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Ambrì Piotta

I nuovi volti della NL 2026/27: il biancoblù Roby Järventie

Il finlandese è un attaccante giovane, con un fisico importante e il tiro come arma principale. Il suo potenziale è però rimasto in sospeso a causa degli infortuni

(thehockeywriters.com)

I nuovi volti della NL 2026/27: il biancoblù Roby Järventie

ROBY JÄRVENTIE


Età: 23
Posizione: LW/C
Altezza: 190 cm
Peso: 95 kg
Shoots: left

Provenienza: Bakersfield Condors (AHL)
Draft: 202, Round 2, 33esima scelta, Ottawa Senators
Contratto: due anni
Nazionalità: 🇫🇮

Un profilo giovane per il nuovo Ambrì Piotta

L’Ambrì Piotta ha aggiunto al proprio attacco un elemento dal profilo diverso rispetto a molti stranieri che arrivano in NL. Roby Järventie è infatti un giocatore ancora nella prima fase di carriera, che compirà 24 anni ad agosto e che ha ancora davanti un percorso aperto a qualsiasi scenario.

Il suo profilo è interessante perché unisce una presenza fisica importante a buone qualità tecniche. Järventie è un’ala – ma in carriera ha giocato anche al centro – che può rendersi pericolosa soprattutto quando riesce a usare la propria pattinata per attaccare gli spazi. È un attaccante che vive molto di tiro, presenza nel traffico e capacità di finalizzare quando viene servito nelle zone giuste.

Nel suo percorso da prospect veniva spesso descritto come un giocatore con un tiro di alto livello, in particolare dal cerchio destro in powerplay, dove può essere servito sul lato forte e cercare la conclusione rapida. A livello junior e in Mestis aveva lasciato vedere un potenziale da scorer importante, ma negli anni successivi la sua crescita è stata rallentata da problemi fisici che hanno impedito un’evoluzione lineare.

Per l’Ambrì Piotta è dunque una scommessa interessante. Järventie porta qualità che in Leventina possono essere preziose, ma arriva anche con alcune domande. Dovrà dimostrare di poter restare sano, adattarsi a un campionato diverso e trasformare il talento in rendimento costante. Se ci riuscirà, il suo margine è più alto rispetto a quello di tanti stranieri già completamente definiti.

Una famiglia di hockey

Nato a Tampere, Järventie è cresciuto in una famiglia in cui l’hockey è sempre stato molto presente. Il padre Martti è stato un difensore di lunga con quasi mille partite nel massimo campionato finlandese, due titoli nazionali e anche una partita in NHL con i Montreal Canadiens nella stagione 2001/02.

Anche i fratelli Emil e Max hanno seguito la stessa strada, restando nel percorso d’élite finlandese. Emil è stato scelto dai Pittsburgh Penguins nel Draft NHL 2023, mentre Max è il più giovane dei tre ed è attualmente nel settore giovanile del Tappara.

In un approfondimento di NHL.com, la famiglia Järventie veniva raccontata proprio partendo dal rapporto tra i tre fratelli, cresciuti tra piste all’aperto, spogliatoi e piste da hockey. Emil spiegava come i fratelli si sentissero quasi ogni giorno, anche quando Roby era ormai dall’altra parte dell’oceano, e raccontava il sogno di poter un giorno giocare tutti nella stessa squadra.

Il padre Martti, dal canto suo, aveva sottolineato di non aver mai forzato i figli verso l’hockey. Li ha lasciati avvicinarsi al gioco seguendo il proprio interesse, pur in un ambiente in cui era naturale respirare quel mondo.

Roby ha iniziato a farsi notare imponendosi nell’ambiente dell’Ilves, club con cui ha completato la sua formazione e debuttato tra gli adulti. Il vero primo salto è arrivato però in Mestis con il KOOVEE, squadra partner dell’Ilves, dove nella stagione 2019/20 ha segnato 23 gol e ottenuto 38 punti in 36 partite. Per un ragazzo ancora in età junior, era una produzione molto significativa.

Quell’annata lo ha portato rapidamente nelle discussioni del Draft NHL. Gli Ottawa Senators lo hanno scelto nel 2020 al secondo turno, con la 33esima scelta assoluta, dunque appena fuori dal primo giro. Era un segnale forte della fiducia nel suo potenziale, anche se il suo profilo non era privo di interrogativi. Il tiro e la struttura erano evidenti, ma servivano ancora maturità, forza e maggiore attenzione nei dettagli senza puck.

Dalla Finlandia al Nordamerica

(Ilves)

Dopo il Draft, Järventie è rimasto ancora una stagione in Finlandia. Con l’Ilves ha giocato stabilmente in Liiga, chiudendo il campionato 2020/21 con 14 gol e 25 punti in 48 partite. Non erano numeri dominanti, ma confermavano un prospect capace di reggere l’impatto con un campionato adulto.

Nell’aprile 2021 ha firmato un contratto entry-level con Ottawa e nell’autunno successivo ha iniziato la sua avventura nordamericana. Il primo anno con i Belleville Senators è stato di adattamento. Järventie ha disputato 70 partite in AHL, ottenendo 33 punti. Per un attaccante europeo al primo anno su piste più piccole, era una base discreta, anche se non ancora sufficiente per forzare rapidamente la porta della NHL.

Il suo percorso ha iniziato a complicarsi nella stagione successiva. Dopo dieci partite è arrivato un importante infortunio al ginocchio, che lo ha tenuto fermo per dodici settimane. Al rientro, però, Belleville ha provato a spostarlo al centro, una scelta che gli ha permesso di ampliare il proprio gioco e assumersi maggiori responsabilità.

Quel cambio di ruolo è uno dei passaggi più interessanti del suo sviluppo. Järventie spiegò in quel periodo di sentirsi un giocatore diverso rispetto al suo arrivo in Nordamerica, capace ancora di segnare e produrre, ma anche più attento al gioco su tutta la pista. Il lavoro da centro lo costringeva a partire dagli ingaggi, difendere meglio e gestire situazioni più complete rispetto a quelle di un’ala puramente offensiva.

La produzione seguì questa crescita. Nella stagione 2022/23, nonostante l’infortunio, chiuse con 30 punti in 40 partite. L’anno seguente partì molto bene, al punto da ottenere finalmente la chiamata in NHL. Con Ottawa ha debuttato nel novembre 2023 e ha raccolto il suo primo assist pochi giorni più tardi contro Toronto. In totale con i Senators ha disputato sette partite.

Sembrava il momento giusto per un ulteriore passo avanti, ma il ginocchio tornò a condizionarlo. Dopo il rientro in AHL, Järventie produsse 20 punti in 22 partite con Belleville, ma il problema fisico peggiorò sino a richiedere un intervento chirurgico. Fu un altro stop pesante, arrivato proprio nella fase in cui la sua carriera sembrava pronta a cambiare direzione.

Il Mondiale U20 e il talento da scorer

Prima che gli infortuni diventassero il tema principale, Järventie aveva già vissuto un momento internazionale importante con la Finlandia. Dopo il bronzo al Mondiale U20 del 2021, torneo in cui non era riuscito a incidere come sperato, l’anno successivo tornò con un ruolo molto più importante.

Nel 2022 fu infatti uno degli attaccanti più produttivi della Finlandia, chiudendo il torneo con nove punti in sette partite. Il momento più significativo arrivò nei quarti di finale contro la Germania, quando firmò due gol e due assist in una vittoria per 5-2. Entrambe le reti arrivarono in powerplay, con conclusioni che mostrarono bene il suo valore come tiratore.

Quel torneo confermò un aspetto già emerso nel suo percorso giovanile. Järventie non è un attaccante che deve per forza portare il gioco in ogni cambio, ma può diventare molto pericoloso quando viene inserito in un contesto che gli permette di ricevere il puck nelle zone giuste. Il tiro resta la sua arma principale, soprattutto quando può preparare la conclusione senza dover gestire troppo a lungo il puck.

Il suo profilo da scorer è però sempre stato accompagnato da alcune domande. Già nei rapporti pre-Draft veniva indicato come un giocatore di grande potenziale offensivo, ma con margini da colmare nella costanza, nelle letture difensive e nella capacità di essere incisivo anche lontano dal puck. Non è un caso che in Nordamerica il suo sviluppo sia passato anche attraverso un ruolo più completo, con Belleville che ha cercato di trasformarlo in un attaccante meno dipendente dalla sola produzione.

In questo senso il percorso verso Ambrì Piotta non va letto solamente attraverso gol e assist. Järventie ha dovuto imparare a giocare in contesti diversi, a convivere con minutaggi meno generosi e a ritrovare ritmo dopo lunghi stop. Sono passaggi che possono averne rallentato la crescita, ma che possono anche averlo reso più pronto per un ruolo importante in Europa.

La rinascita a Bakersfield e la nuova occasione in Leventina

Nell’estate 2024 Järventie è stato ceduto agli Edmonton Oilers, in uno scambio che ha portato Ottawa a ricevere Xavier Bourgault e Jake Chiasson. Per il finlandese sembrava l’occasione per ripartire in una nuova organizzazione, ma il primo anno con Edmonton è stato nuovamente complicato.

Durante il training camp dell’autunno 2024 sono emersi problemi anche all’altro ginocchio, e la stagione 2024/25 è praticamente scivolata via con momenti in cui l’attaccante non era addirittura sicuro di poter continuare a giocare. Järventie ha giocato sole due partite con i Bakersfield Condors, raccogliendo due assist. A quel punto la sua carriera è entrata in una fase delicata, non per mancanza di talento, ma per l’incapacità di restare sano e trovare continuità.

La sua risposta è arrivata nell’ultimo campionato. A Bakersfield è stato gestito con attenzione, soprattutto nella prima parte della stagione, evitando carichi troppo ravvicinati. Il risultato è stato positivo. Järventie ha disputato 61 partite in AHL, firmando 23 gol e 24 assist, e ha ottenuto anche tre nuove presenze in NHL con gli Oilers.

Non si è trattato di un’esplosione definitiva, ma comunque di una stagione importante. Dopo tre anni segnati da problemi fisici, Järventie è tornato a giocare con regolarità e ha ritoccato i propri massimi in AHL per gol, punti e partite disputate. Per un giocatore della sua età, era un segnale necessario prima di scegliere una nuova strada.

Il passaggio all’Ambrì Piotta arriva dunque in un momento molto interessante. Järventie lascia il Nordamerica dopo aver dimostrato di poter ancora produrre in AHL, ma senza essere riuscito a trasformarsi in un giocatore NHL stabile. La NL gli offrirà un ruolo più centrale, senza la tipica incertezza che caratterizza le franchigie NHL e più adatto a costruire fiducia nel lungo periodo.

Per l’Ambrì Piotta la chiave sarà metterlo nelle condizioni di usare le sue qualità migliori. Järventie può portare presenza fisica, tiro e impatto offensivo. In powerplay può diventare una soluzione importante dal lato destro, mentre a cinque contro cinque dovrà dimostrare di poter usare il fisico non solo per proteggere il puck, ma anche per attaccare l’interno con continuità.

La domanda principale resta la salute. Se i problemi alle ginocchia saranno davvero alle spalle, Järventie potrà diventare uno degli innesti più intriganti del nuovo corso biancoblù. Non è ancora un “prodotto finito”, e proprio questo rende il suo arrivo particolare. L’Ambrì Piotta non ha preso un giocatore già definito, ma un talento ancora giovane, con un passato da prospect importante e una carriera che ha bisogno di stabilità per ripartire.

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