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Ambrì Piotta

Tanto nervosismo e tre punti persi, l’Ambrì resta a mani vuote

I biancoblù sprecano tante chance per indirizzare la partita in loro favore, ed alla fine non basta il gol di Virtanen. Dauphin autore di un brutto intervento su Moy

(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

Tanto nervosismo e tre punti persi, l’Ambrì resta a mani vuote

RAPPERSWIL – AMBRÌ

3-1

(0-0, 0-0, 3-1)

Reti: 42’33 Virtanen (Pezzullo, Spacek) 0-1, 53’29 Connolly (Wetter, Noreau) 1-1, 57’18 Moy (Lammer) 2-1, 59’00 Cervenka (Lammer, Baragano) 3-1

Note: SGK Arena, 5’325 spettatori
Arbitri: Ruprecht, Lemelin; Obwegeser, Kehrli
Penalità: Rapperswil 3×2, Ambrì 5×2 + 1×5 + 1×20

Assenti: Isacco Dotti (infortunato), Yannick BrüschweilerKilian ZündelValentin HoferJanne JuvonenTommaso De Luca (sovrannumero), Nando Eggenberger (squalificato)

RAPPERSWIL – È stata sicuramente la sconfitta più frustrante della stagione quella rimediata venerdì dall’Ambrì Piotta in casa del Rapperswil, al termine di una partita che dal periodo centrale ha preso i binari del nervosismo, ma che ha sempre visto i leventinesi capaci di costruirsi le occasioni migliori e di comportarsi tutto sommato bene davanti a Conz.

È però stato pagato a caro prezzo l’errore corale sul gol decisivo di Tyler Moy, con Heed e Zaccheo Dotti che si sono fatti soffiare il disco da Lammer lungo la balaustra, mentre il top scorer locale ha potuto approfittare di un posizionamento dei leventinesi troppo slegato e che ha lasciato completamente libero lo slot.

Una doccia fredda, soprattutto dopo che il pareggio era arrivato in maniera un po’ fortunata dal bastone di Connolly – davvero poca cosa la sua partita – ed in generale al termine di un incontro in cui la conduzione arbitrale ha scricchiolato in alcune sue decisioni, vedendosi anche sfuggire di mano il match in vari frangenti particolarmente caldi.

Questo non può però scusare il brutto intervento di Dauphin ai danni di Moy a metà incontro, con il canadese che ha colpito l’avversario con un cross check in salto e a ridosso della balaustra, un brutto episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Il centro biancoblù ha giustamente rimediato una doccia anticipata, ed è facile immaginare per lui una squalifica di varie partite.

(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

A far scattare la miccia è stato il check (corretto) di Noreau su Formenton qualche secondo prima, ma bisogna anche sottolineare che a quel punto la situazione aveva già sbandato dai binari della correttezza, con vari interventi al limite – tra cui uno non ravvisato ai danni di Kostner – che sono poi culminati in una bagarre che ha visto coinvolto anche Nyffeler davanti alla panchina leventinese.

In termini di hockey giocato invece l’Ambrì Piotta ha faticato sostanzialmente solo nell’avvio di gara, quando ci erano voluti almeno cinque minuti per vedere i leventinesi iniziare a mettere un po’ di ritmo nelle gambe. Le occasioni sono iniziate ad arrivare con buona regolarità, ma ci si è velocemente accorti che il killer instinct nell’occasione non sarebbe stata una delle caratteristiche degli uomini di Cereda.

I vari Virtanen, Formenton oppure Spacek hanno avuto sui loro bastoni le occasioni giuste per sbloccare il risultato – tra cui addirittura un 4-contro-1 – ma il Rapperswil ha sempre trovato il modo di salvarsi. Il periodo centrale è poi stato caratterizzato dagli episodi già descritti, ma anche da un Ambrì Piotta capace di togliersi dai guai con un buon gioco in boxplay, che ha così portato alla seconda pausa uno 0-0 che a Pestoni e compagni andava comunque stretto.

Proprio l’attaccante ticinese è però stato un po’ l’immagine della serata dal punto di vista offensivo, con tante occasioni capitate sul suo bastone ma poi vanificate sul più bello, per mancanza di precisione ed in qualche occasione anche per un po’ di sfortuna.

(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

In generale la prima linea ha viaggiato ancora su alti e bassi, come pure nel caso di uno Spacek illuminante in alcune circostanze, ma in altre impreciso e poi ingenuo nel rimediare quella penalità potenzialmente molto pesante dopo la seconda sirena. In difficoltà anche Heed (-3 per lui), mentre hanno fornito nuovamente una buona prova i giovani Terraneo e Pezzullo.

Da verificare invece le condizioni di Kostner, che nel terzo tempo non si è più visto. Cereda ha così dovuto mischiare le carte vista la mancanza di due centri, a cui si è aggiunta una serata un po’ sotto tono dei vari Heim, Bürgler e Kneubuehler, separati per inserire Dauphin al centro ma che nell’occasione si sono visti poco.

Le cose si sono comunque sbloccate con merito al 42’33, quando Virtanen ha finalmente battuto Nyffeler. Hanno fatto seguito una decina di minuti in cui l’Ambrì ha controllato bene la situazione, sino alla rete un po’ estemporanea di Connolly e l’errore decisivo che ha permesso a Moy di “rubare” la partita per il Rappi.

(PostFinance/KEYSTONE/Christian Merz)

In generale si può infatti parlare di occasione mancata per l’Ambrì Piotta, confrontato con un Rapperswil che ha commesso tanti errori e concesso tutte le opportunità ai leventinesi per fare loro la partita. Il fatto di non aver sfruttato le buone chance avute nella prima metà di gara, ed il nervosismo che ha poi contraddistinto il gioco a partire dal secondo tempo, hanno reso più complicate le cose rispetto a quanto non abbia detto lo svolgersi del gioco.

In questo senso è mancata forse un po’ di maturità e malizia nel gestire le situazioni delicate della partita, anche se la ricetta migliore sarebbe stato trovare qualche rete in più su una delle tante opportunità create, e verosimilmente il match avrebbe poi assunto uno svolgimento diverso. Così però non è stato, ed i biancoblù hanno lasciato per strada tre punti che sarebbero dovuti essere loro.


IL PROTAGONISTA

Melvin Nyffeler: Tutto sommato non ha dovuto confrontarsi con un gran numero di tiri (25 in totale), ma le occasioni avute dall’Ambrì Piotta sono state spesso ad alto tasso di pericolosità. Il portiere dei Lakers è però sempre stato in grado di salvarsi, facendosi sempre trovare pronto anche in quelle circostanze in cui gli attaccanti avversari hanno “sparato” su di lui senza alcune resistenza dei difensori locali.


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