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Lugano

Lugano battuto a Bienne e preoccupato per gli infortuni

I bianconeri si ritroveranno il Ginevra nei preplayoff dopo la sconfitta, ma dalla Tissot Arena sono usciti malconci Arcobello, Markkanen ed Herburger

(PostFinance/KEYSTONE/Laurent Gillieron)

Lugano battuto a Bienne e preoccupato per gli infortuni

BIENNE – LUGANO

4-1

(1-0, 1-0, 2-1)

Reti: 5’42 Sallinen (Rajala) 1-0, 22’17 Sallinen (Lööv, Rajala) 2-0, 41’37 Arcobello (Guerra, Loeffel) 2-1, 46’50 Hofer (Sallinen) 3-1, 59’15 Künzle (Schneeberger) 4-1

Note: Tissot Arena, 5’088 spettatori
Arbitri: Lemelin, Hebeisen; Stalder, Huguet
Penalità: Bienne 1×2′, Lugano 7×2′

Assenti: Niklas SchlegelTroy JosephsMirco MüllerElia RivaJulian Walker (infortunati), Alessio Bertaggia (ammalato), Leland IrvingDavide FadaniMikkel Boedker (sovrannumero)

BIENNE – Sarà quindi il Ginevra l’avversario del Lugano nei preplayoff che inizieranno venerdì sera, una sfida che sicuramente avrà un sapore particolare per il coach bianconero Chris McSorley.

Ma al momento in casa Lugano le preoccupazioni sull’avversario di turno arrivano solo in secondo piano purtroppo, perché a tenere banco è l’affollamento improvviso dell’infermeria, che negli ultimi giorni ha visto diversi giocatori varcarne la soglia. Se per Thürkauf l’allarme è rientrato velocemente e per Walker la stagione è purtroppo giunta al termine, alla Tissot Arena le brutte notizie sono arrivate per Arcobello e Markkanen, oltre che per un Herburger le cui condizioni però non sembrano all’apparenza preoccupare.

(PostFinance/KEYSTONE/Laurent Gillieron)

Il capitano bianconero, seppur rientrato momentaneamente dopo l’infortunio che ha toccato il ginocchio – tanto per segnare una rete – è rimasto negli spogliatoi per il resto del terzo periodo, mentre il portiere finlandese ha dovuto alzare bandiera bianca dopo una mischia che lo ha visto travolto da alcuni giocatori.

Insomma, già debilitato dalle assenze di Müller e Riva, comunque tenuti a riposo in queste ultime due partite ininfluenti per la classifica, il Lugano si trova a dover fare i conti soprattutto con l’infortunio del suo topscorer – che ha toccato quota 50 punti in regular season per la terza volta da quando è in Svizzera – sperando che l’assenza nel terzo periodo sia da mettere in conto come precauzionale.

Che l’eventuale perdita dell’americano possa rivelarsi pesantissima è chiaro a tutti, ma (anche) nella trasferta di Bienne è risultato evidente un altro fatto, ossia che i bianconeri non possono fare a meno di Mirco Müller in difesa.

Nelle due partite giocate senza l’ex NHL, e in quella contro il Rapperswil in cui è apparso decisamente poco lucido, è emersa l’incapacità del Lugano di trovare l’equilibrio giusto in difesa, che grazie alla sua stabilità, ai recuperi e alla capacità di uscire di zona con un primo passaggio rapido e sicuro può giocare con un altro ritmo e un’altra sicurezza.

(PostFinance/KEYSTONE/Laurent Gillieron)

Troppe volte anche il Bienne si è trovato sul bastone veri regali da parte dei bianconeri in uscita dagli angoli – e quello di Carr si è pagato a caro prezzo – e quante volte i difensori ospiti sono andati fuori posizione in box play, con tutte le difficoltà a catena che possono derivare da un semplice disco perso nel posto sbagliato.

Poi è anche sembrato evidente, il Lugano con la testa non era alla Tissot Arena, ancora più discontinuo e leggero delle ultime uscite, e con i giocatori citati in precedenza usciti malconci, la squadra bianconera ha pensato anche bene di proteggersi da altri infortuni in una partita dal basso valore prima di arrivare alle sfide ad eliminazione.

Quindi ora occorre sperare che dall’infermeria escano notizie positive e che la testa del Lugano fosse sul serio ai preplayoff, ma per sapere tutto questo dovremo attendere qualche giorno. Quando sarà l’ora della verità.


IL PROTAGONISTA

Jere Sallinen: Con il connazionale Toni Rajala si trova a meraviglia, e pur non essendo un giocatore molto spettacolare o appariscente è comunque molto efficace. La sua doppietta ha praticamente deciso la sfida contro il Lugano, e con i suoi movimenti ha spesso mandato in crisi i difensori ospiti.


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