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Lugano

Disciplina, concretezza e spettacolo, il Lugano affonda il Ginevra

LUGANO – GINEVRA

7-2

(2-2, 3-0, 2-0)

Reti: 00’48 Ulmer (Klasen, Chiesa) 1-0, 01’01 Riat (Rod, Lombardi) 1-1, 22’02 Douay (Pedretti) 1-2, 12’11 Bertaggia (Kienzle) 2-2, 21’18 Stapleton (Bertaggia) 3-2, 23’34 Pettersson (Chiesa, Klasen) 4-2, 35’08 Hofmann (Ulmer, Merzlikins) 5-2, 47’28 Stapleton (Pettersson, Ulmer) 6-2, 57’45 Bertaggia (Brunner, Hirschi) 7-2

Note: Resega, 5’335 spettatori. Arbitri Brueggemann, Wiegand; Kaderli, Progin
Penalità: Lugano 5×2′, Ginevra 5×2′

LUGANO – La sfida tra Lugano e Ginevra ha ormai assunto i connotati di una classica dell’hockey svizzero, a maggior ragione dopo le due sfide consecutive ai playoff nelle ultime stagioni. Prima del match in programma alla Resega i bianconeri erano staccati di soli 2 punti in classifica dai granata, quasi incredibile pensando a dove si trovava la squadra oggi affidata a Shedden solo un mese e mezzo fa.

E dopo il match contro le aquile, i bianconeri si sono trovati sopra in classifica, seppure con più match giocati, ma quello che ha fatto questa squadra in 50 giorni ha dell’eccezionale. D’altra parte se vogliamo sempre far parlare i numeri, ci dicono che da quando il coach canadese è giunto alla Resega, i bianconeri hanno vinto 11 partite su 14, tenendo il miglior ruolino di marcia della LNA nell’ultimo turno, ma ci dicono anche che questa squadra ha ritrovato le reti anche di altri giocatori, oltre che del solito Brunner, ad immagine di un Bertaggia a segno da quattro partite consecutive e dal riunito blocco svedese che lavora, diverte e si diverte.

E anche andando più indietro nei blocchi non si può non vedere la progressione di gente come Walker, Sannitz o dell’Ulmer ultima versione, tutti giocatori che hanno ritrovato gioia e la propria dimensione in uno scacchiere che è sempre più unito.

Tutto questo è stato riassunto tutto in una volta nella partita vinta nettamente contro il Ginevra-Servette, quasi sicuramente la miglior prova d’insieme del Lugano di questa stagione e forse anche di più.

Le due reti ginevrine cadute nel primo tempo per un paio di errori individuali e di piazzamento hanno però messo ancora più in risalto l’altra grande qualità di questa squadra, ossia l’orgoglio, o il carattere, chiamatelo come volete. Il Lugano ha risposto colpo su colpo, dopo le reti ospiti ha continuato imperterrito a macinare gioco, forechecking, lotte aggressive e fisiche e di conseguenza ne è uscita la squadra migliore come per natura.

La velocità messa da ogni blocco, con ogni giocatore consapevole sul da farsi, la convinzione nell’andare verso la porta ha prodotto così altre 6 reti, dopo l’iniziale di Ulmer – ci ha preso gusto con i tiri nel traffico – e contro l’avversario per antonomasia del Lugano degli ultimi anni, la vera bestia nera, è stato un salto a livello psicologico non indifferente.

Arginati anche difensivamente con un ottimo lavoro fisico davanti a Merzlikins, Lombardi e compagni sono stati battuti anche sul piano dell’aggressività, e quando hanno tentato di metterla sul giochetto sporco, Walker e un paio di altri bodyguard rispondenti ai nomi di Chiesa e Sannitz hanno tenuto a freno le provocazioni ospiti.

Questo Lugano viaggia sempre più all’unisono, con nuovi primattori che si aggiungono a quelli già presenti, senza comunque intaccare il lavoro di squadra, ma aggiungendo semplicemente del potenziale a questa squadra, in grado di colpire e difendere a quattro blocchi e di giocare finalmente con la stessa attitudine per 60’ oltre che di produrre anche hockey spettacolare.

Guardando indietro a 50 giorni fa sembra di vedere a un passato lontanissimo, perché ora è d’obbligo puntare verso l’alto, pur facendo attenzione a non staccare troppo i piedi da terra.

fattore2

LA SQUADRA: Semplicemente è così. Questo Lugano è funzionato in tutto, nessuno è emerso in maniera particolare per avere deciso il match, ma semplicemente Shedden è riuscito a trarre dai suoi uomini la miglior prestazione stagionale, che hanno lottato come un gruppo solido, disciplinato, concreto e di certo munito di attributi.

Con questo spirito, con questa passione, il potenziale del Lugano sta venendo a galla, e allora, forse, potrà cominciare a sognare qualcosa di più.


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