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Ambrì Piotta

I nuovi volti della NL 2026/27: il biancoblù William Worge Kreü

L’Ambrì ha messo una pezza temporanea all’assenza di Virtanen. Lo svedese porterà 197 centimetri e un profilo molto diverso da quello del finlandese

(Ola Westerberg)

I nuovi volti della NL 2026/27: il biancoblù William Worge Kreü

 WILLIAM WORGE KREÜ


Età: 26
Posizione: D
Altezza: 197 cm
Peso: 84 kg
Shoots: left

Provenienza: Adler Mannheim (DEL)
Draft: 2018, round 7, 187esima scelta, Buffalo Sabres
Contratto: tre mesi
Nazionalità: 🇸🇪

Una presenza fisica per la difesa biancoblù

(HCAP)

L’Ambrì Piotta ha reagito all’assenza di Jesse Virtanen ingaggiando William Worge Kreü, difensore svedese che resterà in Leventina per i prossimi tre mesi, e dunque sostanzialmente sino alla pausa di inizio dicembre.

Worge Kreü è un difensore di 197 centimetri, fortemente orientato alla fase difensiva. Non va dunque considerato un sostituto di Virtanen sul piano delle caratteristiche, visto che il finlandese portava soprattutto qualità nell’uscita dal terzo e capacità di accompagnare l’azione, mentre lo svedese costruisce il proprio valore su semplicità, posizione, utilizzo del fisico e lavoro davanti alla porta.

Lo stesso Worge Kreü ha descritto il proprio gioco in maniera molto semplice durante la parentesi a Mannheim: ama giocare fisico, fermare gli attaccanti avversari e creare spazio affinché siano poi i giocatori offensivi a fare il resto. Non ha dunque bisogno di avere molto il puck per entrare in partita, ed è con queste caratteristiche che l’Ambrì spera possa dare una mano nel fornire stabilità difensiva.

Non ci si dovrà insomma aspettare grande produzione. Worge Kreü non è mai stato un difensore offensivo, e anche quando nella scorsa stagione ha raggiunto il proprio massimo tra i professionisti si è fermato a dieci punti. Può però dare peso alle battaglie, proteggere lo slot e permettere ai compagni più tecnici di assumersi maggiori rischi. Per una soluzione temporanea, l’identità del profilo è piuttosto chiara.

Linköping, una storia di famiglia

(Edin Omanovic – Linköping Hockey Club)

Worge Kreü è nato a Linköping e nel club della sua città ha praticamente imparato tutto. Ha percorso l’intera trafila giovanile del LHC, dalle prime categorie sino alla SHL, diventando negli anni anche uno dei leader delle squadre junior. È stato capitano già a livello U16, assistant captain con la U18 e successivamente capitano della U20.

L’appartenenza al Linköping ha anche una componente familiare. Il padre Andreas Kreü è stato a sua volta giocatore professionista e ha vestito proprio la maglia del LHC tra il 1997 e il 2003, anni che coincidono con la nascita e la primissima infanzia di William.

Il suo sviluppo giovanile è stato accompagnato anche da risultati importanti. Con la U18 ha conquistato il bronzo nazionale nel 2017, mentre due anni più tardi è arrivato sino alla finale con la U20. Il debutto in SHL era avvenuto ancora prima, il 24 ottobre 2017 contro il Rögle, quando aveva solamente 17 anni.

Nell’estate 2018 arrivò poi il Draft NHL. I Buffalo Sabres lo selezionarono al settimo turno con la 187esima scelta assoluta, in una tornata in cui la franchigia puntò molto sui difensori. Con la prima scelta assoluta aveva infatti chiamato Rasmus Dahlin, mentre al numero 32 era arrivato Mattias Samuelsson.

Worge Kreü rappresentava una scommessa completamente diversa. I report dell’epoca ne sottolineavano già la stazza eccezionale, il gioco semplice e la tendenza a limitare i rischi. Doveva aggiungere forza a un corpo ancora molto asciutto e continuare a migliorare la pattinata, ma aveva già costruito una buona base nella fase difensiva.

La maturazione tra Oskarshamn e il ritorno a casa

(SHL | Suvad Mrkonjic)

Il salto stabile in SHL è arrivato progressivamente con il Linköping, ma il passaggio più importante della sua crescita è stato probabilmente il trasferimento all’Oskarshamn nel 2021. Worge Kreü aveva bisogno di giocare con continuità e nelle due stagioni successive trovò proprio lo spazio che cercava.

Con l’IKO disputò oltre cento partite tra regular season e playoff, partecipando per due anni consecutivi alla post season. Non produsse molto, ma aumentò responsabilità e presenza fisica, arrivando a considerare quella parentesi decisiva per la propria maturazione.

Quando tornò al Linköping nel 2023 spiegò di sentirsi un giocatore completamente diverso rispetto a quello partito due anni prima. Indicò in particolare il lavoro con il coach dei difensori Jeff Jakobs come uno dei motivi del rientro, raccontando di aver giocato per lui il proprio miglior hockey e di voler continuare quel percorso di crescita.

Le due stagioni del ritorno produssero 16 punti in 95 partite di regular season, ma nella primavera 2025 il club decise di prendere un’altra direzione. Il DS Peter Jakobsson definì la separazione una scelta tutt’altro che semplice, proprio perché si trattava di un giocatore cresciuto nel club e molto apprezzato anche come persona.

Per Worge Kreü fu però l’occasione per uscire per la prima volta dalla Svezia. Sino a 25 anni, fatta eccezione per un brevissimo prestito al Väsby in HockeyAllsvenskan, aveva infatti giocato tutta la carriera nel massimo campionato nazionale tra Linköping e Oskarshamn.

Finlandia, Mannheim e una finale arrivata all’improvviso

(Adler Mannheim)

La prima esperienza all’estero lo ha portato allo Jukurit. Il club finlandese lo aveva cercato proprio per aggiungere presenza fisica e qualità difensive, affidandogli un ruolo importante. Worge Kreü è arrivato a giocare attorno ai venti minuti a partita e ha chiuso con tre gol e sette assist in 47 incontri, il miglior bottino della sua carriera da professionista.

Il passaggio alla Liiga gli ha anche permesso di confrontarsi con un hockey leggermente diverso. A posteriori ha raccontato di aver trovato soprattutto un ritmo più elevato, ma senza percepire differenze radicali rispetto alla SHL.

L’esperienza allo Jukurit si è però interrotta prima del termine della stagione. Quando la squadra ha perso la possibilità di raggiungere i playoff, il club ha iniziato a lasciar partire alcuni elementi e Worge Kreü ha accettato l’opportunità offerta dall’Adler Mannheim.

Il 22 febbraio era ancora in Finlandia, cinque giorni più tardi debuttava in DEL e dopo appena quattro partite di regular season si è ritrovato direttamente nei playoff. Con il Mannheim ha raggiunto la finale, giocando tutte le 13 partite della post season e firmando un gol e tre assist.

Per lui è insomma stata una parentesi breve ma significativa. L’Adler lo ha utilizzato proprio per dare maggiore peso alla difesa, e a fine stagione ha sottolineato la solidità mostrata davanti alla propria porta. Worge Kreü, dal canto suo, ha raccontato quanto fosse particolare imparare un nuovo sistema praticamente durante i playoff, definendo la SAP Arena uno degli ambienti più impressionanti in cui avesse mai giocato.

Quella corsa ha lasciato anche una nuova ambizione. In estate, ancora senza contratto, spiegò di voler aspettare l’opportunità giusta senza avere fretta. Il suo obiettivo dichiarato era giocare al livello più alto possibile, indipendentemente dal paese.

Un’occasione breve, ma con qualcosa da dimostrare

(Sandro Halank, Wikimedia Commons)

L’Ambrì Piotta rappresenta ora la terza esperienza all’estero in poco più di un anno, dopo Finlandia e Germania. Il contratto ha una natura particolare e non offre garanzie sul lungo periodo, visto che Worge Kreü resterà in Leventina solamente per tre mesi, o comunque sino al rientro di Virtanen.

Per lui sarà insomma importante dare subito una buona impressione, anche nell’ottica di farsi notare da altri club per ottenere un contratto per il resto della stagione. Nell’ultimo anno ha dimostrato di potersi adattare velocemente a differenti realtà.

Fuori dal ghiaccio si descrive come una persona rilassata, socievole e con un buon senso dell’umorismo, che ama semplicemente uscire a bere un caffè e osservare ciò che accade attorno a sé per staccare dall’hockey.

In pista, invece, il suo compito sarà molto meno leggero. Worge Kreü dovrà dare all’Ambrì centimetri, presenza davanti alla porta e affidabilità in boxplay, senza cercare di interpretare un ruolo che non gli appartiene. La semplicità sarà probabilmente la qualità più importante che metterà a disposizione di Tapola. Il suo passaggio in Leventina potrebbe durare solamente poche settimane, ma arriva in un momento in cui lo svedese ha qualcosa da dimostrare.

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