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Ambrì Piotta

Atmosfera incredibile, l’Ambrì ha vissuto la sua serata da sogno

Nella prima partita alla Gottardo Arena il Friborg è stato spazzato via. Solidi e arrembanti, i biancoblù stanno già ricevendo tanto dai nuovi innesti

Atmosfera incredibile, l’Ambrì ha vissuto la sua serata da sogno

AMBRÌ – FRIBORGO

6-2

(3-1, 2-1, 1-0)

Reti: 1’24 Kneubuehler (Kozun, Regin) 1-0, 3’42 Kozun (Heim, Hietanen) 2-0, 8’52 Kozun (Regin, Isacco Dotti) 3-1, 11’26 Walser (Marchon, Diaz) 3-1, 23’39 Isacco Dotti 4-1, 25’22 Bykov (Jörg, Furrer) 4-2, 3936 McMillan (Hächler, Zaccheo Dotti) 5-2, 41’25 Zaccheo Dotti 6-2

Note: Gottardo Arena, 6’775 spettatori. Arbitri Wiegand, Fluri; Cattaneo, Fuchs
Penalità: Ambrì 5×2′, Friborgo 5×2′

Assenti: Matt D’Agostini (infortunato), Rocco PezzulloPatrick Incir (sovrannumero), Jannik Fischer (motivi personali) Petr CajkaJoel Neuenschwander (Ticino Rockets)

AMBRÌ – Per l’Ambrì Piotta è iniziata ufficialmente una nuova era, e la prima partita nella nuova pista è stata semplicemente un’esperienza bellissima. Vedere lo spirito del club trasferirsi e rinascere con ritrovato vigore in un impianto che è un vero gioiellino è stato unico ed emozionante, a maggior ragione perché sul ghiaccio è scesa nuovamente una squadra solida ed arrembante, capace di mettere in chiaro che il bel debutto di Zurigo aveva solamente aumentato la fame del gruppo.

La squadra di Cereda ha così preso tutta l’energia trasmessa dal suo pubblico per aggredire il Friborgo, sballottato qua e là nei primi minuti senza che i burgundi potessero nemmeno accorgersi cosa stesse succedendo. Mandare tra i pali Hughes in un contesto del genere forse non è stata l’idea più brillante di Dubé, che ha sostituito il suo portiere dopo appena 8’52, sufficienti a Kneubuehler per segnare la prima storica rete nella Gottardo Arena e Kozun per mettere la firma su una doppietta.

Come contro i Lions, anche nella serata di sabato l’Ambrì ha trovato la sua forza nella profondità della rosa, trascinata da un quartetto straniero che sta convincendo in tutto e per tutto, e capace di rendersi pericolosa con tutte le linee e con grande regolarità. Il linguaggio del corpo dei leventinesi trasmette inoltre fiducia ed una certa dose di “spavalderia”, elementi questi che derivano anche dall’innesto di giocatori d’esperienza e che sul ghiaccio hanno già dimostrato ottime cose.

Ne è la perfetta immagine Peter Regin che – in attesa di una maggiore efficacia agli ingaggi – si è presentato ai tifosi con delle giocate d’alta scuola che sanno essere contagiose per i suoi compagni. Kozun, Hietanen, ma anche Fora e Kneubuehler lo stanno seguendo a ruota tra gli elementi in maggiore evidenza in queste prime partite, ma è a livello collettivo che l’Ambrì sta convincendo particolarmente, e questo lo si è visto in quelle fasi di partita delicate – e ce ne sono state almeno un paio nonostante l’ampio risultato – in cui la squadra ha fatto capo a risorse diverse per trarsi d’impiccio.

La velocità in transizione sta in questo senso diventando un ingrediente importante, a cui l’Ambrì ha unito sabato la capacità di fermare il Friborgo grazie ad un buon filtro in zona neutra, che spesso ha neutralizzato sul nascere le iniziative di Gunderson e compagni. Ci sono poi stati momenti più fisici, con qualche colpo proibito e delle scintille che hanno scaldato l’ambiente, ed anche se alcune penalità in questo senso si sarebbero potute evitare il filo conduttore è sempre apparso essere un solido spirito di squadra.

L’unica vera pecca della serata è così stata quella rete concessa in shorthand a Bykov, episodio che aveva ridotto lo scarto sul 4-2 e che era stato seguito pochi minuti più tardi da un powerplay burgundo che avrebbe potuto riaprire la sfida. L’Ambrì è però riuscito a riportare il momentum a proprio favore grazie alla tenacia di McMillan, prima del sigillo definitivo di Zaccheo Dotti ad inizio terzo tempo.

Per il difensore la gioia del gol è arrivata con connotati eccezionali, perché quella di sabato è stata la prima rete in carriera in National League, nella stessa sera per giunta in cui a segno è andato pure il fratello Isacco. Una storia molto bella, che simboleggia una determinazione in cui l’intero club si identifica.

L’Ambrì Piotta ha così vissuto la sua grande festa nel miglior modo possibile, in una pista che non cancellerà la memoria della vecchia Valascia, ma che ha già dimostrato di poter raccoglierne il testimone e diventare sin da subito un luogo molto speciale.

Qualcosa di speciale potrebbe averlo anche la squadra, che ha sorpreso per la sua capacità di presentarsi già così compatta e strutturata ai primi impegni di campionato, soprattutto considerando un preseason passato quasi mai al completo.

Il fatto che i nuovi arrivi stiano tutti convincendo – ed in questo aggiungiamo anche Burren – e che tra i pali Conz e Ciaccio abbiano da subito trovato due solide prestazioni è fondamentale, così come lo sarà il potenziale di crescita di elementi come Zwerger, Pestoni e pure Bürgler, pericolosi a singhiozzo ma che devono ancora raggiungere la miglior forma.

Ci sarà tempo per tutto, ma dopo una serata del genere come prima cosa bisogna tirare il fiato. L’Ambrì Piotta ha vissuto un momento eccezionale, che vale la pena assaporare ancora per un po’.


IL PROTAGONISTA

Peter Regin: Il compagno Brandon Kozun è già a quota tre reti segnate (e due GWG!), ma è il danese che si sta profilando come uno dei grandi leader di questo Ambrì. Deve ancora segnare la prima rete, ma il contributo di Regin è stato fondamentale ed ha strappato applausi per un’eleganza ed efficacia nel portare in avanti il disco che nessun altro in squadra può vantare. Presto arriveranno anche i punti, ma per il resto il primo centro biancoblù ha mostrato di cosa è capace.


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HIGHLIGHTS

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