
Ogni estate il mercato viene raccontato soprattutto attraverso i nomi più altisonanti, i curriculum dal passato in NHL e gli stranieri chiamati a cambiare il volto di una squadra. Eppure l’operazione migliore non è sempre la più appariscente: può essere quella che risolve un problema con largo anticipo, assicura per diversi anni un profilo raro oppure migliora più equilibri di squadra con una sola decisione.
Questa non è dunque la classifica dei cinque migliori giocatori ingaggiati in National League, ma delle operazioni che sembrano aver creato il maggiore valore per i rispettivi club. Abbiamo considerato il bisogno coperto, l’età e la durata del contratto, la licenza svizzera o straniera, l’inserimento nel lineup e il rischio di adattamento. In alcuni casi si tratta di un singolo ingaggio, in altri di una combinazione particolarmente brillante: ecco le cinque scelte che ci hanno convinto maggiormente.
5. Waeber per il dopo Berra

Sostituire Reto Berra dopo otto stagioni non era semplice, ma il Friborgo ha preparato il passaggio con largo anticipo riportando a casa Ludovic Waeber. Il 29enne, cresciuto nei dragoni, ha firmato sino al 2030 e tornerà alla BCF Arena dopo essere maturato tra ZSC Lions, Nordamerica e Kloten.
Il Gottéron per il futuro ha scelto un titolare svizzero nel pieno della carriera, già legato all’ambiente e ancora con margini di crescita, evitando soluzioni provvisorie o una licenza straniera in porta. L’eredità di Berra sarà pesante, ma la transizione è stata pianificata con tempismo e una prospettiva di lungo periodo.
4. Berni torna agli ZSC Lions

Gli ZSC Lions sicuramente non avevano un’emergenza in difesa, ma proprio questo è uno dei motivi che rende l’operazione lungimirante e di buon tempismo. Tim Berni è tornato nel club che lo ha formato con un accordo di sei stagioni, valido sino al 2032, e alla scadenza avrà solamente 31 anni.
Il 25enne ha accumulato esperienza in NHL, AHL e con il Ginevra, diventando anche un elemento della Nazionale. Può essere utilizzato in ogni situazione e permette allo Zurigo di iniziare il ricambio di una difesa esperta senza perdere competitività. Assicurarsi così a lungo uno dei migliori difensori svizzeri della sua generazione significa proteggere il futuro.
3. Egli torna al Davos

Il Davos conosce bene Dominik Egli, ma riaccoglierà un difensore più completo rispetto a quello partito nel 2024. Le due stagioni al Frölunda gli hanno permesso di consolidare il suo gioco senza perdere quelle qualità dinamiche e offensive che lo avevano reso uno dei difensori più incisivi della National League.
Anche in questo caso la durata è significativa: sei anni, sino al 2032. Il Davos riporta così in Svizzera un nazionale di 27 anni, già compatibile con il club e il suo ambiente. L’impatto dovrebbe essere immediato, ma il vero valore è essersi assicurati un profilo svizzero difficilissimo da trovare per tutti gli anni migliori della sua carriera.
2. Hughes e Dionicio sacrificando Loeffel

Lo scambio che ha portato Connor Hughes al Berna e Romain Loeffel al Losanna va valutato oltre il semplice confronto tra i due giocatori. Gli orsi hanno rinunciato a un difensore di 35 anni importante nella costruzione offensiva, ma in cambio hanno ottenuto un portiere svizzero di 29 anni, mettendolo sotto contratto per cinque stagioni.
Il Berna è poi intervenuto immediatamente per compensare anche le qualità offensive perse in difesa, ingaggiando Rodwin Dionicio per tre anni. Il 22enne non offre ancora le stesse garanzie di Loeffel, ma è più giovane di 13 anni, è svizzero e arriva da una stagione da 27 punti in 51 partite.
Gli orsi hanno così anche potuto separarsi da Adam Reideborn, liberare la porta da una licenza straniera e aggiungere alla retroguardia un elemento con importanti margini di crescita. Nell’arco di pochi giorni nella Capitale sono csì state ridisegnate due posizioni fondamentali della squadra con operazioni brillanti.
1. Dahlén-Pettersson al Langnau

Il Langnau non ha semplicemente ingaggiato due attaccanti di qualità dalla SHL, ma ha portato nell’Emmental una coppia già collaudata. Jonathan Dahlén ed Emil Pettersson giocavano assieme al Timra e nell’ultima stagione hanno combinato 101 punti, con Dahlén miglior realizzatore della regular season grazie a 30 reti.
Per una squadra come i Tigers, ridurre il margine d’errore nella scelta degli stranieri è fondamentale. I due conoscono già movimenti, tempi e caratteristiche reciproche, un vantaggio che potrebbe rendere più rapido l’adattamento alla National League. Dahlén porta finalizzazione e imprevedibilità, Pettersson visione di gioco: aver ricomposto un’intesa già produttiva rende l’operazione più interessante della semplice somma dei due ingaggi.
Le tre operazioni rimaste fuori dalla classifica
Rapperswil: da Sgarbossa a Labanc. La rinuncia di Mike Sgarbossa per motivi familiari poteva complicare i piani dei Lakers, che hanno invece reagito con un’ala da 542 partite e 251 punti in NHL. Labanc non sostituisce il canadese nel ruolo, ma aggiunge un tiro pericoloso, creatività e qualità in powerplay, trasformando il contrattempo in un’opportunità intrigante.
Ajoie: Il colpo Tanus. I giurassiani si sono assicurati a 25 anni uno dei migliori scorer dell’ultima regular season di Liiga, chiusa con 59 punti in 54 partite e il titolo conquistato con il Tappara. Utilizzabile sia all’ala sia al centro, Tanus porterà creatività e qualità in powerplay: il debutto lontano dalla Finlandia rappresenta un’incognita, ma il potenziale dell’operazione è notevole
Lugano: Il nuovo nucleo straniero. Con Jere Innala, Olle Lycksell e Lassi Thomson i bianconeri hanno aggiunto qualità e creatività in entrambi i reparti, legando tutti e tre al club con accordi pluriennali. I due attaccanti promettono di aumentare la pericolosità offensiva, mentre il 25enne finlandese porterà un tiro pericoloso, pattinaggio e capacità di guidare il gioco dalla linea blu. Il potenziale è importante – anche considerando quanto la squadra potrebbe migliorare ricordando le lacune degli stranieri precedenti – ma le insidie dell’adattamento di tre elementi nuovi alla NL tiene per ora l’operazione appena fuori dalla top 5.

