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Ambrì Piotta

L’Ambrì vuole trasformare le sue scommesse in certezze, ma la strada sarà molto in salita

Il nuovo corso mette i giovani al centro, ma deve fare i conti con i limiti della rosa svizzera e una difesa vulnerabile. Per inseguire i play-in serviranno stranieri incisivi, progressi tra i pali e un sistema capace di valorizzare il gruppo

L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


AMBRÌ PIOTTA

La rosa 2026/27

PORTIERI
Philip Wüthrich, Gilles Senn, Nassim Jaafri-Hayani

DIFENSORI
Luc Bachmann, Isacco Dotti, Zaccheo Dotti, Aris Häfliger, Tim Heed (🇸🇪), Rocco Pezzullo, Simone Terraneo, Jesse Virtanen (🇫🇮), William Worge Kreü (🇸🇪), Dario Wüthrich

ATTACCANTI
Nathan Borradori, David Bosson, Tommaso De Luca, Jordan Forget, Daniele Grassi, William Hedlund, André Heim, Roby Järventie (🇫🇮), Michael Joly (🇨🇦), Petr Kodytek (🇨🇿), Diego Kostner, Lukas Landry, Manix Landry, Tim Muggli, Miles Müller, Inti Pestoni, Nate Schnarr (🇨🇦)


È all’inizio di un nuovo cammino l’Ambrì Piotta, e la strada si preannuncia inevitabilmente in salita. Tutto è diverso rispetto a un anno fa – sfidiamo chiunque a trovare un club che da una stagione all’altra ha cambiato presidente, direttore sportivo, allenatore e pure il capitano – ma le premesse messe sul tavolo da Mottis, Weibel e Tapola sono a grandi linee quelle già delineate nelle nove stagioni precedenti, con però la speranza che il club leventinese possa tornare ad avere quella rilevanza che nel recente passato aveva iniziato ad affievolirsi.

Siamo insomma tutti un po’ impazienti di vedere come pensa Weibel di portare nel giro di quattro stagioni il suo Ambrì Piotta nuovamente nei playoff, una finestra di tempo brevissima se si pensa quanto lavoro necessiti la rosa svizzera per tornare ad un livello consono a tali ambizioni. La tendenza recente dei contratti molto lunghi per i giocatori migliori ed i limiti finanziari evidenti dei biancoblù rendono difficile operare sul mercato svizzero, ed ecco che dunque il lavoro dovrà partire dal basso, riportando in Leventina dei talenti nazionali e sviluppandoli poi in tempi relativamente brevi per permettere alla squadra di fare dei passi avanti che vadano oltre un miglior impatto degli stranieri.

L’obiettivo che si è posto Weibel non è di quelli semplici, richiederà al nuovo DS di rimboccarsi le maniche e lavorare a stretto contatto con lo staff tecnico, che dovrà assolutamente rappresentare un punto di forza di questo nuovo Ambrì Piotta. Questa sarà una verità particolarmente presente già nell’imminente stagione, quando nei confronti degli avversari i leventinesi sulla carta partiranno il più delle sere senza i favori dei pronostici, e dovranno compensare il gap con il giusto sistema e organizzazione.

Tapola in questo senso aveva iniziato nella giusta maniera già nella passata stagione, quando le sue prime decisioni fortiDiDomenico messo alla porta nonostante il casco da Top Scorer, Pestoni parcheggiato in tribuna per buttare nell’acqua fredda il giovane Borradori, e Senn poco utilizzato per puntare tutto su Wüthrich – avevano fatto discutere, ma avevano anche trovato un riscontro positivo sul ghiaccio. Anche in questo preseason abbiamo già visto delle scelte piuttosto nette, che confermano come il coach abbia ben chiare le sue idee.

Il tema centrale della stagione è quello di una decisa svolta sui giovani, con Tommaso De Luca nominato capitano e a cui verranno affidate tante responsabilità di gioco nella prima linea completata da Schnarr e Järventie. Pure la totale fiducia a Borradori e la “rinascita” di Muggli sono un chiaro segnale, così come l’aver utilizzato Häfliger con frequenza nelle partite di preparazione.

L’Ambrì intende insomma sostenere con decisioni concrete le parole spese negli ultimi mesi, anche se la prospettata partenza di Manix Landry e Miles Müller – di fatto i due giovani migliori della squadra assieme a De Luca – ricorda quanto sarà difficile mettere assieme un core svizzero di livello senza vedere il proprio lavoro di sviluppo sfruttato dalle società di vertice.

I rigidi limiti finanziari sono d’altronde stati nuovamente ricordati quando si è trattato di andare a cercare un sostituto di Virtanen, operazione che ha poi portato William Worge Kreü con un contratto di tre mesi. Il suo contributo sarà importante nell’ottica di iniziare la stagione nella giusta maniera, anche se rispetto al finlandese il suo apporto sarà prettamente difensivo e con un gioco conservativo, lasciando comunque sulle spalle di Heed praticamente l’intero compito di far ripartire la squadra in transizione e gestire un’unità di powerplay.


ARRIVI
Petr Kodytek (F, IFK Helsinki)
Nate Schnarr (F, Kölner Haie)
Roby Järventie (F, Bakersfield Condors)
David Bosson (F, Drummondville Voltigeurs)
Jacopo De Luca (F, Baie-Comeau Drakkar)
Jordan Forget (F, Victoriaville Tigres)
William Worge Kreü (D, Adler Mannheim)

PARTENZE
Dominic Zwerger (F, Bienne)
Chris DiDomenico (F, Björklöven)
Dario Bürgler (F, ritiro)
Chris Tierney (F, Dynamo Minsk)
Jesse Zgraggen (D, Ajoie)
Alex Formenton (F, Edmonton Oilers)

STRANIERI
Tim Heed (D, 🇸🇪)
Jesse Virtanen (D, 🇫🇮)
Petr Kodytek (F, 🇨🇿)
Michael Joly (F, 🇨🇦)
Nate Schnarr (F, 🇨🇦)
Roby Järventie (F, 🇫🇮)
William Worge Kreü (D, 🇸🇪)


Questo discorso ci porta al principale punto dolente della squadra, ovvero un reparto difensivo che – alla luce della partenza di Zgraggen e senza alcun innesto – è nuovamente l’evidente tallone d’Achille. Gli elementi svizzeri hanno un livello modesto, mentre i due fondamentali pilastri hanno già compiuto i 35 anni e si presentano all’avvio di stagione con i rispettivi problemi. Virtanen dovrà recuperare da un serio infortunio e salterà la prima fase di campionato, mentre Heed è reduce da un paio di anni caratterizzati da troppi errori e superficialità.

Delle premesse che rappresentano una vera sfida per lo staff, il cui principale compito sarà quello di ridurre assolutamente il numero di gol incassati. L’Ambrì non potrà infatti andare lontano se avrà nuovamente una delle peggiori difese della lega – lo scorso anno migliore solo di quella dell’Ajoie – ed anche guardando agli special teams si deve ambire a un passo avanti. Le fasi di boxplay erano già ben collaudate (quarto PK di lega), ma il powerplay era tra i peggiori e dovrà essere rilanciato soprattutto dai nuovi innesti stranieri.

Se c’è infatti un fattore promettente emerso dal preseason questo è la buona impressione lasciata da Järventie, Schnarr e Kodytek, elementi con caratteristiche molto diverse tra loro ma tutti capaci di presentarsi in maniera intrigante. Il canadese – pur senza incantare – sembra poter essere un chiaro upgrade rispetto a Tierney, mentre la giovane età ed il “tetto” potenziale del finlandese lo rendono tra i possibili nuovi protagonisti della nostra lega. Ad Ambrì di sicuro ci si augura che sarà così, perché tanto del destino offensivo della squadra e del powerplay passerà dal (corto) bastone di Järventie, che con il suo tiro può rappresentare una minaccia costante un po’ come lo era stato Kubalik in passato. Anche per questo sarà fondamentale costruire attorno a lui una linea che funzioni.

A Kodytek si chiederà invece un contributo diverso, ovvero quello di “motore” di una linea ad alta energia e velocità, che vuole disturbare costantemente gli avversari e ripartire velocemente. Dal blocco che pare delineato con Borradori e Muggli sarà necessario pure un certo contributo di reti, anche se affidare a un centro straniero due giocatori ancora non affermati in NL significa investire sulla loro crescita, accettando però le inevitabili oscillazioni di rendimento.

Il fatto di poter allineare due centri stranieri permette all’Ambrì di aumentare un po’ la qualità nel mezzo, con Manix Landry chiamato probabilmente a “far girare” Joly – una sua produzione più regolare sarà importante per distribuire i contributi offensivi – e Heim a guidare un quarto blocco che diventa automaticamente più interessante. Nel top nine, che sembra ben delineato per l’avvio di stagione, spicca dunque la decisione di escludere Pestoni per scommettere su Borradori e Muggli.

Le uniche posizioni aperte in termini di gerarchia sembrano insomma essere quelle all’ala del quarto blocco, ruoli in cui entreranno in ballo i giovani Lukas Landry, Bosson e Forget, oltre ai veterani Grassi, Kostner e Pestoni, con quest’ultimo che avrebbe però poco senso in una linea del genere.

Per l’Ambrì Piotta azzeccare sin da subito queste gerarchie sarà fondamentale, anche perché rappresenteranno i paletti a cui aggrapparsi nei periodi di difficoltà, evitando che tutta la struttura vada in tilt.

Sulla carta le decisioni viste sinora seguono una logica condivisibile, ma dovranno reggere il duro confronto con gli avversari, e produrre sufficientemente per tenere la squadra in partita e compensare anche i gol che nella scorsa stagione erano stati firmati da DiDomenico, Zwerger e Formenton, autori nel complesso del 30% delle segnature della squadra (38 gol sui 129 totali). Il contributo straniero potrà essere verosimilmente assorbito dai nuovi arrivati, ma i 15 centri di Zwerger lasciano un buco non indifferente.



Non c’è invece così tanta scelta nel reparto difensivo, che come già discusso si baserà ancora in maniera importante sugli stranieri, nella speranza che Virtanen – di fatto il giocatore più importante della squadra da anni – non tardi troppo a ristabilirsi, anche perché anche dopo il rientro avrà bisogno di tempo per ritrovare la miglior condizione.

Per quanto riguarda gli elementi svizzeri, Dario Wüthrich e Luc Bachmann – a patto che sappia confermarsi dopo un buon primo anno – sono i due elementi principali, a cui si aggiunge il contributo “canonico” dei fratelli Dotti e la possibilità per Pezzullo e Terraneo di fare finalmente un passo avanti. C’è poi il potenziale mostrato da Häfliger, che andrà coltivato.

Inutile nascondere che la retroguardia rischierà di scricchiolare di fronte ai temibili reparti offensivi avversari, ma l’Ambrì dovrà riuscire a reggere l’urto se vorrà essere competitivo ogni sera. Attenzione anche alla disciplina, visto che già durante l’estate si è notata una propensione pericolosa a commettere parecchi falli.

A sostegno della squadra saranno poi chiamati ad un grande lavoro Philip Wüthrich e Gilles Senn, che formano un buon duo sulla carta ma che all’atto pratico saranno chiamati ad alzare il livello se l’Ambrì vorrà essere una delle sorprese positive del campionato. I due portieri avevano infatti combinato una percentuale di parate dell’89.78%, un dato migliore solamente di quello del Bienne (88.98%) e non sufficiente per permettere ai biancoblù di “rubare” punti qui e là.

Ovviamente un risultato migliore in questo senso passerà anche da una miglior organizzazione difensiva, ma per l’Ambrì sarà importante che Wüthrich continui nella progressione vista nel corso della passata stagione, e che Senn riesca a rilanciarsi dopo un’annata opaca. Non si possono infatti ignorare le voci che danno Wüthrich partente la prossima estate, mentre l’ex Davos ha un accordo valido sino al 2028.

L’Ambrì Piotta si presenta insomma in questo “anno zero” della nuova gestione con delle ambizioni che sulla carta non lasciano troppo spazio agli entusiasmi, ed evitare le ultime due posizioni sarebbe già da considerarsi un risultato positivo. Ovviamente le sorprese non sono mai mancate in National League – abbiamo avuto tanti esempi positivi e negativi negli ultimi anni – ed in Leventina si ha il dovere di credere nella possibilità di smentire i pronostici già quest’anno, ma tutto dovrebbe davvero girare per il meglio.

Il DS Lars Weibel si è sempre espresso in questo senso con una strana dicotomia, chiedendo da un lato di dare tempo al processo di ricostruzione, ma dall’altro sottolineando sempre come sia lui che Tapola non siano uomini particolarmente pazienti. L’intento di arrivare comunque al post season – dunque perlomeno alla decima posizione – è stato fissato come obiettivo stagionale, così da evitare che “la pazienza diventi una scusa”.

Ai leventinesi dunque il compito di sorprendere, ma soprattutto di iniziare con il piede giusto un nuovo processo di costruzione, che potrà comunque entrare nel vivo solamente nei prossimi anni. La stagione ad Ambrì si preannuncia dura e in salita, il confronto con troppe avversarie è impietoso e la distanza dalla zona play-in appare oggi più grande rispetto a quanto non fosse nelle scorse estati, ad immagine di una rosa svizzera che avrà bisogno di tanto lavoro per riportare la squadra ad un livello superiore.

Il tempo dirà se Weibel riuscirà a portare il club fuori dal limbo di mercato in cui si trova ora, e se ci saranno davvero le possibilità per costruire un nucleo svizzero duraturo e di livello. Nell’immediato l’Ambrì si affiderà ai suoi stranieri e alla crescita dei suoi giovani, ma la stagione potrebbe confermarsi anche sul ghiaccio come una di transizione.


MIGLIOR INNESTO

Roby Järventie: È il nuovo arrivato con il potenziale maggiore per cambiare una partita attraverso una singola giocata. Il suo tiro può essere una soluzione efficace in powerplay, mentre età e margini di crescita rendono interessante l’investimento anche oltre l’immediato. Le prime uscite sono state incoraggianti, ma dovrà riuscire a diventare un punto di riferimento costante. La continuità fisica, dopo gli infortuni che ne hanno rallentato il percorso, sarà fondamentale per riuscirci.

ADDIO DOLOROSO

Dominic Zwerger: Dopo stagioni difficili aveva ritrovato un contributo concreto, chiudendo con 15 reti e 26 punti. La sua partenza pesa soprattutto per la licenza svizzera, che ha impedito di fatto all’Ambrì Piotta di trovare un suo sostituto sul mercato. Il problema sarà ricrearne il contributo attraverso più giocatori, in un reparto che già prima della sua partenza offriva poche garanzie. Il pubblico era inoltre molto attaccato a lui, anche se un cambiamento di scenario per entrambe le parti coinvolte sembrava proprio necessario.

FATTORE X

Jussi Tapola: La capacità del finlandese di avere presa sul gruppo e convincere tutti a seguire il suo credo sarà fondamentale, perché solamente con la giusta compattezza e organizzazione l’Ambrì potrà reggere il confronto con gli avversari. Dovrà saper bilanciare lo sfruttamento degli uomini migliori con il compito di sviluppare i giovani, con l’obiettivo di trarre dalla rosa dei risultati migliori di quelli che si possono ipotizzare sulla carta.


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. GINEVRA
3. LOSANNA
4. DAVOS
5. FRIBORGO
6. LUGANO
7. BERNA
8. ZUGO
9. RAPPERSWIL
10. BIENNE

11. LANGNAU
12. KLOTEN
13. AMBRÌ PIOTTA
14. AJOIE

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