Social Media HSHS

Ambrì Piotta

L’Ambrì non è al meglio, ma ha il merito di crederci fino all’ultimo

I leventinesi faticano a trovare ritmo e costringono Cereda a vari cambiamenti. Virtanen ci mette una pezza in extremis prima del gol decisivo di Kneubuehler

L’Ambrì non è al meglio, ma ha il merito di crederci fino all’ultimo

AMBRÌ – LANGNAU

2-1

(0-0, 0-1, 1-0; 1-0)

Reti: 32’17 Petrini (Saarijärvi) 0-1, 59’59 Virtanen (Formenton, Heed) 1-1, 62’02 Kneubuehler (Spacek, Virtanen) 2-1

Note: Gottardo Arena, 6’545 spettatori
Arbitri: Hungerbühler, Kaukokari; Steenstra, Stalder
Penalità: Ambrì 1×2, Langnau 3×2

Assenti: Diego KostnerSimone TerraneoBenjamin Conz (infortunati), Nando Eggenberger (sovrannumero), Laurent Dauphin (squalificato), Valentin Hofer (Bellinzona Rockets)

AMBRÌ – Ha litigato con sé stesso sino all’ultimo l’Ambrì Piotta, tra vari cambi di linee ed una fase offensiva che non voleva saperne di ingranare, ma alla fine i leventinesi hanno trovato il modo di battere il Langnau ottenendo in extremis – e più a ridosso della sirena di così era difficile – un successo che vale due punti preziosi ma anche qualche dubbio da risolvere.

Nonostante l’euforia finale per il pareggio di Virtanen a soli due decimi (!) dalla terza sirena – seguito dalla segnatura decisiva di Kneubuehler all’overtime – la prova dei biancoblù stavolta è stata ben lungi dall’essere brillante, ed ha nuovamente ricordato come in questa lega gli equilibri siano da costruire ed alimentare ad ogni singola partita.

L’impressione non è comunque che i leventinesi abbiano preso questa sfida sottogamba, ed anzi sin dai primi minuti si è capito che il Langnau sarebbe stato un avversario insidioso e pronto a colpire alla prima opportunità, ma le vere difficoltà l’Ambrì le ha incontrate quando è stato chiamato ad alzare il ritmo.

Il match è infatti sempre rimasto in una sorta di “limbo” da cui i biancoblù non hanno mai saputo scuotersi davvero, ed infatti i pericoli dalle parti di Charlin sono stati piuttosto sporadici, quasi mai a risultato di intense fasi di pressione. Anzi, l’unica vera sfuriata è arrivata nei minuti successivi al gol incassato, quando finalmente la squadra di Cereda ha ingranato con decisione una marcia in più.

Le tante difficoltà a livello di esecuzione – limite che ha riguardato entrambe le squadre, e che ha portato a varie fasi in cui la zona neutra è risultata oltremodo ingarbugliata con continui cambi di possesso – hanno però reso vane molte delle iniziative, e con il passare dei minuti la serata è diventata una di quelle in cui troppe cose risultano difficili.

Nonostante questo l’Ambrì Piotta è spesso stato al comando del gioco, ma lo ha fatto scontrandosi con un Langnau che si è presentato nella maniera più essenziale possibile, e che ha saputo mettere in crisi una fase offensiva leventinese che ha dovuto provare davvero di tutto prima di trarsi d’impiccio.

Cereda già nel periodo centrale ha mischiato alcune sue linee, ed ha poi operato nuovi cambiamenti nel terzo tempo unendo Formenton a Spacek e Lilja, mentre Pestoni e Zwerger hanno giostrato con De Luca.

Per una parte importante di gara il blocco più costante e capace di macinare gioco è però stato il quarto, dove si è visto anche Brüschweiler intervallato a Grassi, ma soprattutto trascinato da un Douay che per almeno due tempi è stato il migliore dei suoi.

In retrovia invece l’Ambrì ha tutto sommato concesso poco, anche se la caratura degli stranieri del Langnau ha costretto Juvonen a rimanere sempre sull’attenti. Il finlandese ha sulla coscienza il gol di Petrini che ha sbloccato il risultato e che per poco non finiva per essere decisivo, ma in sostanza questa è stata la prima rete davvero “soft” che gli abbiamo visto concedere da parecchio tempo, e per il resto dell’incontro si è sempre fatto trovare pronto.

Una volta ritrovatosi in vantaggio il Langnau – che venerdì sera era rimasto a riposo – ha difeso bene Charlin ed ha impedito ai leventinesi di prendere ritmo, tanto che nemmeno gli uomini migliori leventinesi sembravano poter svoltare la serata. La determinazione nel provarci anche su quell’ultimo ingaggio con poco più di quattro secondi a disposizione è però stata premiata, ed infine la vittoria è arrivata in maniera comunque meritata per quanto mostrato a livello di iniziative.

Qualche aspetto da sistemare rimane però indubbiamente sul fronte offensivo, con vari cambiamenti in corsa che si sono resi necessari dalla scarsa vena di alcuni elementi. Interessante sarà vedere se Formenton verrà provato sin dall’inizio con Spacek e Lilja, in un reparto offensivo che al momento vede diversi suoi attori con le polveri un po’ bagnate.

In un contesto del genere – in una serata in cui l’esecuzione non è stata sostenuta dalla stessa lucidità vista la sera precedente a Zugo- l’Ambrì Piotta ha forse atteso troppo per aumentare di una tacca il suo livello di aggressività ed agonismo, ingredienti che inizialmente solo la quarta linea ha saputo garantire.

C’è però stato il merito di insistere fino alla fine. Questo, specialmente nelle partite in cui le cose non sembrano voler funzionare, è un aspetto da non dare per scontato.


IL PROTAGONISTA

Jesse Virtanen: Il difensore finlandese ha trovato il gol del sollievo ad appena due decimi dalla terza sirena, ed ha poi abbellito con un assist in seconda il suo tabellino. In questa stagione è stato indubbiamente tra i migliori giocatori dei leventinesi, e nella serata di sabato ha giocato quasi 27 minuti con grande qualità e lucidità. Per lui nel weekend sono inoltre da conteggiare ben dieci tiri in porta, sintomo dei suoi continui stimoli in zona offensiva.


GALLERIA FOTOGRAFICA

(Clicca le frecce per scorrere le fotografie)


Click to comment

Altri articoli in Ambrì Piotta