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Ambrì Piotta

L’Ambrì vince in un finale inedito, il Rappi paga la sua audacia

Buona prova dei biancoblù, che dal secondo tempo hanno trovato intensità. Hedlund toglie il portiere nell’OT, ma la mossa spiana la strada a Bürgler

L’Ambrì vince in un finale inedito, il Rappi paga la sua audacia

AMBRÌ – RAPPERSWIL

4-3

(0-1, 2-1, 1-1; 1-0)

Reti: 4’39 Moy (Djuse) 0-1, 21’16 Heim (Burren, Bürgler) 1-1, 24’01 Eggenberger (Rowe) 1-2, 24’48 McMillan (Grassi) 2-2, 49’23 Pestoni (Spacek, Burren) 3-2, 57’37 Jensen (Moy, Albrecht) 3-3, 62’21 Bürgler (Heim) 4-3

Note: Gottardo Arena, 6’195 spettatori
Arbitri: Stolc, Dipietro; Wolf, Gurtner
Penalità: Ambrì 3×2′, Rapperswil 3×2′

Assenti: Noah PatenaudeValentin Hofer (sovrannumero), Isacco DottiStefan MüllerTim Heed (infortunati), Josselin Dufey (Ticino Rockets), Rocco Pezzullo (malato)

AMBRÌ – È proprio vero, “chi non risica non rosica”, ed alla fine da questo concetto ne è uscito vincitore l’Ambrì Piotta. Nella sfida della Gottardo Arena i due allenatori non hanno infatti avuto timore di fare ciò che ritenevano necessario per ottenere il successo, ed alla fine a risultare decisiva è stata la decisione di Hedlund di togliere il portiere durante l’overtime. Il Rapperswil in quel frangente ha compiuto una mossa molto moderna tentando il tutto per tutto, ma l’azzardo non è andato a buon fine ed ha portato al gol risolutore di Bürgler.

Chissà come avrà reagito l’ambiente sangallese a questa audace decisione, che ha sicuramente una sua logica ma che presenta ovviamente degli alti rischi. L’episodio è di quelli che possono far partire un’interessante discussione, ma sicuramente così facendo lo staff dei Lakers ha sottolineato una personalità già uscita con la decisione di richiamare Nyffeler a tre minuti dall’ultima sirena, e che ribadisce il concetto di voler andare in pista per vincere.

La situazione è talmente particolare che in altri contesti – come in NHL, ma anche in piste europee come quelle della Alps League – se la squadra che toglie il portiere all’overtime subisce poi la rete a porta sguarnita, questa perde anche il punticino conquistato per essere arrivata in pareggio al 60esimo. In altri contesti, insomma, il Rapperswil sarebbe tornato a casa a mani vuote.

In tutto questo non si è mai tirato indietro l’Ambrì Piotta di Luca Cereda, che la partita l’ha affrontata modificando metà del suo lineup offensivo, separando i due cechi e promuovendo Marchand nel primo blocco di Spacek e Pestoni. Shore ha invece giocato con Chlapik e Zwerger. A lungo andare le scelte sono state paganti, sia per dare degli stimoli ad alcuni singoli che stavano faticando ad ingranare, sia per trovare un certo ritmo tra un cambio e l’altro sull’arco di tutti i blocchi.

In questa partita i leventinesi hanno infatti ritrovato quell’intensità dimenticata nel derby, e lo hanno fatto senza forzare i propri giocatori migliori e con nessun attaccante in pista per più di 17 minuti. Per metro di paragone, Cervenka, Schroeder e Jensen sono tutti stati mandati in pista per almeno 21 minuti. L’Ambrì ha così vissuto una partita in crescendo, riuscendo per la prima volta ad imporsi dopo essere finito sotto nel risultato, e reagendo anche a due situazioni di svantaggio.

L’inizio è stato invero così così – preventivabile viste le varie novità nel lineup, davanti ma anche in retrovia se si pensano agli 11 minuti affidati al nuovo arrivato Wüthrich, ed alla decina disputati da Zündel – ed il Rappi nella prima frazione ha meritato il vantaggio ottenuto da un bel tocco sotto porta di Moy. In quell’occasione poco ha potuto Conz, che anche stavolta si è dimostrato all’altezza ed ha fornito una buona prova, contenendo diverse iniziative ospiti in momenti delicati della serata.

L’Ambrì Piotta ha però ritrovato la sua arma migliore – l’intensità – a partire dal periodo centrale, il migliore per i leventinesi e che ha portato alle segnature di Heim e soprattutto McMillan, autore di una bella iniziativa personale valsa per lui il primo gol stagionale. Per il canadese è stato un momento importante, dopo che alcune delle ultime prestazioni erano state poco convincenti.

Ha fatto un deciso passo avanti anche Shore, che ha giocato la sua miglior partita della stagione – prestazione non trascendentale, ma sicuramente buona – nonostante la poca efficacia agli ingaggi. Da verificare quanto duratura possa invece essere la decisione di separare Spacek e Chlapik (che vengono comunque riuniti in powerplay), ma il primo ha dialogato bene con Pestoni costruendo anche il bel gol del 3-2.

I biancoblù non si sono infatti trattenuti nel terzo periodo, ed anzi si sono presentati un pista con la chiara intenzione di cercare la vittoria – ed anche qui, “chi non risica non rosica” – andando ad impegnare Nyffeler con grande regolarità. Peccato che nel finale sia arrivato il pareggio di Jensen, ma nel complesso il match si è giocato su buoni equilibri e risolvere la questione all’overtime poteva essere un risultato corretto.

Dell’epilogo abbiamo già detto, ed alla fine l’Ambrì Piotta ha ottenuto due punti pesanti e che fanno bene, soprattutto perché arrivati con una partita dalla buona intensità e con il giusto atteggiamento. Nessuna delle due squadre sabato ha avuto paura di perdere, ed arrivati appena ad inizio ottobre sarebbe grave se non fosse così.


IL PROTAGONISTA

Jesse Virtanen: Il suo è un nome che non compare nell’articolo, ma solo per questioni di spazio. Recuperiamo dunque qui, perché con l’assenza di Heed il finlandese ha giocato una prova di grande sostanza e qualità. Il gol gli è stato negato dai ferri nel primo tempo, ma nei 26 minuti passati in pista ha fatto davvero di tutto, compreso sganciarsi per aggiungersi alla manovra offensiva in maniera molto pericolosa.


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