
SVIZZERA – NORVEGIA
6-0
(1-0, 3-0, 2-0)

Reti: 17’36 Bertschy (Baechler, Egli) 1-0, 24’23 Malgin (Thürkauf) 2-0, 32’51 Jäger (Jung, Knak) 3-0, 36’24 Riat (Josi, Andrighetto) 4-0, 44’27 Hischier (Andrighetto) 5-0, 57’34 Rochette (Suter, Biasca) 6-0
Note: Swiss Life Arena, 10’000 spettatori
Penalità: Svizzera 6×2, Norvegia 7×2
Assenti: Sandro Aeschlimann, Lukas Frick (sovrannumero), Timo Meier (squalificato)
ZURIGO – Al motto ufficiale del torneo “Time to Shine”, la terza finale iridata consecutiva è realtà, e già questo è un risultato straordinario per la Nazionale Svizzera, ma stavolta si è apparecchiata la tavola per qualcosa che si vuole di più dei complimenti per il percorso e per guardare gli altri sollevare la coppa.
La Swiss Life Arena si è preparata a questo come meglio non potrebbe, con la solita grande festa ad accompagnare una grande Svizzera che vorrebbe fosse già domenica sera.

La Norvegia comunque si è confermata squadra pungente, rognosa e organizzata, arrivata fin qui non per caso ma trascinata da esperienza e giovani talenti nel giro anche della NHL, ma quando i rossocrociati hanno trovato la via giusta per affondare i colpi, anche il povero Haukeland ha dovuto soffrire, raccogliendo in una sola partita tanti dischi quanti ne aveva finora raccolti in tutto il torneo.
Con il rientro di Suter che ha “bilanciato” l’assenza dello squalificato Meier, la selezione di Jan Cadieux ha impiegato quasi un tempo per spaccare una partita combattuta con uno spunto di classe e furbizia di Bertschy, uno di quei giocatori che marca sempre presenza nelle sfide che contano di questa nazionale.
Nel secondo periodo il tappo è saltato definitivamente, la Norvegia spingendosi in avanti ha lasciato praterie per le veloci ripartenze dei padroni di casa, i quali hanno rapidamente dilagato con Malgin – grande spunto di potenza e assist al bacio di Thürkauf – l’ottimo Jäger e Riat per un 4-0 che ha di fatto messo il sigillo sulla prima semifinale.

Ancora impressionante per produzione offensiva, la Svizzera ha trovato anche il 5-0 in power play con Hischier (unico gol del pomeriggio a firma NHL) il 6-0 con Rochette in un terzo tempo di semplice gestione e attenzione ai contrasti, con anche la Norvegia rassegnata alla finale per il bronzo con il passare dei minuti.
Ancora una volta la Svizzera ha dato l’impressione di essere completamente concentrata sulla sua missione, un gruppo in grado di decidere le partite in qualunque momento e con qualsiasi linea, basti vedere finora le prestazioni dei vari Riat, Thürkauf e del citato Jäger, senza dimenticare ovviamente in porta un Genoni che arriva alla cifra incredibile di quindici shutout ai campionati mondiali.

Alla fine della partita, quando i diecimila della Swiss Life Arena hanno intonato per la nona volta consecutiva quello che ormai è l’inno di questa squadra “W. Nuss vo Bümpliz”, l’impressione era che ritrovarsi a una partita dall’obiettivo più grande fosse una cosa logica, normale, e che fosse già scritto dall’inizio.
E in attesa di sapere chi sarà l’avversario finale tra Canada e Finlandia, i tifosi sono prontissimi a spingere per un’ultima volta questa squadra come hanno fatto finora, per realizzare in un torneo casalingo atteso da anni un sogno inseguito da sempre.
Cara Nati, It’s Time to Shine!
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