
L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.
Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.
LANGNAU

La rosa 2026/27
PORTIERI
Luca Boltshauser, Robin Meyer, Martin Neckar
DIFENSORI
Phil Baltisberger, Simon Bär, Samuel Erni, Bastian Guggenheim, Santtu Kinnunen (🇫🇮), Nik Lehmann, Tim Mathys, Gian Meier, Noah Meier, Arno Nussbaumer, Juuso Riikola (🇫🇮)
ATTACCANTI
Mike Aeschlimann, Dario Allenspach, Jérôme Bachofner, Hannes Björninen (🇫🇮), Jonathan Dahlén (🇸🇪), Nando Eggenberger, Oskars Lapinskis, Saku Mäenalanen (🇫🇮), André Petersson (🇸🇪), Patrick Petrini, Emil Pettersson (🇸🇪), Niclas Rentsch, Joel Salzgeber, Flavio Schmutz, Julian Schmutz, Matteo Wagner

(PostFinance/KEYSTONE/Marcel Bieri)
Da ormai diversi anni il Langnau rappresenta una delle realtà più stabili della National League. Non è una squadra che vedremo lottare per il titolo, anche se le ambizioni per raggiungere i playoff in qualche maniera resistono sempre, ma anche nella loro realtà di outsider o candidato a lottare per i primi dieci posti, i Tigers continuano a muoversi con coraggio e lungimiranza.
I buoni risultati non hanno montato la testa a nessuno e le stagioni storte non hanno mai fatto scattare gli allarmi di panico, semplicemente di campionato in campionato nell’Emmental si lavora per mantenere un’identità ben chiara sul piano sportivo e una società sana, nonostante non sia tra le più ricche del lotto e al termine dell’ultima annata il club sia andato in perdita per la prima volta da cinque anni.
Alla luce dei numeri sportivi invece potrebbe saltare all’occhio che sul piano della classifica negli ultimi anni il miglior risultato è stato un ottavo posto con qualificazione ai quarti di finale, ma la dimensione della squadra di Thierry Paterlini è e deve rimanere questa, senza passi più lunghi della gamba ma con la capacità di far rendere al massimo una squadra fatta di giovani rampanti, svizzeri di seconda-terza fascia con ruoli cuciti su misura e spesso un pacchetto di stranieri – soprattutto offensivi – da fare invidia a molte squadre anche più quotate.
La scorsa stagione sul piano sportivo è risultata piuttosto amara, con il treno dei play-in perso praticamente all’ultima giornata a favore del Bienne, ma il fatto che i giallorossi siano rimasti attaccati al decimo posto – con periodi passati anche più su – conferma che la squadra ogni anno si conferma come un avversario ostico e difficile per tutti, raramente battuto con più reti di scarto e che ha fatto della sua pista un fortino sempre temuto.
ARRIVI
Arno Nussbaumer (D, Ajoie)
Gian Meier (D, Frölunda)
Jonathan Dahlén (F, Timra)
Nando Eggenberger (F, Zugo)
Emil Pettersson (F, Timra)
PARTENZE
Dario Rohrbach (F, Berna)
Harri Pesonen (F, JYP)
Jannik Canova (F, Coira)
Claude-Curdin Paschoud (D, ???)
Timo Jenni (F, Coira)
Joshua Fahrni (F, ZSC Lions)
Sean Malone (F, Augsburger Panther)
STRANIERI
Juuso Riikola (D, 🇫🇮)
Santtu Kinnunen (D, 🇫🇮)
Hannes Björninen (F, 🇫🇮)
Jonathan Dahlén (F, 🇸🇪)
Saku Mäenalanen (F, 🇫🇮)
André Petersson (F, 🇸🇪)
Emil Pettersson (F, 🇸🇪)

(PostFinance/KEYSTONE/Urs Flueeler)
Il direttore sportivo Pascal Müller si è trovato comunque di fronte a uno scalino da salire, il risultato ha lasciato delusione soprattutto per la “tempistica”, e l’impressione è che mancasse veramente poco per giocarsi le sfide ad eliminazione. Se da un lato lo svedese André Petersson si è rivelato la grande sorpresa del campionato con 24 reti, dall’altra è risultato evidente come l’ultimo anno di quella che ormai è tra le leggende dei Tigers, ossia Harri Pesonen, sia stato molto difficile e con la sua partenza si chiude un era dalle parti della Ilfis.
E non va dimenticato che giusto un anno fa ha dovuto fare i conti con la partenza inaspettata di Aleksi Saarela, convocato per il servizio militare e costretto a firmare poi un contratto in patria con il TPS, essendo impossibilitato a tornare in Svizzera.
Confermatissimi Saku Mäenalanen e Hannes Björninen (uno dei giocatori più sottovalutati dell’intero campionato), Müller ha piazzato sul mercato estivo due veri colpacci, portando nell’Emmental la coppia formata da Jonathan Dahlén ed Emil Pettersson, con il primo capace di piazzare 30 reti in SHL – molte su assist proprio di Pettersson – e candidato ad essere una delle attrazioni del campionato. Reduci da una stagione in linea assieme nel Timra i due sono stati in grado di collezionare ben 101 punti in una squadra che è rimasta fuori dai playoff.

Sistemato alla grande il vuoto lasciato da Pesonen (e in parte dal deludente Cal O’Reilly e Sean Malone) resta però un problema con gli attaccanti svizzeri alla luce della partenza per Berna di Dario Rohrbach e per il Nord America del giovane talento Jiri Felcman, già autore di diversi passi avanti la scorsa stagione.
Non potranno essere Nando Eggenberger o qualche giovane di buone speranze a rattoppare il buco lasciato soprattutto dall’ex Ambrì Piotta, date le sue capacità di rendersi decisivo sia in cinque contro cinque che in power play. Intendiamoci, Rohrbach non rappresenta un top player – nonostante la crescita sotto Paterlini fino ad arrivare in Nazionale sia evidente – ma per una squadra come quella dei Tigers è praticamente impossibile da sostituire, essendo pure lui arrivato nell’Emmental con una carriera da rilanciare. Il peso dell’attacco sarà quindi al 90% sulle spalle degli stranieri, ma se i nuovi arrivi e chi ha stupito un anno fa sapranno mantenere le promesse, queste perdite potranno essere compensate.
Il reparto difensivo ha visto pochissimi cambiamenti, e saranno i giovani Simon Bär, Nik Lehmann, Tim Mathys e Gian Meier a garantire ricambio e rotazione per rimpolpare una difesa che ha già iniziato il suo ricambio da qualche anno senza troppi scossoni. Attorno al rendimento di Juuso Riikola e Santtu Kinnunen (28 punti a testa entrambi e capacità di assorbire tanti minuti di gioco) ci sono comunque le garanzie di buoni ed esperti difensori svizzeri come Phil Baltisberger e Samuel Erni e Bastian Guggenheim, ai quali si è aggiunto Arno Nussbaumer, affidabile 23enne in cerca di una nuova esperienza dopo la permanenza all’Ajoie e un passato tra Zugo e la Nazionale U20.
Interessante anche il ricambio che con regolarità sta avvenendo tra i pali dei Tigers. Luca Boltshauser è reduce da una delle migliori stagioni della sua carriera, Robin Meyer a 25 anni sta spingendo forte e si candida a un ruolo ancora più importante, ma la concorrenza verrà rimpolpata ancora di più dal talento franco-ceco Martin Neckar, eccellente nel Coira la scorsa stagione e brillante nelle poche uscite con i Tigers, capace pure di esordire ai Giochi Olimpici a Milano con la maglia della Francia.

Sulla carta Thierry Paterlini si ritrova con una squadra che sulla carta sembra vicina al livello della passata stagione, con un paio di partenze importanti apparentemente bilanciate soprattutto dal pacchetto stranieri, ma tanto lavoro di pianificazione sarà sulle spalle di Pascal Müller con addirittura 18 giocatori in scadenza di contratto a fine stagione.
Il reparto di attacco, persi Rohrbach e Felcman può dare spettacolo con gli stranieri, ma a livello di svizzeri è chiaramente indebolito, mentre la difesa ha mantenuto l’ossatura con un paio di innesti mirati e tanti giovani in rampa di lancio, il tutto davanti a una porta che tutto sommato sembra protetta discretamente e con tanta concorrenza.
L’obiettivo dei Tigers rimane quello della qualificazione ai play-in sulla scia di quei soli tre punti mancanti la scorsa stagione, ma quello di entrare nelle prime dieci appare un traguardo più arduo di stagione in stagione, e anche per i bernesi la strada sarà sicuramente in salita.
MIGLIOR INNESTO

Jonathan Dahlén: Il colpo sulla carta è di quelli grossi, lo svedese è reduce da una stagione da 30 reti in SHL e promette spettacolo e punti pesanti. Il vuoto lasciato da una leggenda come Harri Pesonen sembrerebbe essere stato colmato nella miglior maniera possibile.
ADDIO DOLOROSO

Harri Pesonen: Il finlandese ha passato sette stagioni nell’Emmental, quattro da capitano, accumulando ben 266 punti e diventando una vera e propria “Kultfigur”. Il suo addio non è solo quello di un giocatore che ha trascinato a suon di punti la sua squadra, ma anche quello della personalità più rappresentativa dell’era di Thierry Paterlini sulla panchina del Langnau.
FATTORE X

Compensazione partenze/arrivi: I colpi sul mercato straniero sono di quelli pesanti, Dahlén e Pettersson sono ingaggi di grandissimo valore che fanno invidia a squadre più quotate. Entrambi dovranno pareggiare le partenze importanti per tenere il Langnau attaccato al treno delle prime dieci.
La classifica di HSHS
1.
ZSC LIONS
2.
GINEVRA
3.
LOSANNA
4.
DAVOS
5. _________
6. _________
7. _________
8.
ZUGO
9.
RAPPERSWIL
10. _________
11.
LANGNAU
12. __________
13. __________
14.
AJOIE

