
(PostFinance/KEYSTONE/Patrick B. Kraemer)
Il Kloten ha vissuto un’ultima stagione difficile da decifrare. A un anno dal settimo posto e dal ritorno ai playoff, gli aviatori hanno chiuso al 12esimo rango in classifica con 63 punti, mancando i play-in per quattro punto. Il 7-0 incassato a Ginevra all’ultima partita aveva però lasciato un’immagine pesante, così come i soli 117 gol segnati, secondo peggior dato della lega.
Il mercato ha corretto soprattutto le posizioni chiave: Berra sostituisce Waeber, Ruotsalainen torna per guidare l’attacco e Johansson aggiunge molta qualità dalla linea blu. In panchina Liniger prende il posto di Marjamäki, mentre l’infortunio al tendine d’Achille di Nicholas Steiner ha imposto l’arrivo di Schlumpf. Il Kloten ha dunque cambiato diversi attori importanti, ecco i principali quesiti in vista dell’annata 2026/27.
1. Quale impronta darà il nuovo coach Michael Liniger?

Quello di Liniger è un ritorno coerente con la direzione intrapresa dal club. Ha giocato per nove stagioni a Kloten, ne conosce identità e ambiente, e ha maturato una certa esperienza nello sviluppo dei giovani. Il suo primo incarico da head coach in National League si è però chiuso a gennaio, quando lo Zugo lo aveva esonerato dopo otto sconfitte consecutive. Alla SWISS Arena troverà pressioni e obiettivi differenti, ma dovrà comunque dare rapidamente stabilità alla squadra. Il club non cerca una rivoluzione, bensì la continuazione di un hockey rapido e aggressivo con maggiore costanza. Anche lo staff è stato rinnovato e Liniger dovrà riuscire a conservare la crescita degli special team, correggendo al contempo una produzione offensiva rimasta insufficiente.
2. Berra può restare decisivo anche a 39 anni?

Berra arriva dal suo momento in carriera più esaltante, con il titolo conquistato a Friborgo dopo essere sceso sul ghiaccio in tutte le 19 partite di playoff, chiuse con il 92.26% di parate. Negli ultimi tre post season la sua percentuale è sempre rimasta sopra il 92%, una traiettoria che non mostra particolari segnali di declino nonostante l’età. Il Kloten non gli chiederà solamente di sostituire Waeber – che ha fatto il percorso inverso – ma di portare stabilità e leadership. Davide Fadani ha però meritato fiducia con il suo 91.7% di parate in 25 incontri e dovrà continuare a ricevere spazio, permettendo anche una gestione intelligente dei carichi. Per Berra, cresciuto a Bülach avendo Reto Pavoni come riferimento, si tratta inoltre di una sorta di ritorno a casa, con il club che lo immagina in futuro anche nello staff.
3. Ruotsalainen basterà per riaccendere l’attacco?

I 117 gol segnati rappresentano il dato più preoccupante della passata stagione, durante la quale nessun giocatore del Kloten ha raggiunto i 30 punti. Ruotsalainen torna dopo aver ritrovato continuità al Frölunda, dove ha ottenuto 36 punti in 50 partite, e conserva un ottimo ricordo della sua prima esperienza con gli aviatori, chiusa con 43 punti in 55 incontri. Il finlandese rappresenta però solamente una parte della soluzione. Brandon Gignac ha prodotto 20 punti in 26 partite, ma dovrà riuscire a rimanere in salute, mentre Pontus Aberg sarà parte della squadra dall’inizio della stagione. Servirà inoltre maggiore supporto dai giocatori svizzeri: Dario Meyer è stato il miglior attaccante con 28 punti, ma – con Simic partito – da elementi come Mischa Ramel, Keanu Derungs e Keijo Weibel è lecito attendersi un ulteriore passo avanti. Dal mercato sono arrivati Prassl e Hügli, che nella passata stagione hanno però segnato complessivamente un solo gol.
4. Quanto cambierà la difesa con Simon Johansson?

(atletti.fi)
Johansson arriva da una stagione eccezionale con l’Ilves, chiusa con 51 punti – di cui 19 gol – in 58 partite e il riconoscimento di miglior difensore della Liiga. Assieme a Max Lindroth, autore di dieci reti e 28 punti, formerà una coppia di stranieri capace di rendere la linea blu del Kloten molto pericolosa in fase offensiva. L’equilibrio dovrà però essere trovato. Lukas Klok e Steve Kellenberger non ci sono più, mentre Steiner resterà fuori per diversi mesi. L’arrivo di Schlumpf offre esperienza e solidità, ma Liniger dovrà distribuire bene ruoli e responsabilità per evitare che la ricerca del gol esponga troppo la squadra nelle transizioni. La qualità non manca, ma il reparto dovrà dimostrare di essere completo anche senza disco.
5. Una rosa volutamente più corta sarà un vantaggio?

(JustPictures)
Il Kloten ha dichiarato di voler lavorare con un organico leggermente più ridotto per offrire maggiori opportunità ai giovani. La scelta è coerente con l’arrivo di Liniger e con una struttura che vuole accompagnare meglio i talenti dal settore giovanile alla prima squadra, anche attraverso la collaborazione con il Turgovia. I vari Kimi Körbler, Cyril Keller, Joel Henry, Simon Meier e Rafael Meier avranno dunque la possibilità di conquistare spazio, ma i margini saranno ridotti. La scorsa stagione gli infortuni di Waeber e Gignac avevano già messo alla prova la profondità, mentre il grave stop di Steiner è arrivato ancora prima dell’inizio del campionato. Se almeno alcuni giovani diventeranno elementi affidabili, il Kloten potrà tornare ai play-in e costruire basi più solide. In caso contrario, una rosa corta rischierà di rendere nuovamente fragile una squadra che nell’ultima stagione ha mancato il proprio obiettivo per pochi punti.

