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Il Lugano brancola nel buio, anche il Bienne vince alla Resega

tanellino

LUGANO – Non è un periodo da sonni tranquilli per Patrick Fischer. Non lo è per varie ragioni. Dapprima subentra la paura di sbagliare, al primo tentativo con una squadra vera, poi quella di non trovare in tempo le alchimie giuste nella squadra e infine quella che i continui infortuni vadano a rallentare o peggio a rendere inutili tutti questi sforzi.

Ma poi, quasi non bastasse, subentra un nuovo fattore. È quello che vede una squadra completamente slegata sul ghiaccio, nel buio totale, impaurita e frustrata, che da un giorno all’altro non sa più riproporre uno straccio di quel bel gioco che nonostante tutte le difficoltà faceva ben sperare.

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Se i continui infortuni – sfortuna sì, ma a questo punto c’è anche dell’altro – giustificano le difficoltà nell’assemblare una squadra competitiva, non si può rimanere perlomeno perplessi nel constatare che i migliori in pista nell’orribile prestazione contro il Bienne sono stati i numerosi giovani presenti in squadra. Non mi si fraintenda, fa bene agli occhi vedere i vari Fazzini, Dal Pian, Balmelli, Kostner (che partita la sua!) e Merzlikins tenere in piedi la squadra, ma tutto questo non è loro compito primario. A trascinare il Lugano nei momenti di difficoltà devono essere i senatori o presunti tali, quelli che dopo un primo tempo giocato almeno discretamente, hanno pensato bene di sparire dal ghiaccio o perlomeno combinarne di tutti i colori nei frangenti in cui si mostravano in pista.

Ciò che si è visto nel secondo tempo non può essere accettabile, pur con tutti i meriti di un Bienne che non ha rubato nulla, perché invece di voler dare un segnale forte e continuare sulla bella rete confezionata da Fazzini e Dal Pian – non a caso… – si sono chiusi in giochetti inutili, facendosi portare costantemente negli angoli e alle assi da una squadra che non chiede altro. E non ha potuto farci molto Merzlikins, che pur avendo salvato la baracca più volte in incredibili momenti di panico della sua difesa, alla fine ha dovuto soccombere alle reti di Herburger e Kellenberger, puntualmente trasformati dai bianconeri in Crosby e Malkin.

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Il secondo tempo è terminato perlomeno solo con una rete di scarto, ed è incredibile dirlo, ma non si vedeva l’ora che finisse. Il terzo periodo ha visto una impercettibile reazione del Lugano, finita presto però e Emanuel Peter ha potuto abbellire il risultato a favore degli uomini di Schläpfer.

Riassumendo all’osso è stata la peggiore partita del Lugano di Fischer – e forse non solo – e ciò ancora una volta deve far riflettere giocatori in primis ma anche i dirigenti, perché pur tenendo conto del momento particolare, è una storia che si ripete da troppo tempo.

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Parlando dei singoli occorre di nuovo sottolineare la grande prestazione dei numerosi giovani in pista, su tutti Merzlikins e Kostner. Se il portiere ha tenuto finché ha potuto con parate reattive e “disperate”, l’attaccante altoatesino ha lottato come un leone, procurandosi pure le migliori occasioni da rete.

I problemi non mancano in casa bianconera, e l’unica cosa fattibile ora, pur consapevoli che non è la soluzione ma è già qualcosa, sarebbe quella di ingaggiare uno se non due stranieri nuovi, senza i soliti triti discorsi sul budget. Questo almeno per dare soluzioni nuove al coach e mettere un po’ di pressione a chi crede di avere il posto sicuro solo per il nome.

 

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