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L’Ajoie è tutto grinta e cuore, sconfitto il Lugano

Arcobello e compagni non riescono a dare continuità alla loro stagione, incappando nella sconfitta nel Giura. Inutileil provvisorio 2-1 di Riva

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

L’Ajoie è tutto grinta e cuore, sconfitto il Lugano

AJOIE – LUGANO

4-1

(2-0, 0-0, 2-1)

Reti: 16’57 Brennan (Fey, Kohler) 1-0, 19’59 Bozon (Sciaroni, Hauert) 2-0, 46’02 Riva (Arcobello, Granlund) 2-1, 56’00 Asselin 3-1, 59’23 Hazen (Thiry) 4-1

Note: Raiffeisen Arena, 4’162 spettatori
Arbitri: Lemelin, Ruprecht; Schlegel, Urfer
Penalità: Ajoie 2×2′, Lugano 6×2′ + 1 x rigore

Assenti: Calle AnderssonRaphael HerburgerDaniel CarrJulian WalkerStephane PatryTroy Josephs (infortunati), Thibault FattonJari NäserAlessandro VillaDavide Fadani (Rockets), Gianluca Cortiana (sovrannumero), Riccardo Werder (squalificato)

PORRENTRUY – Non decolla ancora il Lugano di Luca Gianinazzi, la squadra bianconera si prende invece addirittura la briga di risollevare l’Ajoie, che non vinceva praticamente da un mese a questa parte.

La bella vittoria ottenuta contro lo Zugo non lascia quindi una scia, perché i bianconeri confermano che il lavoro da fare è ancora molto, e passerà ancora da questi movimenti da montagne russe. Pensare che dopo il 6-1 rifilato ai campioni svizzeri tutto fosse magicamente risolto era alquanto ottimista e pretenzioso, ma anche giudicare con sintomi da bipolarismo la sconfitta nel giura avvelenando il pozzo delle intenzioni non è la maniera giusta di vedere le cose.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

La partita giocata contro la squadra di Pesan ha di nuovo messo in mostra i limiti e i problemi che questa squadra si trascina e dai quali deve lavorare per uscirne, soprattutto con la testa, prova ne è che dovendo reagire alla figuraccia di Langnau il Lugano ha tirato fuori il meglio quando si poteva palesare l’ennesima scoppola annunciata.

Contro una squadra che ha fatto del ritmo di pattinaggio e della creazione del “caos organizzato” nel terzo offensivo la propria tattica Arcobello e compagni hanno faticato nel rincorrere il disco e ad uscire dai duelli individuali giocati con il sangue agli occhi dai giurassiani, finendo per subire le conseguenze di episodi dai quali non sono riusciti a reagire.

La prima rete dell’Ajoie, viziata da un colpo al viso di Sciaroni a Riva non ravvisato dagli arbitri ha sì giustamente generato le proteste dei bianconeri e dello staff, ma invece di creare una reazione rabbiosa nei sentimenti degli ospiti li ha piuttosto appiattiti, come se avessero accettato di subire torto e reti a sfavore in maniera troppo arrendevole. Questo si è proiettato su un numero di errori in zona difensiva che per alcuni momenti hanno fatto pensare alla trasferta di Langnau, con la differenza perlomeno che stavolta i bianconeri ci hanno provato, seppure con risultati poco appaganti.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

Solo nell’inizio del secondo periodo e in una parte del terzo il Lugano è riuscito a prendere il controllo della zona offensiva mettendo sotto pressione l’Ajoie, faticando però a trovarsi davanti all’eccellente Ciaccio in posizioni favorevoli, frenati anche da un paio di ferri colpiti.

Nel complesso il Lugano ha faticato a ritrovare le trame di gioco, le uscite dal terzo difensivo dopo aver recuperato il disco con il lavoro anche degli attaccanti è sembrato funzionare abbastanza bene, il problema è stato superare la trappola attuata dall’Ajoie in entrata del proprio terzo, con gli attaccanti ospiti costretti sempre alle assi e bloccati sistematicamente.

Non sono girati dalla parte bianconera nemmeno certi episodi poi rivelatisi decisivi, va detto, come il citato fallo di Sciaroni non ravvisato, o il bastone rotto di Alatalo in un momento di pressione che ha costretto al fallo da rigore che ha portato al 3-1. Ma tutto questo è anche figlio di una squadra che deve ricostruirsi la propria fiducia e deve riuscire a giocare con la testa libera, invece di subire negativamente gli episodi e non sapergli dare seguito in maniera propositiva.

Il lavoro per Luca Gianinazzi va avanti e non si sposta di una virgola rispetto alle ultime partita, vinte o perse che siano. Senza frenesia e ritrovando le energie mentali che aiutano a far girare anche le gambe.


IL PROTAGONISTA

T.J. Brennan: Il difensore dell’Ajoie ha diretto le danze per la sua squadra con grande maestria, guidando il power play e facendosi notare come la principale fonte di gioco dei giurassiani, con la ciliegina della prima rete. L’americano sembra essersi calato perfettamente nella nuova realtà, lottando con grande grinta assieme a tutti i suoi compagni.


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