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Mondiali 2015

La Svizzera non convince ma trova la prima vittoria con la Francia

FRANCIA – SVIZZERA

1-3

(0-1, 0-1, 1-1)

svizzera
Reti: 15’36 Hollenstein (Brunner, Josi) 0-1, 21’24 Josi (Fiala, Blum) 0-2, 48’31 Raux 1-2, 59’06 Suri (Brunner) 1-3

Penalità: Francia 4×2′ + 1×5′ + 1×10′ + 2×20′, Svizzera 6×2′

Note: Praga, 13’953 spettatori

PRAGA – Dopo il traumatico avvio di torneo vissuto sabato e coinciso con la sconfitta patita dalla poco quotata Austria, è finalmente arrivato il primo successo della Svizzera ai Mondiali 2015. Nonostante pure la Francia non fosse un avversario dal grande blasone, gli uomini di Hanlon hanno faticato oltremodo e, solo dopo un terzo tempo di grande sofferenza, sono venuti a capo della formazione transalpina con un risicato 3-1.

I rossocrociati, con Genoni tra i pali a sostituire Berra e Helbling al posto dall’infortunato Kukan, hanno iniziato l’incontro con buona attitudine e nei primi minuti hanno messo sotto i francesi.

È bastata però un’ ingenua penalità di Streit per rilanciare la Francia, alla quale la gioia del gol è stata negata da una serie di rimbalzi tra il palo ed il corpo di Helbling che, posizionato ottimamente sulla linea di porta, ha evitato ai confederati di capitolare.

La partita, sin dall’avvio molto nervosa, è stata poi definitivamente infiammata da un intervento involontario con il gomito di Sacha Treille su Helbling che la quaterna arbitrale ha però ritenuto meritevole di 5’ e penalità di partita.

Sugli sviluppi del power play la Svizzera ha trovato in maniera rocambolesca il gol con Hollenstein, bravo a spedire in rete con un tiro letteralmente scagliato in volo anche grazie alla complicità del non molto reattivo Huet. Il gol ha ulteriormente innervosito gli avversari, che hanno perso pure il già penalizzato giocatore dei Dallas Stars, Roussel dopo una evitabile scenata nel penalty box.

Con due giocatori espulsi e con soprattutto la stella Stephane Da Costa costretta a dare forfait per un infortunio dopo pochi minuti la strada verso la vittoria sembrava ormai spianata per Streit e compagni, che invece di mettere a segno il colpo del definitivo KO hanno invece sprecato i rimanenti 4’ di power play.

Nel secondo periodo i confederati hanno preso il largo grazie alla premiata ditta dei Predators FialaJosi, con il primo che ha di nuovo dato una dimostrazione della sua grande visione di gioco ed il secondo che con grande pazienza ha aggirato Huet ed ha freddamente insaccato nella porta ormai sguarnita il punto del 2-0.

Forse già appagati del risultato i rossocrociati hanno progressivamente mollato la presa concedendo ghiaccio ai francesi, sfortunati quando un potente tiro di Fleury ha terminato la sua corsa sul palo alla destra di Genoni.

L’occasione creata dai transalpini è sostanzialmente stato l’unico acuto di una seconda parte di periodo centrale molto spezzettata, di livello basso e a tratti pure noiosa.

Nel terzo periodo la formazione di Henderson ha continuato a spingere, con gli svizzeri incapaci per lunghi tratti di uscire dal loro terzo e continuamente schiacciati dalle iniziative dei transalpini. Quando al 48’ è giunto il meritato punto del 2-1 messo a segno da Raux, i molti tifosi rossocrociati giunti alla O2 Arena di Praga hanno cominciato a pensare al peggio.

Il fortino eretto dalla difesa e da un buon Genoni (sicuramente molto più convincente rispetto al collega Berra) ha però retto e, a 56’’ dal termine, Suri ha definitivamente chiuso il match con il suo 3-1 a porta vuota nonostante una molto dubbia posizione di offside giudicata regolare dagli zebrati.

Vittoria doveva essere e vittoria è stata, dunque, anche se le modalità con le quali la Svizzera ha ottenuto questo primo successo lasciano diverse preoccupazioni.

Faticare terribilmente contro una Francia che ha perso due dei suoi migliori elementi durante la partita è un campanello d’allarme non indifferente e che deve fare riflettere sulle reali potenzialità di questa selezione.

Diversi giocatori sembrano semplicemente non avere il livello necessario per giostrare in questo tipo di competizione (Grossmann su tutti), mentre dalle presunte star è lecito aspettarsi un apporto più tangibile alla causa.

La Nati sarà di nuovo di scena nella giornata di martedì, quando alle 16.15 la truppa di Hanlon se la vedrà con la sempre ostica Germania. La sfida è molto delicata e, un’eventuale sconfitta, potrebbe essere una condanna a morte per quanto riguarda l’accesso alla seconda fase della rassegna iridata.

Reto è uno studente in economia e grande appassionato di hockey a 360 gradi, si occupa delle partite dei biancoblù e della sezione dedicata alla Nazionale.

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