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Lugano

Il Lugano non sbaglia alla prima uscita, Lakers battuti 3-1

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LUGANO – RAPPERSWIL

3-1

(0-0, 2-1, 1-0)

rapperswil
Reti: 29’09 Reuille (Hirschi, Walsky) 1-0, 31’18 Petterson (Sannitz, Ulmer), 39’59 Walser (Fransson, Johansson) 2-1, 43’43 Fazzini (McLean, Vauclair) 3-1

Note: Resega, 5’130. Arbitri Küng, Kurmann; Espinoza, Kaderli
Penalità: Lugano 1×2′, Rapperswil 4×2′ + 1’10 (Johansson)

LUGANO – E siamo al via, finalmente. Dopo un’estate di attese il campionato è ricominciato, e per il Lugano il primo appuntamento stagionale era con quel Rapperswil Lakers battuto proprio nell’ultima amichevole. Poche le sorprese nella formazione presentata da Patrick Fischer, anzi, l’unica di un certo rilievo è stata quella che ha visto Manzato occupare la gabbia bianconera al posto di Merzlikins. Unici assenti per i bianconeri l’infortunato Kparghai, oltre a Kuonen e Balmelli, in Svezia per il camp supplementare.

Lugano che è partito un po’ contratto, per non dire addirittura timoroso di mostrare le numerose frecce al proprio arco, e difatti il primo tempo è stato piuttosto equilibrato, grazie anche a delle gambe già più elastiche del Rapperswil e degli schemi ancora imprecisi da parte di Hirschi e compagni.

Poche le occasioni, molti e anche comprensibili gli errori di valutazione e di automatismi in velocità, ma qualche folata causata da un paio di powerplay a cavallo della prima sirena ha svegliato i giocatori luganesi. Una doppia superiorità numerica non sfruttata e qualche occasione gettata sul corpo di Wolf ha fatto venire qualche dubbio, ma poi è bastata la rete di Reuille per tagliere la ruggine da gambe e bastoni bianconeri.

Klasen e compagni hanno cominciato a far girare il disco a velocità superiore, e la fragile difesa sangallese ha tremato non poco, salvata da Wolf ma capitolata una seconda volta nel terzo centrale grazie a Pettersson, finalizzatore di un bel contropiede in combutta con Klasen e Ulmer.

Raddoppio e Rapperswil al tappeto? Macché, niente di tutto ciò, perché Walser ha dimezzato lo scarto a soli 6 decimi di secondo dalla seconda sirena, dopo un tempo completamente dominato dal Lugano.

Per fortuna che ci ha pensato un altro giocatore molto atteso in questa stagione, ossia Luca Fazzini, a riportare avanti i suoi in entrata di periodo conclusivo con un bel tiro angolato che ha messo il sigillo sulla contesa. Da lì in avanti infatti, la partita ha avuto pochi sussulti, rimanendo ben instradata sui binari indicati dai luganesi, i quali hanno amministrato la contesa senza troppi affanni – nonostante Fischer abbia chiamato un time out – forse per risvegliarli dal torpore – potendo usufruire di un power play nei secondi finali che se non ha portato nessuna segnatura, ma ha tagliato le gambe agli ospiti.

Buona la prima, dunque, con molte cosa ancora da aggiustare, ovviamente, come è normale ad inizio campionato. Da sistemare il power play, molto lezioso e poco concreto, ma l’impressione è che con certi playmaker non sarà difficile smussarne le mosse. Molto meglio per contro il box play, come del resto si era visto nelle ultime amichevoli, tornato ermetico e molto aggressivo.

Inutile dire che tra i singoli Klasen e Pettersson, a parte qualche peccato di leziosità, formano già una coppia dai numeri incredibili, e anche Sannitz pare giovarne, come si è visto nella sua prova, molto convincente. Un po’ più in ombra, almeno fino ai minuti finali, Filppula, che si è reso protagonista di alcune belle giocate in power play, ma che con Steinmann e Walker forma una bella linea, purtroppo un po’ inconcludente dal lato realizzativo.

Ottimi segnali anche dalla difesa, sempre in linea con gli schemi della scorsa stagione, con un Chiesa molto ben integrato e un Hirschi venerdì veramente onnipresente. Schierato quasi a sorpresa, Manzato ha giocato una partita sicura, invero poco sollecitato, ma ben protetto dai compagni ha risposto con sicurezza alle incursioni dei vari Danielsson o Fransson, tra i pochi veramente pericolosi del Rapperswil.

Buona la prima, dunque, ora però è già tempo di test ben più probanti, nell’insidiosa trasferta di Ginevra, per vendicare un passato recente ricco di dispiaceri.


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