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Lugano

Il Lugano vuole scalare le gerarchie, ma manca ancora qualcosa per arrivare alla vetta

La rosa a disposizione di McSorley è competitiva e omogenea, ma gli infortuni allarmano il reparto offensivo. Le premesse per una stagione positiva ci sono, ma basterà a insidiare le grandi?

L’inizio della stagione 2022/23 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


LUGANO

La rosa 2022/23

PORTIERI
Mikko Koskinen (🇫🇮), Niklas Schlegel, Thibault Fatton, Davide Fadani

DIFENSORI
Santeri Alatalo, Jari Näser, Mirco Müller, Samuel Guerra, Bernd Wolf, Elia Riva, Alessandro Villa, Calle Andersson, Oliwer Kaski (🇫🇮), Nicolò Ugazzi, Gabriel Mini

ATTACCANTI
Daniel Carr (🇨🇦), Yves Stoffel, Marco Müller, Marco Zanetti, Raphael Herburger, Luca Fazzini, Riccardo Werder, Kris Bennett (🇨🇦), Troy Josephs (🇨🇦), Giovanni Morini, Gregory Bedolla, Mark Arcobello (🇺🇸), Jeremi Gerber, Loic Vedova, Markus Granlund (🇫🇮), Gianluca Cortiana, Stephane Patry, Julian Walker, Calvin Thürkauf, Brett Connolly (🇨🇦)


“Continuiamo sulla strada tracciata la scorsa stagione”. Come un coro, la dirigenza sportiva e societaria dell’Hockey Club Lugano ha ripetuto queste parole alla vigilia della seconda stagione con al timone Chris McSorley. Nonostante una regular season anonima e l’eliminazione nei quarti di finale il club bianconero vuole giustamente perseguire quanto progettato continuando a crescere sotto ogni aspetto, migliorando in quei punti che di fatto avevano scoperto le debolezze della squadra affidata al coach canadese.

Innanzi tutto il Lugano si trova comunque ad avere un’ossatura che gli permetterebbe con innesti mirati di avvicinarsi rapidamente alle top assolute del campionato (avvicinarsi, non ancora raggiungerle), a patto che gli ingaggi effettuati finora e quelli futuri non portino solo numeri ma anche qualità fino ai dettagli che sembrano insignificanti ai più, quella qualità di cui spesso abbiamo parlato per descrivere la differenza tra i bianconeri e chi gli stava sopra.

I punti positivi del Lugano della scorsa stagione stavano sostanzialmente nella fase offensiva, dove i bianconeri mostravano il quarto miglior attacco della lega, ma con le reti distribuite in malo modo, con goleade improvvise per poi faticare per diversi periodi a segnare più di due o tre gol a serata.

Questo è un margine di miglioramento che con i nuovi innesti può avere subito dei benefici, soprattutto pensando a Granlund (descritto non come scorer ma che ha già dimostrato di poterlo essere), Connolly e anche a Marco Müller, quest’ultimo un arrivo passato un po’ sottovalutato ma che può rivelarsi un jolly di alto livello.

Il Lugano è infatti pure la squadra che ha tirato di più verso le porte avversarie in generale e quarta dallo slot, un dato a riprova che il sistema bianconero sa portare i giocatori in zone favorevoli, ma che questi poi non sono stati in grado di sfruttarne i benefici.

Un aspetto che ha messo in luce come al Lugano siano mancate le reti dalle ali, eccetto da parte di Fazzini (calato alla distanza ma che ha giocato infortunato nei playoff) e con uno sfortunatissimo Carr ai box anche oggi ma comunque in grado di mettere a segno 17 reti (3 game winning goal, il migliore della squadra) in 29 partite di regular season, una media di 0,59 gol a partita, il dato più alto di tutta la National League dopo Gregory Hofmann.

Tenuto conto anche della grossa delusione di Boedker (4 reti in 44 incontri…) i soli Josephs e Morini oltre a Fazzini hanno saputo tenere una media di reti accettabile, ma il grosso dell’offensiva è venuto soprattutto dai centri con Arcobello e Thürkauf.


ARRIVI
Jeremi Gerber (F, Berna)
Stephane Patry (F, Ginevra)
Marco Müller (F, Zugo)
Calle Andersson (D, Berna)
Oliwer Kaski (D, Avangard Omsk)
Mikko Koskinen (G, Edmonton Oilers)
Markus Granlund (F, Ufa)
Kris Bennett (F, Iowa Heartlanders)
Brett Connolly (F, Chicago Blackhawks)

PARTENZE
Romain Loeffel (D, Berna)
Alessio Bertaggia (F, Ginevra)
Alessandro Chiesa (D, ritiro)
Mikkel Boedker (F, HV71)
Tim Traber (F, ???)
Shane Prince (F, Spartak Mosca)
Leland Irving (G, ???)
Evan Tschumi (F, Sierre, tryout)
Kris Bennett (F, Ticino Rockets, prestito)

STRANIERI
Daniel Carr (F, 🇨🇦)
Mark Arcobello (F, 🇺🇸)
Troy Josephs (F, 🇨🇦)
Oliwer Kaski (D, 🇫🇮)
Mikko Koskinen (G, 🇫🇮)
Markus Granlund (F, 🇫🇮)
Kris Bennett (F, 🇨🇦)
Brett Connolly (F, 🇨🇦)


Proprio al centro il Lugano ha nel top-9 un asse potenzialmente tra i più forti in National League formato da Arcobello, Granlund e Thürkauf, con però la complicazione data dall’assenza imprevista di  Walker che rende difficile le cose per il quarto blocco e evidenzia come la coperta in attacco sia piuttosto al limite.

Questo lascia sicuro spazio per giovani come Stoffel, Gerber, Patry e quelli del vivaio bianconero nel caso qualcuno di loro sia avanzato nelle linee avanti, con Herburger che giocoforza, se non schierato all’ala dovrà trasformarsi in un vero e proprio centro difensivo.

Tornando a Granlund, il finlandese ha giocato la maggior parte della carriera come ala, ma un giocatore della sua classe, seppure non eccelso agli ingaggi, ha già dimostrato di poter ricoprire qualsiasi ruolo, migliorando chi gli sta a fianco come pochi in National League potrebbero saper fare. Parlando di nuovi stranieri, l’atteso Brett Connolly potrebbe sorprendere molti, non è un nome molto conosciuto ma ha qualità che nel nostro campionato potrebbero rivelarsi molto pesanti sul fronte offensivo, inserendosi tra le ali destre migliori e più complete del torneo.

Perso Bertaggia, il suo ruolo in terza linea dovrà essere bersaglio di un giovane come Stoffel o Patry, con il primo atteso a un salto di qualità sul piano della concretezza dopo una prima stagione promettente ma che di fatto ha lasciato l’amaro in bocca.

Venendo alla difesa coach McSorley si ritrova per le mani uno dei reparti più forti e completi del campionato, probabilmente il migliore assieme a quello di Zugo e Zurigo per capacità offensive per la presenza di giocatori come Alatalo, Andersson e Kaski.

L’ex Zugo ha trovato la miglior annata della sua carriera risultando il secondo miglior difensore del campionato per assist, il “figliol prodigo” svedese ha qualità two way migliori di quelle del partente Loeffel, mentre Kaski prenota un posto tra i più pericolosi difensori offensivi del campionato e con questi tre nomi anche dalla difesa il numero di reti può aumentare sensibilmente rispetto al passato, per costruire una squadra ancora più equilibrata.

A Mirco Müller, Riva, Guerra e Wolf il compito di garantire solidità, con un Villa pronto a subentrare, ed un reparto così completo il Lugano non lo vedeva da anni, con top player sia di ruolo prettamente difensivo che offensivo a patto che migliori sul piano dell’impermeabilità dopo aver subito troppe reti e troppi tiri.


In rosa al Lugano oggi rimangono quattro portieri con l’arrivo di Mikko Koskinen, e su questo punto Hnat Domenichelli si è spiegato avvertendo che non vuole più rivivere l’autunno-inverno passato con Schlegel, Fatton e Fadani infortunati sia a turno che contemporaneamente.

L’arrivo di Koskinen potrebbe essere tanto decisivo quanto figlio del momento, in quanto la situazione in KHL e l’aumento a 6 stranieri (fino a quando dureranno?) hanno permesso questo ingaggio in attesa di far crescere Fatton e Fadani (con il primo che sembra il futuro portiere designato al momento) per poi tornare a schierare solo stranieri di movimento. Schlegel rimane un portiere di livello per la National League ma al secondo infortunio grave in due stagioni con un playoff deludente hanno fatto correre ai ripari la società ingaggiando l’ex Oilers.

Il Lugano contro lo Zugo ha imparato la lezione che senza un portiere al top della forma nei playoff non si va avanti e in fondo il Lugano stesso dovrebbe esserne testimone, con quelle due finali disputate pochi anni fa con una squadra forte anche se non quanto alcune avversarie ma con in porta il miglior portiere del campionato.

Se Koskinen saprà esprimersi sui livelli toccati in KHL i bianconeri potranno far conto su un top assoluto a livello europeo, e c’è da credere che con le sue caratteristiche l’hockey del vecchio continente, con più spazio e tempo e un gioco meno verticale della NHL, continui a calzare a pennello al gigante finlandese. Ad ogni modo non deve essere tutto sulle spalle di Koskinen, quando Carr rientrerà McSorley potrà schierare sei stranieri di movimento, quindi ci dovrà essere sicuramente spazio per tutti, con magari anche un Bennett nel line up quando non giocheranno i Ticino Rockets.

Il percorso del Lugano lo ha portato a costruire una squadra più forte sul piano difensivo, più affidabile e coperta nel ruolo dei portieri, e con un attacco già potenzialmente performante ma non ancora al livello delle migliori in assoluto. Tra ZSC Lions, Zugo e le altre c’è uno scalino importante e i bianconeri stanno lavorando per risalirlo con l’obiettivo di arrivare ai playoff dalla porta principale.

La scorsa stagione non ci sono riusciti anche a causa del treno perso con la miriade di infortuni in autunno, ma tra fine novembre e gennaio la squadra di McSorley ha tenuto una media di 2,15 punti a partita, secondi solo al Ginevra nel periodo, dimostrando che il potenziale ci sarebbe stato per entrare nelle prime sei.

Anche il coach bianconero in questa stagione ha poche scuse per non dimostrare di portare a termine una buona stagione, forse ci si attende da lui più aggressività e “pathos” ma aldilà di questo il vero esame sarà quello di far fare alla squadra il passo in avanti atteso gestendo al meglio il gruppo verso i playoff con una regular season tranquilla, sperando nell’infermeria vuota.

Ai bianconeri occorre puntellare ancora il fronte offensivo per ritenersi una vera e propria contendente sicura al titolo, ma facendo un passo alla volta è importante stabilizzarsi verso l’alto e creare uno zoccolo duro attorno a cui costruire e plasmare di anno in anno.


MIGLIOR INNESTO

Markus Granlund: Difficile scegliere tra chi potrebbe essere più decisivo tra lui e Koskinen, ma l’attaccante finlandese ha il potenziale di essere un top assoluto del campionato, grazie alla classe di livello mondiale e un’etica del lavoro sempre lodata da tutti i suoi allenatori. Hnat Domenichelli non vuole più un altro “caso Boedker”, c’è da star sicuri che Granlund metterà in pista tutto sé stesso a favore dei compagni.

ADDIO DOLOROSO

Alessandro Chiesa: Leadership, esempio, sangue e sudore. L’ex capitano bianconero ha detto basta dopo un totale di undici stagioni in bianconero in cui ha sempre dato il massimo per la maglia che portava. Per il Lugano è una perdita non solo numerica come giocatore ma anche e soprattutto caratteriale per quello che il “Gesa” ha rappresentato nello spogliatoio bianconero.

FATTORE X

La coperta offensiva: La porta è sistemata, la difesa è completa più che mai, ma all’attacco qualche freccia di riserva o un top player in più manca per stare dietro alle migliori. La coperta è corta e gli infortuni stanno già creando qualche grattacapo nel stilare una formazione, il Lugano non può permettersi di dover stravolgere ogni volta un line up intero con due assenze. La profondità è essenziale.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. ZUGO
3. GINEVRA
4. LUGANO
5. BIENNE
6. DAVOS
7. FRIBORGO
8. BERNA
9. RAPPERSWIL
10. AMBRÌ PIOTTA
11. LOSANNA
12. KLOTEN
13. LANGNAU
14. AJOIE

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