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Il Lugano si ferma a quattro, i Lions sbancano la Resega

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LUGANO – La striscia di vittorie consecutive più lunga della stagione per il Lugano si ferma a quattro. Alla Resega, nel match che vedeva opposte le due difese migliori del campionato si sono infatti imposti gli ZSC Lions. Spazio per alcuni cambiamenti nella formazione di Patrick Fischer, dopo la partenza di Dan Fritsche, e allora Dal Pian è tornato al centro del quarto blocco e il rientrante Walsky ha completato la seconda linea offensiva con Walker e Rüfenacht. In porta è tornato Merzlikins, mentre per il resto la formazione è stata confermata.

Che fosse una partita tra due squadre che fanno del sistema difensivo il loro punto di forza lo si è capito ben presto. Chiusure veloci, grande ingaggio fisico negli angoli e pochi spazi nei rispettivi slot l’hanno da subito fatta da padrone e la gara si è sviluppata su binari piuttosto equilibrati, nonostante i Lions siano riusciti a passare in vantaggio dopo due minuti grazie a un tiro di Seger, che ha colto impreparato Merzlikins, piuttosto approssimativo nel suo intervento su un tiro forte e preciso ma partito con la visuale libera e dalla parte del guantone.

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Ma almeno per tutto il primo periodo il Lugano ha risposto colpo su colpo, con ottime trame offensive, belle da vedere e pericolose nel loro sviluppo, ma la mancanza di precisione e la bravura del rientrante Flüeler ne hanno minato l’efficacia.

E gli uomini di Crawford piano piano hanno preso le contromisure, giocando un periodo centrale in maniera perfetta, va dato atto, dove il Lugano ha faticato tremendamente a costruire azioni offensive, mentre i Lions hanno messo in difficoltà i padroni di casa con un forechecking asfissiante e un ingaggio fisico impressionante. E dopo un’altra ingenuità di Merzlikins, che è andato a colpire con il bastone Wick sotto gli occhi dell’arbitro costringendo i suoi a giostrare in 3 contro 5, gli ospiti hanno piazzato il raddoppio, con lo stesso Wick dopo un rimbalzo nello slot.

I bianconeri hanno comunque avuto qualche possibilità di rientrare nel punteggio già nel terzo centrale, nonostante i pochi tiri concessi da Seger e compagni, soprattutto con la linea di Sannitz, Pettersson e Murray, ma proprio quest’ultimo deve ancora riacquistare il suo perduto killer instinct.

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Fischer è corso ai ripari nel terzo periodo, o almeno ha tentato, ma nonostante una presenza più marcata dei suoi nel terzo avversario, arrivare dalle parti di Flüeler è stato estremamente difficile, e quando gli attaccanti di casa ci riuscivano, lo stesso portiere o il palo hanno fermato ogni velleità. Ottima la reazione del tempo finale, segno che il Lugano è in grado di cambiare tattica e stile di gioco in corsa, ma contro uno ZSC del genere, va dato atto, c’era poco da fare, e nemmeno togliere Merzlikins nel finale ha dato i frutti sperati.

Lo stesso Merzlikins ha purtroppo un ruolo alquanto pesante nella sconfitta, a causa di quel primo gol un po’ così e della penalità ingenua che è costata il 3 contro 5 prontamente sfruttato dagli ospiti. Ma non solo lui non era in serata, infatti diversi altri elementi sono parsi piuttosto inconcludenti, a partire da Mclean e Micflikier. I due canadesi hanno cavato pochissimo dal buco e non sono mai riusciti a prendere per mano la squadra come il loro solito, ma niente di grave, una serata storta, come nel caso del portiere può capitare.

Maluccio anche Walker, sempre il primo nel lavoro fisico, ma molto impreciso nella gestione del disco e in marcatura. A “preoccupare” di più però è stata la partita di Rüfenacht. Lungi da me voler fare speculazioni sull’impegno del numero 9, ma gli innumerevoli errori e la mancanza di quel fuoco sacro che lo ha sempre contraddistinto non può non far venire dubbi sulla sua attuale concentrazione.

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Note positive? Ci sono, ci mancherebbe. A partire dalla linea di Pettersson, Sannitz e Murray, che ha prodotto praticamente 3/4 dei pericoli verso la gabbia di Flüeler costruendo trame veloci e da applausi, nonostante le due ali siano palesemente ancora fuori condizione. Dal Pian ha colto al volo l’occasione di sostituire Dan Fritsche al centro del quarto blocco e non si è fatto pregare, mostrando di nuovo a tutti le sue doti di pattinaggio, visione di gioco e intelligenza. La difesa, nonostante tutto ancora efficace, viaggia a mille anche grazie allo stato di forma di uomini come Hirschi, Kparghai e Ulmer, impressionanti per calma, lucidità e senso della posizione.

Il Lugano sostanzialmente ha perso questa partita per due episodi ma, sempre riconoscendo la superiorità zurighese, ha faticato tremendamente a trovare la via della porta. A venire meno in questo periodo è il power play, e ci si rende conto che senza Metropolit non si hanno molte soluzioni alla “regia”. Pacman avrà di nuovo la sua chance – Fischer dixit – e chissà che viste certe difficoltà e un Heikkinen che fatica ad andare oltre al compitino, già da Rapperswil non si vedranno cambiamenti sostanziali tra gli stranieri.

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