ di più. Il nostro gioco difensivo è stato buono per tutta la stagione, mentre offensivamente siamo stati più discontinui. I nuovi volti possono portarci energia e aiutarci, ma mi aspetto un passo avanti anche dai giocatori che sono rimasti”.

Steinmann ha comunque ridimensionato l’idea di una squadra priva di creatività, ricordando come il Lugano avesse chiuso tra le prime cinque della lega per reti segnate e con il secondo miglior dato per gol incassati. “I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro. Naturalmente, se riusciremo a distribuire maggiormente la produzione e ad avere più giocatori capaci di contribuire con dei gol, questo ci aiuterà a vincere più partite”.
Un altro margine di crescita individuato dal club riguarda l’organizzazione del lavoro quotidiano. Steinmann ha ricordato come il Lugano sia, assieme al Davos, tra le squadre costrette a viaggiare maggiormente, e come nella passata stagione la disponibilità limitata del ghiaccio avesse imposto compromessi. “La qualità degli allenamenti, del recupero e del sonno non è sempre stata sufficientemente buona. Ora avremo più ghiaccio e potremo allenarci più tardi e più a lungo, garantendo ai giocatori maggiore riposo. È un miglioramento enorme”.
La maggiore disponibilità legata anche alla struttura di Sigirino permetterà dunque di ottimizzare gli orari della prima squadra, ma viaggiare ne ha evidenziato soprattutto il valore per il vivaio. “Ci aiuterà tantissimo. Abbiamo molto più ghiaccio per il settore giovanile e spero che questo ci permetta di formare più giocatori, così da poterne portare un numero maggiore in prima squadra. Per noi è estremamente importante”. Anche la prima squadra ha già utilizzato la nuova pista nel corso dell’estate.
Al DS è stato inoltre chiesto se sia diventato più difficile convincere i giocatori svizzeri a trasferirsi a sud del San Gottardo. La sua risposta ha ricondotto anche questo tema alla credibilità del progetto. “Più saremo performanti e sapremo creare un buon ambiente come squadra, gruppo e organizzazione, più i giocatori vorranno venire a Lugano. Tutto parte dalle persone giuste e da una società stabile, che spinge per tornare a essere una squadra di vertice. Qui abbiamo tutto ciò di cui un giocatore ha bisogno. E i giocatori arriveranno”.
Per conoscere l’obiettivo sportivo ufficiale bisognerà invece attendere. “Lo presenteremo poco prima dell’inizio del campionato”, ha spiegato Steinmann. “Abbiamo appena ricominciato a lavorare sul ghiaccio e vogliamo prima sviluppare una buona percezione del gruppo. Potremo rispondere a questa domanda all’inizio di settembre”.

