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Ambrì Piotta

L’Ajoie dà battaglia, ma l’Ambrì trova la via per restare imbattuto

Avanti di tre reti i leventinesi hanno subito il rientro dei giurassiani. C’è da lavorare su continuità e gestione dei ritmi, ma i due punti sono preziosi

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

L’Ajoie dà battaglia, ma l’Ambrì trova la via per restare imbattuto

AJOIE – AMBRÌ

4-5

(1-3, 2-1, 1-0; 0-1)

Reti: 0’44 Kneubuehler (Bürgler, Burren) 0-1, 4’42 Heim (Burren, Kneubuehler) 0-2, 14’03 Heed (Isacco Dotti, Heim) 0-3, 17’47 Bakos (Asselin) 1-3, 23’09 Birbaum (Brennan, Devos) 2-3, 28’17 Spacek (McMillan, Isacco Dotti) 2-4, 35’41 Asselin (Gauthier, Devos) 3-4, 41’25 Schmutz (Fey, Devos) 4-4., 61’44 Virtanen (Spacek) 4-5

Note: Raiffaisen Arena, 4’386 spettatori
Arbitri: Wiegand, Ströbel; Steenstra, Burgy
Penalità: Ajoie 3×2′, Ambrì 3×2′

Assenti: Lionel MarchandNoele TrisconiJanne Juvonen (sovrannumero), Stefan MüllerRocco Pezzullo (infortunati), Josselin Dufey (Ticino Rockets)

PORRENTRUY – Alla fine, in un modo o nell’altro, l’Ambrì Piotta ha trovato il modo di vincere una partita in casa dell’Ajoie diventata via via sempre più complicata, e resa estremamente imprevedibile dai tanti ribaltamenti di fronte – con conseguente scambio di occasioni – che hanno caratterizzato il match dal secondo tempo in avanti.

La squadra di Luca Cereda ha dimostrato di essere superiore ai giurassiani – specialmente in un primo tempo dominato – ma non è poi riuscita ad abbassare e controllare i ritmi quando i padroni di casa hanno fatto leva su quella che è la loro principale arma, ovvero la carica che nasce da un episodio e viene poi amplificata dal coinvolgimento del pubblico.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

L’Ajoie in questo senso non ha mai mollato, ed anche se la spinta offensiva è stata affidata per la maggior parte agli spunti dei giocatori stranieriBakos in particolare è stato costantemente pericoloso – sul piano del ritmo i biancoblù hanno avuto il loro bel daffare per evitare che la partita passasse nelle mani avversarie.

L’inizio di gara non è dunque stato un buon indicatore di come si sarebbe poi sviluppato il match. Il vantaggio di tre reti dopo 14 minuti non è infatti stato garanzia di una serata tranquilla, anche se in questo senso una quarta rete – quella sfiorata da Chlapik a porta sguarnita, con disco salvato da Pilet – avrebbe forse dato una “spallata” più decisa alla sfida e segnato anche la fine della serata di Ciaccio.

Bakos e compagni hanno invece sfruttato la prima chance di powerplay per ottenere un gol fondamentale a livello mentale, e rimettere così la contesa in carreggiata. Il periodo centrale è poi stato quello più complicato per l’Ambrì, che ha incassato subito la segnatura di Birbaum e poco dopo si è ritrovato in boxplay.

La “temperatura” della sfida è stata fortunatamente abbassata da Spacek, che con freddezza ha sfruttato un bel puck offertogli da McMillan valso il 2-4 ed una boccata d’ossigeno a livello di momentum. I biancoblù non hanno però più ritrovato la giusta pulizia nel gioco, ed anzi in alcune circostanze la gestione del puck si è fatta sopraffare dalla pressione avversaria.

Quella di venerdì non è infatti stata la miglior partita nemmeno per prestazioni individuali, con la linea di ZwergerShorePestoni un po’ arruffona, ed un quarto blocco – con l’inserimento di McMillan al posto di Marchand – meno “in palla” di quanto si poteva immaginare. Importante l’apporto dei cechi, ancora un po’ discontinui ma importanti nella gestione di un puck che in alcune fasi è diventato difficile portare in profondità senza di loro in pista. Bravi pure Bürgler, Kneubuehler e Heim, anche se Schmutz ha eluso la marcatura di quest’ultimo in occasione della rete del 4-4.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

Entrambe le squadre hanno poi affrontato la fase finale con l’intenzione di vincere, scambiandosi varie opportunità tra cui il palo pieno colpito da Burren e la “mezza frittata” di Zwerger in powerplay che quasi costava la rete in shorthand. Nell’overtime il tandem ceco si è nuovamente rivelato un motore importante del gioco, con un tiro di Spacek che ha permesso a Virtanen di risolvere la sfida sfruttando il rebound.

L’Ambrì è così uscito vincitore da una sfida complicata, intensa di episodi e che sarebbe potuta finire anche in favore dell’Ajoie, ma che alla fine ha portato a due punti che non vanno dati per scontati. Dopo quattro partite la squadra di Cereda è ancora imbattuta – l’unica in compagnia del Bienne – ha il miglior attacco con 16 reti all’attivo e non si è ancora ritrovata in svantaggio nel punteggio.

Sotto vari aspetti il gruppo biancoblù ha ribadito di dover ancora crescere – come squadra in termini di continuità, ed anche per alcune individualità – e probabilmente più avanti nella stagione un secondo tempo come quello di Porrentruy potrà essere gestito con più calma e sicurezza, ma per arrivare a quel punto bisogna prima compiere un certo percorso di crescita.

Come tutte le altre squadre, anche l’Ambrì Piotta non è infatti al riparo da alti e bassi – ed anche da qualche momento di “tilt”, come successo ad esempio a Isacco Dotti – ma trovare comunque il modo di vincere è un bel segnale.

Trarre i giusti insegnamenti da una partita come questa è insomma più facile con la vittoria in tasca, prima di girare velocemente pagina per affrontare un match di sabato contro il Ginevra si prospetta dai connotati diversi.


IL PROTAGONISTA

Martin Bakos: Non è un segreto che l’Ajoie basi buona parte del suo gioco offensivo sugli stranieri, ed in questo match Bakos ha dimostrato di essere stato un ottimo innesto arrivato in extremis. Lo slovacco si è reso pericoloso con grandissima costanza, ed è già diventato il vero finalizzatore della manovra giurassiana. Contro l’Ambrì ha trovato il primo gol, ed addirittura nove (!) conclusioni in porta.


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