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Lugano

Il Lugano la spunta nel caos, il Losanna è battuto in rimonta

Partita per due tempi inguardabile con il Lugano in svantaggio soprattutto per errori suoi, poi salgono in cattedra Fazzini, Klasen e Lajunen e risolvono il match

Il Lugano la spunta nel caos, il Losanna è battuto in rimonta

LUGANO – LOSANNA

6-4

(1-2, 2-2, 3-0)

Reti: 00’19 Ryser (Junland) 0-1, 6’45 Sannitz (Bertaggia, Walker) 1-1, 10’37 Furrer (Sanguinetti, Lapierre) 2-1, 12’37 Junland (Danielsson, Jeffrey) 2-2, 24’52 Danielsson (Pesonen, Jeffrey) 2-3, 33’27 Fazzini (Klasen, Ulmer) 3-3, 35’51 Danielsson (Jeffrey, Ryser) 3-4, 56’17 Fazzini (Klasen, Sanguinetti) 4-4, 58’19 Lajunen (Klasen, Fazzini) 5-4, 59’59 Lapierre (Sannitz) 6-4

Note: Resega, 5’604 spettatori. Arbitri Lemelin, Stricker; Fluri, Kovacs
Penalità: Lugano 3×2′, Losanna 7×2′

LUGANO – Alla fine sono i tre punti che contano, sempre. Però vallo a dire ai 5’600 della Resega che si aspettavano di vedere ben altro spettacolo da parte di un Lugano secondo in classifica e reduce dall’esaltante vittoria contro il Berna, un Lugano che alla Resega ha affrontato un Losanna in condizioni piuttosto disastrate dopo il licenziamento di Rathushny.

Un Lugano che è stato Lugano “quasi vero” solo negli ultimi 10 minuti di partita, quando i bianconeri erano chiamati a fare assolutamente la differenza. In fondo, come dichiarato da Julian Walker al termine dell’incontro, “le partite durano 60 minuti proprio per questo”. Assolutamente vero caro Walker, non fosse altro che a giocare col fuoco come fatto contro i biancorossi, il rischio di rimanere bruciati è sempre piuttosto elevato.

E da qui riprendiamo per portare avanti una teoria che vede il Lugano avere (forse anche inconsciamente) meno motivazioni contro gli avversari di bassa classifica, come testimoniato dalle povere prestazioni proposte contro il Kloten (due volte, con una sconfitta) e da questa partita, a questo punto la peggiore giocata dal Lugano in questo campionato.

Niente di gravissimo, ci mancherebbe altro, in fondo la situazione è più che comoda per i bianconeri, ma questa tendenza a giocare partite al limite dell’amichevole di agosto contro avversari di basso cabotaggio o in difficoltà deve assolutamente spegnersi.

Lo specchio della partita, in fondo, lo ha dato il gol di Sven Ryser dopo soli 19 secondi, imbeccato da Truttman dal proprio terzo attraverso il Grand Canyon della difesa bianconera. Un errore di piazzamento, una mancanza di concentrazione sul primo cambio a dir poco inaccettabile come approccio alla partita, e tutto quel fare approssimativo, con dischi ciccati o mandati malamente a vuoto è andato avanti moltiplicandosi.

Un primo tempo inguardabile, reso tale da ogni piazzamento difensivo sui due fronti da uscite dal terzo improponibili e da una gestione (soprattutto bianconera) della zona neutra più che opinabile, tutto questo ha fatto da cornice a un 2-2 decisamente poco spettacolare nonostante le reti, un pareggio parziale arrivato grazie anche alle indecisioni di Zurkirchen, schierato da Sarault come titolare.

Non che le cose nel periodo centrale siano migliorate di molto, ma perlomeno il Lugano ha cercato di giocare la partita, pur sempre con errori grossolani e piuttosto clamorosi, attendendo le magie a corrente alternata di un primo blocco offensivo per fortuna un po’ più ispirato del resto della squadra. Ad essere piuttosto incredibile è anche la maniera con la quale il Losanna è uscito in vantaggio da quel periodo centrale, con 2 reti su 5 tiri cui ha fatto parziale contropartita la saetta al volo di Fazzini.

Proprio il numero 17 si rivelerà l’arma in più di questo Lugano, capace di affondare i colpi solo nell’ultimo periodo, anzi, nei minuti finali, approfittando di un Losanna quasi alle corde.

Ancora l’attaccante ticinese ha colpito con un’altra botta al volo su splendido assist di Klasen (dopo aver centrato due ferri di Huet, subentrato ad un inguardabile Zurkirchen, che ha rimediato anche un acciacco fisico) e nel rush finale giocato finalmente quasi “a tutta” (si fa per dire), il cervello di Klasen è stato ancora decisivo per trovare Lajunen tutto solo al centro dello slot, con la freddezza del biondo finnico a bucare Huet con il game winning gol al 58’19.

Un Lugano disordinato, distratto, pasticcione, tutto quello che volete, ma che alla fine è riuscito a spuntarla lo stesso. Se da una parte prestazioni del genere saranno assolutamente da evitare in futuro (magari prima le si dovranno spiegare…) attraverso il bicchiere mezzo pieno si vede un Lugano capace di battere ogni difficoltà, anche quelle messe in pista da se stesso.


IL PROTAGONISTA

Luca FazziniCon il risultato a proprio favore, il Losanna si chiude a riccio su Huet, ed è impossibile passare nello slot.

Allora il numero 17 carica il fucile e si mette a sparare botte delle sue. Prima due pali a suonare come allarmi, poi due reti a rimettere in carreggiata il Lugano. Sniper pesante.


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HIGHLIGHTS

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