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Mondiali 2022

La Svizzera fa la voce grossa e travolge la Danimarca

Dopo un inizio in sordina i rossocrociati prendono per il collo gli avversari e ottengono una vittoria convincente. Shutout per Genoni, 4 punti per Malgin

La Svizzera fa la voce grossa e travolge la Danimarca

DANIMARCA – SVIZZERA

0-6

(0-1, 0-4, 0-1)

Reti: 8’58 Herzog (Glauser, Corvi) 0-1, 21’03 Meier (Moser, Malgin) 0-2, 25’02 Suter (Malgin, Simion) 0-3, 32’39 Moser (Malgin, Suter) 0-4, 37’33 Kurashev (Hischier, Corvi) 0-5, 46’39 Malgin (Meier, Moser) 0-6

Note: Helsinki Ice Hall, 3’641 spettatori
Arbitri: Ohlund, Rekucki; Davis, Sormunen
Penalità: Danimarca 4×2′, Svizzera 8×2′

Assenti: Reto BerraMarco MirandaDamien Riat (sovrannumero)

HELSINKI – Sappiamo bene quanto la Danimarca abbia fatto penare la Svizzera negli ultimi anni tra mondiali e giochi olimpici, e tutti dopo la partita contro l’Italia si erano subito affrettati a dirsi pronti ad affrontare al meglio la formazione di Heinz Ehlers. Spesso però dalle parole ai fatti non è semplice, ma stavolta la Svizzera di Patrick Fischer ha dimostrato di aver imparato certe lezioni, e contro Regin e compagni, dopo un inizio in sordina e a marca danese ha mantenuto fede alle buone intenzioni della vigilia.

È bastato che i rossocrociati prendessero le prime misure di una Danimarca come al solito combattiva ma anche fragile difensivamente, soprattutto sul piano individuale, che la strada si è spianata in maniera piuttosto chiara. E come ricordato pure questo dopo la partita contro l’Italia, anche la concretezza sotto porta ha finalmente visto un innalzamento di livello.

Non solo le reti “classiche” come i tiri nel traffico hanno ancora avuto successo per sbloccare la sfida, ma stavolta anche gli scorer si sono sbloccati, come Timo Meier – cosa vuol dire avere in squadra un giocatore con un tiro “top level” – ma soprattutto si è unito il controllo del match con la capacità di segnare nei momenti che contano, o meglio, in quelli che offrono le occasioni migliori per chiudere la partita.

Anche sul 4-0 e sul 5-0 la Svizzera ha infatti continuato a spingere, per non lasciare nulla al caso, approfittando di un avversario che sulla circolazione del disco (e il cycling nel terzo) è andata spesso e volentieri in difficoltà, grazie alla capacità anche dei difensori di aggiungersi alla fase offensiva e di togliere i riferimenti alle marcature.

Dal secondo periodo via, ossia quando la Svizzera ha trovato il vantaggio abbastanza largo, la Danimarca ha cercato comunque di rendersi pericolosa, ma gli elvetici hanno comunque mostrato le capacità di gestire il risultato e di abbellirlo ulteriormente, grazie alla verve dei vari Hischier e Malgin in particolare (un gol e tre assist per lo zurighese), mentre dietro, durante qualche piccolo e comprensibile rilassamento difensivo, Genoni ha fermato quello che c’era da fermare guadagnandosi uno shutout meritato per sé ma anche per l’aiuto ricevuto dai compagni soprattutto in box play.

La Svizzera quindi offre una prova concreta, di carattere ma dove ha saputo anche mostrare il notevole livello tecnico che può mettere sul ghiaccio. Anche senza Fiala e Josi questa squadra con l’attitudine vista domenica sera può sperare di togliersi delle soddisfazioni.


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