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Interviste

Gianinazzi: “Volevamo finire l’anno diversamente, ma abbiamo smesso di giocare”

Il coach dopo la sconfitta di Kloten: “La costanza bisogna guadagnarsela in allenamento, facendo le piccole cose in maniera giusta quotidianamente. Il primo tempo non è stato sufficiente, generale ci sono stati tanti alti e bassi”

KLOTEN – “Sicuramente un peccato, auspicavamo di finire l’anno con un altro tipo di prestazione, specialmente per tutti i tifosi e per tutti coloro legati all’ambiente bianconero, avrebbero meritato qualcosa in più da noi, purtroppo non è andata così”. Così si è espresso coach Luca Gianinazzi al termine dell’ultimo amaro impegno del 2022, che ha visto il Lugano battuto a Kloten con il chiaro risultato di 6-3.

Luca Gianinazzi, la luce si è spenta di botto…
“Il primo tempo non è stato sufficiente. Il problema? Quando ci sono delle situazioni che non vanno a tuo favore, subentra magari della frustrazione, qualcosa che a livello mentale ti disturba. Abbiamo spento la lampada, abbiamo smesso di giocare, questo non deve succedere”.

Come mai hai tolto Schlegel dopo la bella prestazione di giovedì privandoti oltretutto di un attaccante straniero?
“La scelta di schierare Koskinen è stata dettata più che altro da una questione di energia dato che si giocavano due partite a distanza di 24 ore. A posteriori non è stata probabilmente la scelta corretta”.

A complicare le cose è arrivata la penalità di partita di Carr dopo pochi minuti, una reazione che è sembrata eccessiva e che poteva e doveva evitare, ti sei arrabbiato con lui?
“In realtà c’è stato un intervento su Arcobello, lui ha cercato di fargli giustizia. Si può discutere a lungo sul fatto che sia giusto oppure no, ma oltreoceano hanno questo spirito di difesa nei confronti dei propri compagni. C’è stato un attacco al nostro capitano, Carr ha risposto, ha lanciato un segnale di battaglia, non ho dunque vissuto male il suo gesto”.

Manca ancora decisamente la costanza nel complesso, molto bene contro lo Zugo, molto male a Kloten…
“La costanza bisogna guadagnarsela in allenamento, facendo le piccole cose in maniera giusta quotidianamente”.

Ti aspetti un rinforzo straniero in difesa, lo chiederai a Domenichelli?
“Non devo fare nessuna richiesta particolare, abbiamo una squadra che può essere competitiva, ho sette stranieri, ne posso schierare solo sei”.

Il tuo bilancio fin qui dopo 22 partite parla di 10 vittorie e 12 sconfitte, come valuti il percorso?
“Abbiamo avuto alti e bassi, delle fasi dove abbiamo giocato bene ottenendo risultati, ultimamente delle fasi dove abbiamo giocato anche bene ottenendo poco e una fase iniziale molto difficile nel mese di ottobre”.

Il tuo primo Natale da allenatore del Lugano, sarà diverso?
“Non cambia nulla da questo punto di vista, per la mia famiglia sono sempre Luca. Sarà speciale perché è forse il primo con il figlio, era sì già nato prima dello scorso Natale, ma era davvero così piccolo e non era la stessa cosa”.

Durante le festività ci saranno i Mondiali U20 e la Coppa Spengler, seguirai questi eventi o ti concentrerai solo sul Lugano?
“Sicuramente li seguirò, in fondo fa parte del lavoro. Si possono osservare le altre squadre, vedere i sistemi di gioco e imparare qualcosa. Più in generale l’hockey non è solo il mio lavoro, è la mia passione, la cosa che mi piace di più. Qualcuno a casa sarà forse meno contento, ma il periodo natalizio è l’ideale per guardare le varie partite. Seguirò con interesse i Mondiali, vi parteciperanno due ragazzi di Lugano che ho allenato, ovvero Zanetti e Canonica, e anche alla Spengler ci saranno alcuni nostri elementi della rosa da osservare”.

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