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I nuovi volti della NL 2026/27: il canadese Frederic Allard

Il difensore è reduce da tre anni a Lulea, dove ha trovato la miglior dimensione della carriera. Arriverà nei Grigioni dopo le sue stagioni migliori

I nuovi volti della NL 2026/27: il canadese Frederic Allard

FREDERIC ALLARD


Età: 28
Posizione: D
Altezza: 185 cm
Peso: 84 kg
Shoots: right

Provenienza: Lulea HF (SHL)
Draft: 2016, round 3, 78esima scelta, Nashville Predators
Contratto: due anni
Nazionalità: 🇨🇦

Un difensore completo

(SHL.se)

Il Davos ha aggiunto alla propria difesa un profilo maturo e reduce dalla miglior fase della sua carriera. Frédéric Allard arriverà nei Grigioni dopo tre stagioni al Lulea, esperienza che gli ha permesso di rilanciarsi in Europa e di diventare uno dei difensori più produttivi della SHL.

Il suo è un profilo abbastanza chiaro. Allard è un difensore mobile, capace di muovere bene il puck e di contribuire alla costruzione del gioco. Non è un elemento puramente offensivo, ma un giocatore che può essere impiegato in diverse situazioni, con qualità sia in uscita dal terzo che nella gestione della linea blu.

In NL Allard potrà dare al Davos una soluzione importante in fase di transizione, come sottolineato dal DS Jan Alston al momento del suo ingaggio.

La crescita a Chicoutimi

Nato in Québec, Allard ha sviluppato il suo percorso giovanile nella QMJHL con i Chicoutimi Saguenéens. È lì che il suo profilo ha iniziato a prendere forma, dopo essere stato scelto nel primo turno del Draft QMJHL del 2013.

Le prime due stagioni a Chicoutimi sono state di inserimento. Allard ha chiuso il 2013/14 con 23 punti in 61 partite, poi ne ha aggiunti 30 in 62 incontri l’anno successivo. Numeri interessanti per un difensore giovane, ma non ancora sufficienti per farne un prospect di primo piano.

Il salto è arrivato nella stagione 2015/16. Allard ha firmato 59 punti in 64 partite, con 14 gol e 45 assist, imponendosi come uno dei difensori più produttivi della lega. In quella fase il suo profilo è diventato più interessante anche per gli scout NHL, perché alla produzione offensiva univa una certa completezza nel gioco.

Veniva descritto come un giocatore two-way, competitivo, disposto a bloccare tiri e allo stesso tempo in grado di dare un contributo concreto alla manovra. Questo equilibrio lo ha portato al Draft NHL del 2016, quando i Nashville Predators lo hanno scelto al terzo turno con la 78esima chiamata assoluta.

Allard è poi rimasto un’altra stagione a Chicoutimi, confermando la propria crescita. Nel 2016/17 ha prodotto 65 punti in 63 partite di regular season, aggiungendone altri 14 in 17 incontri di playoff. In totale ha chiuso il suo percorso junior con 177 punti in 250 partite, un bottino importante per un difensore e un segnale della qualità che avrebbe poi cercato di trasferire tra i professionisti.

Una lunga costruzione in AHL

Il passaggio al professionismo è iniziato nel 2017/18 con i Milwaukee Admirals, farm team dei Nashville Predators. Allard ha avuto subito spazio in AHL, giocando 55 partite e ottenendo 24 punti. Per un difensore alla prima stagione tra i professionisti era un buon inizio, anche se il percorso verso la NHL si è rivelato più lungo del previsto.

Nella stagione successiva ha stabilito il suo miglior bottino con Milwaukee, firmando 29 punti in 65 partite. Era un dato che confermava le sue qualità con il puck, ma non bastava ancora per aprire stabilmente la porta della NHL. Allard rimaneva un difensore interessante per l’organizzazione, ma non ancora pronto per imporsi a Nashville.

Anche il 2019/20 è stato trascorso interamente in AHL, con 21 punti in 61 incontri. In quegli anni il suo percorso è stato quello tipico di tanti difensori scelti a metà Draft, costretti a svilupparsi lentamente in un campionato duro, con pochi margini e senza garanzie di arrivare davvero al livello superiore.

La stagione 2020/21 ha portato una deviazione particolare. A causa del calendario modificato dalla pandemia, Allard ha iniziato l’annata in Austria con il Villacher SV, raccogliendo 13 punti in 25 partite. È poi rientrato in Nordamerica e ha giocato con i Chicago Wolves, dove ha avuto un impatto positivo con 18 punti in 25 incontri.

In quella stessa stagione è arrivato anche il debutto in NHL con Nashville, il 13 marzo 2021 contro Tampa Bay. Fu però una presenza isolata, non l’inizio di un inserimento stabile. Allard avrebbe poi avuto altre tre partite NHL con i Montreal Canadiens, ma la sua carriera nordamericana è rimasta soprattutto legata all’AHL.

La NHL rimasta sullo sfondo

Dopo il debutto con i Predators, Allard ha continuato a cercare spazio tra diverse organizzazioni. È tornato a Milwaukee, poi è passato nell’ambiente dei Los Angeles Kings, giocando con gli Ontario Reign. In seguito è arrivata anche la parentesi con Montreal e Laval.

La produzione non è sempre stata lineare. Dopo le buone stagioni iniziali a Milwaukee e l’ottima parentesi con Chicago, Allard ha vissuto annate meno brillanti sul piano offensivo. Nel 2021/22 ha messo assieme 15 punti complessivi tra Milwaukee e Ontario, poi nel 2022/23 ha prodotto meno, pur riuscendo a giocare tre partite con i Canadiens.

Il problema non era la mancanza di qualità, ma la difficoltà di trovare una vera collocazione. In NHL non è mai riuscito a ritagliarsi un ruolo, mentre in AHL è rimasto un difensore affidabile ma non abbastanza dominante da forzare una nuova occasione. Per un giocatore con il suo profilo, la situazione rischiava di diventare una via di mezzo poco favorevole.

Da qui è nata la scelta europea. Nell’estate 2023 Allard ha firmato con il Lulea, entrando in un contesto ambizioso e competitivo. Non è stato un passaggio immediatamente semplice, ma alla lunga si è rivelato il punto di svolta della sua carriera.

Il rilancio a Lulea

(Twitter)

La prima stagione in Svezia è stata complicata. Allard è arrivato a Lulea dopo un’estate condizionata da problemi fisici e non ha trovato subito il miglior ritmo. In regular season ha chiuso con nove punti in 38 partite, numeri lontani da quelli che avrebbe poi raggiunto l’anno successivo.

Il suo inserimento non è stato quindi immediato. Per un difensore abituato al contesto nordamericano, il passaggio alla SHL richiedeva adattamento nei tempi di gioco, nella gestione del puck e nel modo di difendere. Il Lulea ha però continuato a credere nel suo profilo, e questa fiducia è stata ripagata.

La stagione 2024/25 ha cambiato completamente la percezione del giocatore. In regular season Allard ha firmato 22 punti in 52 partite e un bilancio di +22, diventando un elemento importante della retrovia. Il vero salto è però arrivato nei playoff, dove è stato uno dei grandi protagonisti del titolo svedese vinto dal Lulea.

In 17 partite di post season ha ottenuto 21 punti, con tre gol e 18 assist. Numeri eccezionali per un difensore, che lo hanno reso il miglior marcatore dell’intero playoff e gli sono valsi la Stefan Liv Memorial Trophy quale MVP della fase decisiva.

Conferma dopo il titolo

(SHL)

Dopo il titolo svedese, Allard è rimasto a Lulea e ha confermato il proprio ruolo anche nell’ultimo campionato. In SHL ha chiuso la regular season con 32 punti in 50 partite, frutto di sette gol e 25 assist. È stato il miglior difensore della squadra sul piano offensivo e il terzo marcatore assoluto del Lulea.

Il suo contributo si è visto anche in Champions Hockey League, competizione in cui il club svedese è arrivato sino alla finale, con Allard che ha firmato sette assist in 12 partite. Dopo il playoff fuori scala dell’anno precedente, non era scontato mantenere un rendimento così solido. Il canadese ha invece dimostrato di poter essere un difensore di peso anche al di fuori di una singola fase favorevole.

È questo il punto più interessante in vista del suo arrivo a Davos. Allard non è solamente un giocatore reduce da un exploit, ma un difensore che nelle ultime due stagioni ha costruito una dimensione molto chiara in Europa. La sua produzione è cresciuta, ma soprattutto è cresciuto il suo peso all’interno della squadra. Il Davos lo prende dunque in un momento maturo della carriera.

Una nuova tappa nei Grigioni

(AHL)

Il passaggio al Davos sarà una prova interessante. Allard arriva in un club che chiede molto ai propri difensori nella costruzione dell’azione, e che negli ultimi anni ha spesso cercato profili capaci di dare ritmo e qualità alla prima uscita dal terzo.

In questo senso il suo inserimento appare logico. Allard può giocare minuti importanti, portare pulizia con il puck e dare un contributo anche in powerplay. Il fatto di essere right lo rende inoltre utile sia nella composizione delle coppie difensive, sia nelle geometrie della superiorità numerica.

La NL gli chiederà però un adattamento diverso rispetto alla SHL. Il campionato svizzero è rapido, spesso più diretto, e lascia poco tempo ai difensori nella prima gestione del disco. Il suo percorso suggerisce comunque un giocatore abituato a dover riconquistare spazio. In Nordamerica non ha trovato la stabilità sperata, poi in Svezia ha dovuto superare una prima stagione complicata prima di diventare uno dei migliori difensori del campionato. Questa capacità di rilancio è forse uno degli aspetti più interessanti del suo profilo.

Per il Davos l’operazione ha una logica chiara. Allard porta un mix di esperienza, qualità in uscita e abitudine a giocare per vincere. Se riuscirà a trasferire nei Grigioni il rendimento mostrato a Lulea, potrà diventare rapidamente uno dei punti fermi della difesa grigionese.

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