Social media HSHS

National League

Il Gottéron riparte da campione, ma a Friborgo si chiude anche un’era importante

La squadra di Rönnberg dovrà gestire le aspettative dopo aver vinto il primo titolo della sua storia ma sarà dura anche fare i conti con le partenze di Sprunger e Berra, oltre che a quella di Biasca per Boston

L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.

Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.


FRIBORGO

La rosa 2026/27

PORTIERI
Loic Galley, Elijah Neuenschwander, Ludovic Waeber

DIFENSORI
Andrea Glauser, Alessio Guignard, Benoit Jecker, Ludvig Johnson, Michael Kapla (🇺🇸), Patrik Nemeth (🇸🇪), Yannick Rathgeb, Simon Seiler, Maximilian Streule

ATTACCANTI
Christoph Bertschy, Yannik Boppart, Henrik Borgström (🇫🇮), Jacob de la Rose (🇸🇪), Jan Dorthe, Lucas Hedlund, Nathan Marchon, Kevin Nicolet, Jamiro Reber, Anthony Richard (🇨🇦), Sandro Schmid, Marcus Sörensen (🇸🇪), Jonas Taibel, Samuel Walser


In ben quarantasei anni consecutivi di massima divisione nell’hockey svizzero, il Friborgo si è costruito progressivamente la maledetta nomea di magnifica perdente, dalle tre finali perse una dietro l’altra negli anni novanta durante l’era di Paul André Cadieux e dei sovietici, alle delusioni degli anni 2000. La notte del 30 aprile scorso in quel di Davos ha cancellato tutto questo e ha aggiunto i dragoni al ristretto gruppo delle elette del massimo campionato svizzero, iscrivendo il nome di Roger Rönnberg, Julien Sprunger e Reto Berra nelle leggende del club.

Il coach svedese ha compiuto una vera e propria impresa al primo tentativo, portando una mentalità diversa in una squadra forse troppo abituata a fermarsi a leccarsi le ferite, e con l’aiuto di Gerd Zenhäusern, tassello dopo tassello, è giunto al culmine proprio nel momento giusto, forse l’ultimo buono di questo periodo. Questo non significa che il Gottéron non rimanga e non possa negli anni continuare a considerarsi una candidata al titolo, ma nella scorsa stagione ha portato in cima la carriera di Julien Sprunger prima del ritiro e quella di Reto Berra prima della partenza, sfruttando appieno anche l’occasione con degli ZSC Lions sedutisi troppo presto e altre due romande come Losanna e Ginevra non nel loro anno migliore nonostante il raggiungimento delle semifinali, nonché di uno Zugo alle prese con una inaspettata crisi.

Il pieno merito del Friborgo è stato proprio sfruttare questo momento e arrivare in finale da sfavorito contro un Davos schiacciasassi, messo però spesso in crisi con un gioco difensivo quasi perfetto, con giocatori al picco del loro rendimento nei playoff come Wallmark, Bertschy, Borgström e Kapla, e un acume tattico da parte dello staff che ha messo in evidenza le debolezze ancora nascoste dei grigionesi.

Oggi però il Friborgo riparte con qualche certezza in meno – per questo si diceva che è stato l’anno giusto per vincere – dal ritiro di Sprunger, alla partenza di Berra e quella più recente di Biasca verso il Nord America, e degli avversari diretti che non sono rimasti a guardare con qualcuno che vuole “ingrossare” il gruppo delle favorite e aumentare la concorrenza.


ARRIVI
Ludovic Waeber (G, Kloten)
Jonas Taibel (F, Rapperswil)
Jamiro Reber (F, HV71)
Anthony Richard (F, Lehigh Valley Phantoms)

PARTENZE
Reto Berra (G, Kloten)
Julien Sprunger (F, ritiro)
Lucas Wallmark (F, Björklöven)
Jeremi Gerber (F, Ajoie)
Julien Rod (F, ???)
Kevin Etter (F, Turgovia)
Juuso Arola (D, JYP)
Ty Rattie (F, ???)
Kyle Rau (F, ???)
Attilio Biasca (F, Boston Bruins)
Killian Mottet (F, Sierre, prestito)

STRANIERI
Patrik Nemeth (D, 🇸🇪)
Michael Kapla (D, 🇺🇸)
Jacob de la Rose (F, 🇸🇪)
Marcus Sörensen (F, 🇸🇪)
Henrik Borgström (F, 🇫🇮)
Anthony Richard (F, 🇨🇦)


Simbolicamente il ritiro di Julien Sprunger è qualcosa che non sarà facile da digerire, ma anche sul piano numerico il leggendario capitano ha avuto il suo da dire con ben 32 punti stagionali, mentre l’attaccante di origine ticinese con 18 reti al suo attivo si stava lanciando a prendere in mano proprio l’eredità di chi ha lasciato, nonostante questo Zenhäusern ha confermato che il suo posto verrà preso da un giovane in rosa. Due partenze pesanti che andranno colmate dai vari Reber, Dorthe e Nicolet, oltre a Jonas Taibel in arrivo da Rapperswil, mentre l’eroe di Davos Lucas Wallmark verrà rimpiazzato da Anthony Richard, duttile e veloce attaccante in arrivo dall’organizzazione dei Philadelphia Flyers.

Pochi movimenti in attacco, un reparto che ha avuto un ricambio giovane negli ultimi anni e che promette ancora una buona profondità, anche se a pesare di più potrebbe essere la partenza di Biasca, sperando pure che Marcus Sörensen – uno degli attaccanti più decisivi del campionato – abbia risolto i suoi problemi fisici.

Il reparto difensivo invece non è stato minimamente modificato, ed in effetti il rendimento è in linea con quello delle ultime tre stagioni, segno di stabilità e programmazione anche con giovani in entrata. Di sicuro molto è arrivato da Glauser, che a Friborgo ha portato maturità e leadership, forte anche della sua grande esperienza internazionale in maglia rossocrociata e del ruolo importante che si è ritagliato, ma anche dal salto di qualità fatto da Seiler e Streule. Intrigante anche per come si è inserito l’apporto di Ludvig Johnson, ventenne coraggioso e “sfacciato” che avrà fatto mangiare tante unghie a Zugo (proprio come Biasca) e che denota un potenziale offensivo decisamente elevato per la capacità di inserirsi nelle azioni offensive.

L’uomo in più però rimane Michael Kapla, arrivato in Svizzera senza portarsi dietro il curriculum dei grandi nomi o una fama particolare, lo statunitense si è imposto come uno dei migliori blueliner della National League e portando anche lui una certa leadership nello spogliatoio, di sicuro aspetti già conosciuti da Roger Rönnberg.



Il problema maggiore però potrebbe risiedere in porta. L’addio di Reto Berra coincide con il ritorno all’ovile di Ludovic Waeber da Kloten, e rischia di portarsi dietro qualche criticità. Waeber è un buon portiere, ma nella sua carriera non ha mai avuto picchi di rendimento da top team, e comunque la presenza di Berra nello spogliatoio aveva il suo peso anche di personalità.

Loic Galley non può rappresentare un alternativa a lungo termine, e allora chissà che qualche sorpresa (per quanto riguarda il ruolo da secondo) non venga dal giovane Elijah Neuenschwander, 19enne di quasi due metri draftato da Anaheim lo scorso anno.

Tutto sommato vien da pensare che il fulcro di questa squadra sia il suo coach, quel Roger Rönnberg arrivato come uno dei coach più vincenti dell’ultimo decennio nei campionati europei e capace di imporsi su tutto, critiche iniziali, sbuffi e qualche scontento. Supportato da Zenhäusern fino in fondo, lo svedese capace di vincere due titoli di SHL e ben quattro Champions Hockey League con il Frölunda, ha imposto il suo credo ripagando la piazza come meglio non poteva, vincendo il titolo al primo tentativo contro diversi pronostici. Il 55enne ha portato una mentalità diversa e fatta di sofferenza per la squadra prima di tutto, del gruppo davanti al singolo e di responsabilizzazione dei giocatori, un’identità forse finora sconosciuta al Gottéron.

L’impressione è che non sarà facile ripetersi per i dragoni, alla luce di qualche partenza pesante e della concorrenza sempre agguerrita, ma non considerare i campioni in carica nel il gruppo delle favorite sarebbe comunque un errore.


MIGLIOR INNESTO

Antony Richard: L’attaccante canadese sembra avere le caratteristiche perfette per il campionato svizzero. Veloce sui pattini, capace di giocare sia all’ala che al centro, l’ex Flyers è un giocatore produttivo che non si tira indietro nemmeno nei contesti fisici, pronto a dire la sua anche in National League.

ADDIO DOLOROSO

Julien Sprunger: Se addio doveva essere, il leggendario capitano del Gottéron non poteva scegliere maniera migliore per varcare la soglia. Vincere il primo titolo del Friborgo lo lancia direttamente nella storia, ma il peso della sua partenza come figura di riferimento e leader potrebbe avere il suo peso sul gruppo, senza dimenticare il suo apporto in fatto di punti.

FATTORE X

Il peso delle aspettative: Ripetersi in un campionato del genere recentemente è riuscito solo alla corazzata dello ZSC o allo Zugo nei suoi anni migliori, per il Friborgo l’impresa non sarà semplice. Il Gottéron ha dovuto imparare come vincere per la prima volta, ora dovrà pure imparare come gestire le aspettative dopo un titolo vinto per non rischiare di scivolare sulle bucce di banana..


La classifica di HSHS

1. ZSC LIONS
2. GINEVRA
3. LOSANNA
4. DAVOS
5. FRIBORGO
6. _________
7. _________
8. ZUGO
9. RAPPERSWIL
10. BIENNE

11. LANGNAU
12. __________
13. __________
14. AJOIE

Click to comment

Altri articoli in National League