
L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.
Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.
LOSANNA

La rosa 2026/27
PORTIERI
Ewan Huet, Kevin Pasche
DIFENSORI
Inaki Baragano, Erik Brännström (🇸🇪), Cédric Fiedler, Michael Fora, Gaël Haas, Fabian Heldner, Romain Loeffel, Aurélien Marti, Colin Miller (🇨🇦), Sami Niku (🇫🇮), Basile Sansonnens, Nathan Vouardoux
ATTACCANTI
Benjamin Bougro, Drake Caggiula (🇨🇦), Austin Czarnik (🇺🇸), Jason Fuchs, Ray Fust, Makai Holdener, Ahti Oksanen (🇫🇮), Damien Riat, Stefan Rüegsegger, Axel Simic, Antti Suomela (🇫🇮), Tom Vidal, Yannick Zehnder

(PostFinance/KEYSTONE/Michael Buholzer)
Un anno fa il Losanna si presentava ai nastri di partenza con l’ambizione dichiarata di trasformare due finali consecutive in quel primo titolo nazionale che il club continua a inseguire. Dopo avere perso entrambe le serie decisive contro gli ZSC Lions, i vodesi avevano ritoccato profondamente la rosa e sembravano disporre di tutto il necessario per un nuovo assalto. La domanda principale riguardava però la capacità di trovare nei playoff quella solidità che era mancata nei momenti più importanti.
La risposta non è stata quella sperata. Il Losanna non è tornato in finale e non è nemmeno riuscito ad avvicinarsi al rendimento della regular season precedente, chiusa al primo posto con 97 punti. La squadra di Geoff Ward ha terminato il campionato in sesta posizione a quota 85, perdendo continuità, autorità e quella sensazione di controllo che per due stagioni l’aveva resa una presenza dominante nella lega.
Dai numeri non si legge un vero crollo, ma sicuramente un passo indietro per una squadra che in generale ha faticato a trasformare la propria qualità in stabilità di risultati. Il contesto è stato complicato da diversi problemi fisici. Antti Suomela, centro fondamentale per la struttura offensiva e per il powerplay, ha disputato appena 14 incontri di regular season. In quel breve spazio ha comunque prodotto 14 punti, ricordando quanto possa spostare gli equilibri quando è sano. Anche Dominik Kahun, Drake Caggiula, Fabian Heldner, Ken Jäger e Michael Hügli hanno perso varie partite, impedendo a Ward di lavorare con continuità sulle proprie combinazioni.
Il mercato degli stranieri ha comunque fornito diverse risposte positive. Erik Brännström ha avuto un impatto straordinario, chiudendo con 19 reti, 43 punti e un bilancio di +20 in 51 presenze, risultando uno dei migliori giocatori della lega. Il suo pattinaggio, la qualità in uscita di zona e la capacità di trasformare ogni spazio in un’occasione hanno dato ai vodesi una dimensione offensiva rara per la National League.
Anche Austin Czarnik ha confermato pienamente le attese con 46 punti, mentre Ahti Oksanen ne ha raccolti 41 e Caggiula 30. Sami Niku, autore di 24 punti, ha garantito creatività dalla linea blu pur vivendo inevitabilmente all’ombra di Brännström. Kahun è invece rimasto a quota 13 in 29 incontri, pagando un’altra stagione spezzata dagli infortuni.
La principale spinta offensiva svizzera è invece arrivata da Théo Rochette. A 24 anni il centro ha compiuto il salto definitivo, realizzando 22 reti e 43 punti, prima di guadagnarsi anche la convocazione ai Mondiali. Damien Riat ha aggiunto 35 punti, mentre Jason Fuchs ne ha ottenuti 26. Dietro di loro, però, la produzione è diminuita rapidamente. Nessun altro attaccante svizzero ha superato quota 13, e l’assenza prolungata di Suomela ha reso ancora più evidente la dipendenza dai giocatori di punta.

Tra i pali la coppia formata da Connor Hughes e Kevin Pasche ha distribuito il carico esattamente come previsto. Il primo ha chiuso con il 91.1% di parate e una media di 2.35 reti incassate, il secondo con il 90.9% e 2.59. Numeri insomma solidi, senza però che uno dei due riuscisse a cambiare radicalmente il corso della stagione. L’arrivo di Hughes aveva risolto il problema della profondità, ma non ha trasformato il reparto nel vantaggio competitivo che il Losanna sperava di trovare.
La squadra è così arrivata ai playoff senza avere sciolto i propri dubbi. Nei quarti contro il Ginevra ha alternato partite dominanti ad altre nelle quali ha perso ordine e lucidità, riuscendo comunque a portarsi avanti 3-2 nella serie. In Gara 6, davanti al pubblico della Vaudoise Arena, il Losanna conduceva 3-0 dopo poco più di metà incontro e sembrava a un passo dalla qualificazione.
Quella serata ha invece finito per segnare negativamente l’intera stagione. Il Ginevra ha rimontato tre reti, pareggiato nel terzo periodo e vinto 4-3 in overtime. Due giorni più tardi, alle Vernets, i granata si sono imposti 5-1 in Gara 7. Il Losanna ha così perso una serie che aveva avuto più volte la possibilità di chiudere, e lo ha fatto cedendo proprio sul piano della struttura, della gestione emotiva e della capacità di attraversare i momenti difficili.
Il dubbio che era stato indicato dodici mesi prima si era dunque trasformato nella crepa decisiva. Dopo due finali perse, il sesto posto poteva ancora essere assorbito come una flessione fisiologica, ma il modo in cui è arrivata l’eliminazione ha invece obbligato il club a una riflessione più profonda. La dirigenza ha scelto di non cambiare allenatore, ma ha modificato sensibilmente la struttura della rosa, intervenendo soprattutto sul reparto che nell’estate precedente aveva sollevato più interrogativi.
ARRIVI
Michael Fora (D, Davos)
Axel Simic (F, Kloten)
Stefan Rüegsegger (F, La Chaux-de-Fonds)
Ray Fust (F, Sacred Heart University)
Romain Loeffel (D, Berna)
Ewan Huet (G, Kloten)
Colin Miller (D, Winnipeg Jets)
PARTENZE
Ken Jäger (F, Davos)
Raphael Prassl (F, Kloten)
Michael Hügli (F, Kloten)
Dominik Kahun (F, Red Bull Monaco)
Theo Rochette (F, Detroit Red Wings)
Connor Hughes (G, Berna)
STRANIERI
Sami Niku (D, 🇫🇮)
Erik Brännström (D, 🇸🇪)
Colin Miller (D, 🇨🇦)
Antti Suomela (F, 🇫🇮)
Austin Czarnik (F, 🇺🇸)
Drake Caggiula (F, 🇨🇦)
Ahti Oksanen (F, 🇫🇮)

La conferma di Geoff Ward indica che il Losanna considera ancora valido il progetto costruito dal coach canadese. Sarebbe difficile sostenere il contrario dopo due finali consecutive, ma l’ultima primavera ha cambiato inevitabilmente il tono del suo mandato.
Il lavoro principale ora riguarderà l’identità. Il miglior Losanna degli ultimi anni ha saputo attaccare imponendo il suo ritmo, recuperare rapidamente il puck e trascorrere lunghi momenti nella zona avversaria. Nella passata stagione tutti questi aspetti sono diventati intermittenti e, quando le partite hanno preso una direzione inattesa, la squadra si è spesso irrigidita.
Il club è intervenuto sul mercato costruendo una difesa che, almeno sulla carta, non ha eguali per profondità. Il colpo più importante è Michael Fora, reduce dalla miglior regular season della carriera con sei reti, 28 punti e un +22 a Davos. Il ticinese porta presenza fisica, gioco duro, leadership e un primo passaggio comunque affidabile.
L’investimento è stato chiarissimo, con contratto di cinque anni e un ruolo destinato a essere centrale in ogni situazione. È arrivato a Losanna dopo un problema al ginocchio che gli ha impedito di concludere i playoff con il Davos e giocare il Mondiale, ma è nel pieno della carriera e con caratteristiche perfettamente complementari a quelle degli altri difensori.
Romain Loeffel aggiunge invece ulteriore qualità con il disco. A 35 anni non rappresenta un investimento sul futuro, e la commozione cerebrale che lo ha tenuto a lungo fuori nell’ultima stagione invita alla prudenza, ma il suo tiro e la sua lettura del gioco restano di primo livello. Con il Berna ha comunque prodotto 17 punti in 35 partite, dopo essere stato uno dei difensori più efficaci del campionato nel 2024/25.
Per ottenerlo il Losanna ha ceduto Hughes, scegliendo quindi di trasformare la propria abbondanza tra i portieri in un rinforzo svizzero di grande esperienza. È una mossa coerente con la volontà di responsabilizzare Pasche, ma anche una decisione che comporta minori certezze tra i pali.
Colin Miller completa la ricostruzione della retroguardia. Il canadese porta con sé oltre 600 partite nella NHL, un tiro potente, fisicità e la capacità di muovere rapidamente il disco. Nell’ultima annata a Winnipeg ha giocato appena 18 incontri ed è stato frenato anche da problemi fisici, perciò il suo adattamento non può essere dato per scontato. Con un contratto annuale, però, il rapporto tra rischio e potenziale è favorevole e se ritroverà ritmo potrà essere un elemento dominante.

Lo staff avrà così a disposizione dodici difensori con profili e livelli d’esperienza differenti, un’abbondanza che permette di assorbire infortuni e cali di forma senza improvvisare. La concorrenza dovrà però essere gestita con attenzione. Brännström, Niku e Miller occupano tre posti da straniero e possiedono tutti argomenti per giocare, mentre Loeffel e Fora richiedono minuti di rilievo e spazio negli special teams. Serviranno dunque coppie equilibrate e gerarchie piuttosto chiare.
Il contingente d’importazione comprende sin da subito sette elementi per sei posti. Oltre ai tre difensori ci sono Suomela, Czarnik, Oksanen e Caggiula, quattro attaccanti che hanno tutti un ruolo di primo piano. Il Losanna potrà quindi alternare una configurazione con due stranieri in difesa e quattro davanti a una più prudente con tre e tre, adattandosi all’avversario e allo stato di forma.
Davanti il punto di partenza rimane la salute di Suomela. Il finlandese è ancora uno dei centri più forti della lega, ma dopo un campionato quasi interamente saltato il Losanna ha bisogno che torni a sostenere un carico pieno. Senza di lui le linee perdono equilibrio e Czarnik è costretto ad assumersi una parte ancora maggiore della costruzione del gioco.
Il problema più evidente è però sostituire Rochette. Le sue 22 reti lo avevano reso il miglior realizzatore della squadra, e il peso del suo addio va ben oltre la produzione offensiva. Il suo è un profilo svizzero insostituibile sul mercato, e ancora in evoluzione dopo un’annata molto positiva. La firma con Detroit gli offre una meritata occasione in Nordamerica, mentre il Losanna conserva i suoi diritti in caso di ritorno. Nell’immediato, però, Ward perde un giocatore che non può essere rimpiazzato con un solo innesto.

(PostFinance/KEYSTONE/Cyril Zingaro)
Anche la partenza di Jäger riduce la qualità della rosa svizzera. La sua ultima regular season si è fermata a nove punti, ma l’oggi capitano del Davos garantiva lavoro, responsabilità difensive e capacità di alzare il livello nelle partite intense.
Sul fronte degli arrivi, il principale rinforzo è quello di Axel Simic, tornato nel club nel quale è cresciuto dopo una stagione da 21 punti e dieci reti con il Kloten. Non gli si può chiedere di replicare da solo i numeri di Rochette, ma anche il suo rendimento dirà molto sulla capacità del nucleo svizzero di sostenere gli stranieri.
Stefan Rüegsegger arriva invece dalla Swiss League dopo avere totalizzato 34 punti con La Chaux-de-Fonds. Conosce il livello della National League e dovrà portare energia, profondità e presenza nelle zone più trafficate. Ray Fust, rientrato dal percorso universitario nordamericano, offre invece presenza fisica e margini di crescita, mentre il 20enne francese Tom Vidal ha fatto bene con gli U21 e merita la possibilità di guadagnarsi spazio.
Riat, Fuchs, Zehnder e Bougro dovranno quindi assorbire una quota maggiore di responsabilità. Riat ha già dimostrato di poter superare i 30 punti, mentre Fuchs rimane prezioso per pattinaggio e transizione, anche se il -9 dell’ultima stagione riflette le difficoltà incontrate in alcune fasi, mentre Zehnder può offrire più dei 13 punti prodotti.
Da notare che il Losanna dispone al momento di soli tredici attaccanti nella sua rosa, un contrasto netto con l’abbondanza difensiva e un possibile punto debole in caso di infortuni.
La porta rappresenta invece l’incognita più chiara. Il club ha scelto Kevin Pasche come titolare e lo ha confermato sino al 2030, una dimostrazione di fiducia coerente con il suo talento, pur se le più recenti prestazioni non hanno dissipato ogni dubbio nei suoi confronti, anche alla luce di un 90.9% solamente “discreto” nella passata stagione. A 23 anni gli viene ora chiesto di passare da giovane in crescita a riferimento stabile di una squadra che vuole vincere il titolo.
Alle sue spalle ci sarà Ewan Huet, tornato a Losanna dopo le esperienze con Kloten e Turgovia. Il 21enne, figlio dell’allenatore dei portieri Cristobal Huet, ha all’attivo soltanto otto presenze in National League, chiuse comunque con una media di 2.24 reti incassate e il 90.8% di parate. Il potenziale è interessante e il contesto gli è familiare, ma la coppia è molto giovane e non offre l’esperienza che Hughes garantiva dodici mesi fa.
Nel complesso la rosa del Losanna giustifica comunque delle ambizioni da titolo. La difesa può essere la migliore della National League, gli stranieri di movimento offrono qualità e flessibilità, e il nucleo svizzero è abbastanza forte da sostenere un ruolo importante. Il mercato ha però creato un gruppo meno equilibrato tra i reparti: dietro troviamo un’abbondanza quasi fuori parametro, mentre davanti manca almeno un attaccante svizzero capace di garantire la produzione perduta con Rochette.
Il potenziale rimane alto, anche se con un margine d’incertezza superiore alle primissime della classe pronosticate. Se Pasche compirà il salto definitivo, Suomela resterà sano e la nuova difesa trasmetterà stabilità all’intero lineup, i vodesi potranno tornare ad andare lontano. Se invece riemergeranno tensione e discontinuità, la profondità offensiva e una porta giovane potrebbero riaprire le crepe della scorsa primavera.
La vera prova per il Losanna sarà ora reagire a quella famosa Gara 6 contro il Ginevra non soltanto con nuovi nomi, ma con una maturità diversa. Solamente così il club vodese potrà ambire al primo titolo della propria storia.
MIGLIOR INNESTO

Michael Fora: Loeffel aggiunge creatività e Miller porta un bagaglio di esperienza impressionante, ma Fora è l’operazione che porta davvero qualcosa di più alla squadra. Il ticinese è nel pieno della carriera, può giocare molti minuti contro le linee migliori e viene da un campionato da 28 punti. La sua leadership e la capacità di incidere in entrambe le direzioni permetteranno a Ward di costruire coppie più equilibrate e di dipendere meno dagli stranieri in difesa.
ADDIO DOLOROSO

Théo Rochette: È partito dopo una stagione da 22 reti e 43 punti, numeri ai quali ha aggiunto sette punti nei playoff e il suo primo Mondiale. Perdere un centro svizzero di 24 anni, cresciuto nel club e già capace di guidarne l’attacco, pesa più di qualsiasi altra partenza. La possibilità che torni un giorno non troppo lontano rimane aperta, ma nell’immediato la sua occasione con Detroit crea un vuoto che il Losanna dovrà colmare collettivamente.
FATTORE X

Kevin Pasche: La difesa davanti a lui sarà più profonda e talentuosa, ma il salto richiesto resta importante. Pasche non dividerà più il ruolo con un portiere affermato e dovrà sostenere il carico di chiaro titolare, venendo chiamato ad attraversare senza perdere fiducia gli inevitabili momenti difficili e arrivare ai playoff pronto. Se trasformerà il proprio potenziale in continuità, il Losanna avrà eliminato la principale differenza rispetto alle altre favorite. In caso contrario, anche una retroguardia stellare potrebbe non bastare.
La classifica di HSHS
1.
ZSC LIONS
2.
GINEVRA
3.
LOSANNA
4.
DAVOS
5. _________
6. _________
7. _________
8.
ZUGO
9.
RAPPERSWIL
10. _________
11. __________
12. __________
13. __________
14.
AJOIE

