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Lugano

Contro l’Ajoie il Lugano si prende tre punti e qualche spavento

I bianconeri partono bene ma si fanno rimontare, per poi allungare nel terzo periodo. La prima vittoria del 2022 porta la firma del capitano Arcobello

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

Contro l’Ajoie il Lugano si prende tre punti e qualche spavento

AJOIE – LUGANO

3-7

(1-2, 2-2, 0-3)

Reti: 9’15 Traber (Stoffel, Walker) 0-1, 14’26 Bertaggia (Fazzini, Loeffel) 0-2, 19’48 Leduc (Eigenmann, Devos) 1-2, 21’59 Schmutz (Frei, Devos) 2-2, 34’48 Arcobello (Bertaggia, Carr) 2-3, 36’58 Fazzini (Alatalo, Herburger) 2-4, 38’24 Leduc 3-4, 42’52 Traber (Riva) 3-5, 53’46 Herburger (Arcobello) 3-6, 59’59 Arcobello 3-7

Note: Raiffeisen Arena, 3’076 spettatori
Arbitri: Wiegand, Ströbel; Stalder, Huguet
Penalità: Ajoie 2×2′, Lugano 3×2′

Assenti: Yannick Herren (infortunato), Leland IrvingMatteo Nodari (sovrannumero)

PORRENTRUY – L’imperativo era semplice, univoco e senza possibilità di fraintendimenti: vincere. Sulla pista dell’Ajoie il Lugano aveva l’occasione di tornare a fare punti e alzare la propria media dopo le tre sconfitte consecutive, e dopo gli errori visti contro Zugo e Bienne la squadra di Chris McSorley poteva riprendere un po’ di fiducia nei propri mezzi. Ebbene, la missione “prima vittoria del 2022” è riuscita, con il largo 7-3 sui giurassiani, anche se non tutto è filato liscio come si potrebbe pensare.

I bianconeri, con il rientrante Guerra che ha preso il posto di Nodari, sono usciti infatti da un primo periodo che li ha visti dominare il gioco ma trovare solo un 2-1 di vantaggio che sembrava striminzito rispetto a quanto avrebbero potuto raccogliere, ma aldilà di questo i problemi, quelli veri, dovevano ancora arrivare per Alatalo e compagni.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

È stato infatti nel secondo periodo che i ragazzi di McSorley sono riusciti maggiormente a crearsi le maggiori difficoltà, contro un Ajoie sicuramente volenteroso ma di certo non una squadra che può far passare certi momentacci ad avversari decisamente più quotati.

Oltre ad aver subito il pareggio in entrata di periodo con una difesa leggera e distratta, i ticinesi hanno rischiato di perdere del tutto di mano il confronto su alcune ripartenze dei padroni di casa favorite da continui errori di piazzamento, che sono calati solo verso la fine del tempo, quando le reti di Arcobello e Fazzini hanno messo parziale rimedio alle cose. Solo in maniera parziale, certo perché subito dopo le due segnature bianconere, Leduc ha trovato il modo di riportare sotto i suoi e far ripartire nel terzo periodo qualche dubbio nella testa dei bianconeri.

In aiuto alla squadra di McSorley però stavolta è venuto lo stesso… Ajoie che, forzando all’inverosimile i suoi uomini migliori, ne ha poi pagato dazio nel periodo conclusivo, dove a scadenze regolari ha visto il Lugano allungare nel punteggio, sempre cercando di pungere Schlegel approfittando delle ormai consolidate distrazioni difensive, ma non riuscendo più a rovinare i piani degli ospiti.

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)

Difficile capire cosa sia successo al Lugano in quel brutto secondo periodo, quando tra difesa e attacco se ne sono viste di tutti i colori. Vien da pensare che forse la sconfitta con gli ZSC Lions e in parte quella di Zugo che hanno allontanato definitivamente il Lugano dal sesto posto possano aver pesato moralmente sui giocatori bianconeri, perché ripensando appunto alla prestazione messa in pista contro la squadra di Grönborg risulta difficile capire i motivi di certe involuzioni.

Certo, c’è anche un reparto offensivo che sfrutta le occasioni col contagocce e questo non aiuta di certo a gestire o imbastire le partite, ma la concentrazione vista in pista alla Raiffeisen Arena in alcuni (e lunghi frangenti) ha lasciato quanto meno a desiderare. Vedremo se questa vittoria avrà fatto bene ai bianconeri, che erano sembrati usciti dai loro binari lisci e scorrevoli. Magari pensare solo alla prossima partita e non più agli obiettivi di classifica potrebbe essere la solita giusta soluzione.


IL PROTAGONISTA

Mark Arcobello: Un’altra doppietta per il capitano bianconero – un gol a porta vuota – ma soprattutto un’altra partita dove si è dimostrato la fonte di gioco principale del Lugano. L’unico dei suoi a poter trovare la giocata o il passaggio illuminante per i compagni, uno dei pochi ad avere mantenuto la lucidità necessaria per risolvere la matassa giurassiana. Per fortuna che il 2022 ha restituito un Arcobello di vecchio stampo.


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