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Ambrì Piotta

Grassi: “Per la squadra dovrò gestire meglio il fuoco che ho dentro, cerchiamo i nostri leader”

L’attaccante parla della leadership in spogliatoio: “La scelta del capitano è importante, ma non troppo. È fondamentale che ci sia chi che si prende qualche responsabilità in più, va ricreato il gruppo di capitani”

AMBRÌ – Sta viaggiando su binari promettenti il preseason dell’Ambrì Piotta, ed anche se all’inizio del campionato mancano poco meno di tre settimane, si sta sempre più delineando l’identità della nuova squadra biancoblù.

Con tanti innesti questo è infatti un Ambrì diverso rispetto a quello del recente passato, ma che si basa però su quelle certezze che già ben conosciamo, tra cui l’attaccante Daniele Grassi.

“Questa era la nostra prima amichevole nella nuova pista, e per essere ancora estate c’era davvero tanto pubblico”, ci ha raccontato il ticinese. “Questo vuol dire che c’è tanta voglia di hockey, sono in molti ad attendere solo che il campionato inizi e questo ci dà ancora più carica”.

Quest’anno sembra esserci un’attesa particolare, la sentite anche voi?
“Sì, anche se devo dire che in tutte le stagioni che ho giocato ad Ambrì ho percepito un grande entusiasmo prima dell’inizio. Ho visto la differenza in quegli anni che ho giocato in Svizzera interna, dove l’estate passa con meno persone attorno… Avere così tanta attenzione è un po’ la particolarità di Ambrì, e questo fa bene soprattutto ai giocatori nuovi, che capiscono che tipo di ambiente e persone ci sono attorno alla squadra”.

Quattro vittorie in altrettante amichevoli, vincere fa sempre bene…
“Sicuramente, anche se solitamente le prime tre settimane contano poco, abbiamo fatto tanti allenamenti mettendo nelle gambe parecchio lavoro a livello fisico. Chiaramente fa piacere essere riusciti a vincere queste prime amichevoli, ma l’importante è aver lavorato nel modo giusto in tutto questo periodo”.

Tecnicamente vediamo già un Ambrì diverso, ma questa è una tendenza che riguarderà tutte le squadre. Si prospetta una stagione di alto livello…
“Il livello tecnico di tutte le squadre sicuramente salirà, giorno dopo giorno abbiamo visto i grandi nomi che sono arrivati nel nostro campionato. In generale la differenza tra le squadre non penso cambierà molto perché tutti si sono rinforzati, dunque vedremo chi sarà stato più bravo a sfruttare le due carte straniere aggiuntive. Dal canto nostro non ci focalizziamo su questo, sappiamo come dobbiamo lavorare in rapporto alla nostra realtà, quindi restiamo concentrati su noi stessi”.

Lo scorso anno avevi disputato una buona stagione, ora come guardi a quella imminente?
“Ci sono alcune cose che posso e voglio migliorare, nonostante quello passato sia stato un buon campionato per me. Posso fare meglio quando ho il disco, e soprattutto devo gestirmi meglio a livello di penalità… Il fuoco che ho dentro spesso lo scorso anno è stato quasi troppo. Credo che questa mia caratteristica sia sempre una cosa positiva, ma devo cercare di tenerlo più sotto controllo perché tante volte le penalità rompono il ritmo e penalizzano la squadra. Questo è uno dei grandi focus su cui mi sto concentrando”.

Dopo una stagione al centro tornerai all’ala, è il ruolo che preferisci?
“Devo dire che mi sono divertito molto anche al centro. Sicuramente gli ingaggi erano qualcosa che non sono andati benissimo, soprattutto all’inizio, ma sono contento di aver fatto questa esperienza ed oggi so di poter ricoprire entrambi i ruoli. Se c’è necessità posso anche cambiare posizione in corso d’opera e quindi è un’opzione in più per il futuro che posso dare alla squadra”.

L’Ambrì sceglierà presto il nuovo capitano, ti piacerebbe avere questo ruolo?
“Sicuramente sarebbe un onore, però credo che la scelta del capitano sia sì importante, ma non così tanto. Nello spogliatoio bisogna ricreare un gruppo di capitani visto che i nostri ultimi due hanno preso strade diverse, quindi è importante ritrovare un gruppo di leader che tiene alla squadra e che sa parlare chiaro… Tra di loro, al gruppo ed anche allo staff, e sa far funzionare tutto quando ci sono quei momenti un po’ più complicati. Questo è l’aspetto a cui tengo di più, poi piano piano in questo periodo si creerà questa dinamica, considerando che sono arrivati anche tanti giocatori nuovi ed importanti. Ma come detto, più che la scelta del capitano, credo sia importante ci sia un gruppo all’interno della squadra che si prenda qualche responsabilità in più”.

Tra i nuovi arrivati spiccano anche Hofer e Marchand, giocatori con tanta energia e che possono essere ispirati dal tuo gioco. Come li hai visti sinora?
“Direi molto bene. Sono due ragazzi bravissimi in spogliatoio, giovani ma già con una testa molto matura. Sanno come devono lavorare e comportarsi, e questo si riflette sul ghiaccio… In queste prime amichevoli hanno mostrato che possono giocare e fare molto bene al nostro livello. Questo per il nostro club fa molto bene, è importante avere qualcuno che porta un po’ di sangue nuovo, energia ed una certa spensieratezza”.

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