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I nuovi volti della NL 2026/27: il canadese Jeff Skinner

A Bienne arriva un attaccante da 379 gol e oltre 1’100 partite in NHL. Il talento è indiscutibile ed il potenziale enorme, ma l’ultima stagione impone prudenza

(The Hockey Writers)

I nuovi volti della NL 2026/27: il canadese Jeff Skinner

JEFF SKINNER


Età: 34
Posizione: LW
Altezza: 180 cm
Peso: 91 kg
Shoots: left

Provenienza: San Jose Sharks (NHL)
Draft: 2010, round 1, 7ma scelta, Carolina Hurricanes
Contratto: un anno
Nazionalità: 🇨🇦

Il curriculum più prestigioso della NL

Il Bienne dal mercato è riuscito a ingaggiare un nome capace di cambiare il proprio reparto offensivo. Con l’arrivo di Jeff Skinner, il club seeläander porterà infatti in National League un attaccante che ha disputato 1’110 partite in NHL, segnando 379 gol e ottenendo complessivamente 712 punti.

Sono cifre che lo collocano in una categoria unica. Skinner non è semplicemente un giocatore dal passato nel miglior campionato al mondo, ma è stato per anni uno dei realizzatori più riconoscibili della NHL, con sei stagioni da almeno 30 reti, una da 40 e un’annata da 82 punti. Nel suo palmarès figura inoltre il Calder Trophy vinto nel 2011 quale miglior rookie della lega.

Il suo arrivo in Svizzera avviene però in un momento delicato della carriera. Skinner ha ormai 34 anni e nelle ultime due stagioni ha progressivamente perso spazio, sino alla risoluzione anticipata del contratto con i San Jose Sharks nello scorso mese di febbraio. Non gioca una partita ufficiale dall’11 gennaio e, dopo essere diventato free agent, non ha più trovato una sistemazione in NHL.

Il Bienne ha insomma preso un attaccante dal talento superiore e con un passato eccezionale, chiamato ora a dimostrare quanta parte del suo istinto offensivo possa ancora fare la differenza.

Il segreto è nel pattinaggio artistico

Skinner è stato innanzitutto un grande marcatore a cinque contro cinque. Pur avendo naturalmente prodotto anche in powerplay, buona parte delle sue reti in carriera è arrivata a parità numerica grazie alla capacità di liberarsi dalla marcatura, trovare spazi apparentemente inesistenti e concludere prima che il portiere riesca a prepararsi.

Il suo vero tratto distintivo è però nel pattinaggio. Skinner utilizza cambi di direzione che sicuramente avranno pochi eguali in Svizzera. Paul Maurice, che lo allenò a Carolina, spiegò di non aver mai visto un altro giocatore con lo stesso stile di pattinaggio, soprattutto per l’utilizzo del piede arretrato come una sorta di timone.

L’origine della sua pattinata è una delle curiosità più interessanti della carriera. Skinner mise i pattini per la prima volta a due anni e, durante l’infanzia, praticò contemporaneamente hockey e pattinaggio artistico. Per un certo periodo si allenò cinque volte alla settimana e nel 2004 conquistò anche una medaglia di bronzo nella categoria giovanile ai campionati nazionali canadesi.

Solamente attorno ai 13 anni decise di concentrarsi definitivamente sull’hockey, ma quel percorso gli lasciò in eredità un equilibrio e un controllo degli spigoli fuori dal comune. Il padre Andy ha raccontato come Jeff possedesse già da bambino un baricentro basso e riflessi particolarmente adatti alle rotazioni, caratteristiche poi trasferite nel suo modo di attaccare.

La famiglia Skinner ha sempre avuto un legame molto stretto con lo sport. Jeff è cresciuto con cinque fratelli e sorelle, tutti coinvolti a vari livelli nell’hockey. Il fratello Ben giocò anche per i Kitchener Rangers, mentre la sorella Andrea fu capitano della squadra femminile della Cornell University e in seguito divenne la prima donna ad assumere ad interim la presidenza del consiglio di Hockey Canada.

Skinner ha inoltre costruito nel tempo la reputazione di una persona positiva e ironica. A Buffalo divenne particolarmente apprezzato per il suo atteggiamento nello spogliatoio e per la serie di interviste informali “Between 2 Stalls”. Non è mai stato descritto come un leader da grandi discorsi, ma come un compagno capace di relazionarsi con veterani e giovani, alleggerire i momenti difficili e mantenere un approccio costruttivo anche quando le cose non funzionano.

Cinquanta gol prima del Draft

Prima di raggiungere la NHL, Skinner aveva già dimostrato un istinto realizzativo speciale. Nella stagione 2009/10 segnò 50 gol e 90 punti in 64 partite con i Kitchener Rangers in OHL. Nei playoff aggiunse addirittura 20 reti e 33 punti in 20 incontri.

In quella regular season segnò due gol in più di Tyler Seguin e dieci più di Taylor Hall, i due giocatori che sarebbero poi stati selezionati ai primi due posti del Draft 2010. Nonostante quei numeri, NHL Central Scouting lo collocò solamente al 34esimo posto tra i giocatori nordamericani. Esistevano dubbi sulla sua struttura, sulla velocità pura e sulla possibilità di tradurre il suo particolare stile di gioco al livello superiore.

I Carolina Hurricanes interpretarono però diversamente il suo potenziale e lo scelsero già con la settima chiamata assoluta. Skinner ripagò immediatamente quella fiducia, conquistando un posto in NHL a soli 18 anni senza più tornare nelle leghe giovanili.

La sua prima stagione fu sensazionale. Disputò tutte le 82 partite, segnò 31 gol e ottenne 63 punti, diventando il primo giocatore dei Hurricanes a vincere il Calder Trophy. A 18 anni e 259 giorni partecipò inoltre all’All-Star Game, stabilendo un primato di precocità che appartiene ancora a lui.

Il grande contratto e la rinascita a Buffalo

Nell’estate 2018 Skinner venne ceduto ai Buffalo Sabres, dove ebbe immediatamente la migliore stagione realizzativa della carriera. Inserito accanto a Jack Eichel, raggiunse per la prima e unica volta quota 40 gol, guadagnandosi un contratto di otto anni e 72 milioni di dollari complessivi.

Nelle due stagioni successive la sua produzione crollò, anche a causa di un utilizzo sempre meno favorevole sotto la guida di Ralph Krueger. Skinner segnò 14 gol nel 2019/20 e appena sette nel campionato seguente, venendo impiegato anche in quarta linea e lasciato più volte in tribuna.

Il cambio di allenatore gli permise di rilanciarsi. Con Don Granato tornò a giocare un hockey più adatto alle sue caratteristiche e nel 2021/22 mise assieme 33 gol e 63 punti. L’anno seguente, inserito in una linea offensiva e creativa con Tage Thompson e Alex Tuch, stabilì il suo primato personale con 35 reti e 82 punti in 79 partite.

Nel 2023/24 ottenne ancora 24 gol e 46 punti, ma il suo contratto era ormai diventato troppo pesante per i programmi dei Sabres. Buffalo decise così di procedere al buyout delle ultime tre stagioni dell’accordo.

L’attesa infinita per i playoff

La carriera di Skinner è stata accompagnata da un primato decisamente meno desiderato. Per quattordici stagioni non riuscì mai a qualificarsi ai playoff, trascorrendo gli anni migliori con due organizzazioni – Carolina e Buffalo – che rimasero sempre escluse durante la sua permanenza.

Nell’estate 2024 firmò con gli Edmonton Oilers, reduci dalla finale per la Stanley Cup, proprio con l’obiettivo di interrompere quell’attesa. La regular season fu però complicata. Skinner era stato immaginato inizialmente nella top six, ma perse presto spazio e chiuse con 16 gol e 29 punti in 72 partite.

Il 21 aprile 2025 poté finalmente disputare la sua prima partita di playoff dopo 1’078 incontri di regular season, la più lunga attesa nella storia della NHL. Skinner fornì subito un assist, ma dalla partita successiva venne escluso dal lineup e dovette aspettare la finale della Western Conference per tornare in pista. Alla sua seconda presenza segnò contro Dallas il primo gol della carriera nei playoff.

Gli Oilers raggiunsero la finale contro i Florida Panthers e Skinner poté così passare, nel giro di poche settimane, dal non aver mai giocato nella post season a disputare una partita per la Stanley Cup. La sua partecipazione rimase comunque marginale, complessivamente nei playoff scese in pista cinque volte, ottenendo un gol e un assist.

Una stagione interrotta a San Jose

Nell’estate 2025 Skinner cercò un’altra opportunità firmando un contratto annuale da tre milioni di dollari con i San Jose Sharks. L’intenzione era quella di inserirlo in un gruppo giovane e sfruttarne l’esperienza accanto ai tanti talenti emergenti della squadra.

La stagione non prese però la direzione sperata. Un infortunio alla parte bassa del corpo lo costrinse a fermarsi a novembre e, dopo il rientro, Skinner alternò alcune buone prestazioni a diverse esclusioni. In un organico ricco di ali e orientato allo sviluppo dei giovani, il suo spazio diventò sempre più limitato.

Skinner e gli Sharks arrivarono infine a una risoluzione consensuale del contratto. L’attaccante rinunciò alla parte restante del salario per diventare immediatamente free agent e cercare una nuova squadra. Nessuna organizzazione decise però di ingaggiarlo e la sua stagione si concluse con sei gol e 13 punti in 32 partite.

Una scommessa dal potenziale enorme

La grande domanda riguarda inevitabilmente le condizioni in cui arriverà a Bienne. Skinner non disputa una partita ufficiale da diversi mesi e nelle ultime due stagioni non è più riuscito a imporsi stabilmente nella top six di una squadra NHL. Anche il suo gioco senza puck e la continuità difensiva hanno spesso sollevato interrogativi, soprattutto quando la produzione offensiva non è stata sufficiente a compensarli.

Il passaggio in Svizzera gli offrirà però un ruolo completamente diverso. A Bienne potrà avere molti più minuti, responsabilità in powerplay e compagni incaricati di cercarlo regolarmente nelle zone offensive. Non bisogna aspettarsi un attaccante fisico o dominante in ogni fase della partita. Skinner dovrà essere messo nelle condizioni di fare ciò che ha sempre saputo fare meglio, ovvero muoversi lontano dal puck, sfruttare il suo pattinaggio e trasformare rapidamente uno spazio in un’occasione da gol.

A 34 anni non è più il fenomeno capace di segnare 40 gol in NHL, ma nemmeno un giocatore lontano da tempo da livelli importanti. Solamente nel 2022/23 aveva ottenuto 82 punti e nella stagione successiva aveva ancora raggiunto quota 24 reti. Il declino delle ultime due annate è evidente, ma il cambio di campionato e la ritrovata centralità possono permettergli di riaccendere qualità che non sono improvvisamente scomparse.

Il Bienne si è dunque assicurato uno dei giocatori più intriganti in vista della prossima stagione. Skinner rappresenta contemporaneamente prestigio, talento e incognita. Se riuscirà a ritrovare ritmo e massima motivazione, il suo istinto realizzativo potrà renderlo una delle stelle della National League. La chiave sarà l’atteggiamento con cui arriverà in Svizzera, ma non sarebbe una sorpresa vederlo tra i grandi protagonisti del nostro campionato.

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