
L’inizio della stagione 2026/27 di NLA si sta avvicinando a grandi passi, ed anche quest’anno HSHS vi darà una completa panoramica di tutte le squadre che compongono il massimo campionato svizzero.
Giorno dopo giorno troverete sulle nostre pagine commenti e analisi dei vari club, a cui abbiamo aggiunto un nostro pronostico di posizione in classifica al termine della regular season.
BERNA

La rosa 2026/27
PORTIERI
Connor Hughes, Christof von Burg, Sandro Zurkirchen
DIFENSORI
Davyd Barandun, Rodwin Dionicio, Louis Füllemann, Simon Kindschi, Samuel Kreis, Anton Lindholm (🇸🇪), Ian Mitchell (🇨🇦), Rolands Naglis, Nils Rhyn
ATTACCANTI
Miro Aaltonen (🇫🇮), Rodrigo Abols (🇱🇻), Mats Alge, Benjamin Baumgartner, Emil Bemström (🇸🇪), Alain Graf, Joel Grossniklaus, Marco Lehmann, Marc Marchon, Waltteri Merelä (🇫🇮), Sonny Milano (🇺🇸), Paul Mottard, Marco Müller, Fabian Ritzmann, Dario Rohrbach, Tristan Scherwey, Thierry Schild

(PostFinance/KEYSTONE/Georgios Kefalas)
A Berna negli ultimi anni sono diventati specialisti nel distruggere quanto di buono si stava per fare, senza lasciare il tempo necessario alle persone perché portassero il loro contributo. È stato così con la marea di direttori sportivi e allenatori, tanto che l’ultimo ad aver messo delle buone basi nella capitale era stato ancora l’attuale coach dell’Ambrì Piotta, Jussi Tapola.
Anche al finnico però il tempo per lavorare non è stato dato, e quelle difficoltà viste nel suo ultimo autunno sono state lette come una sua colpa invece di un ennesimo scossone di una squadra da rifondare, sia sul piano dei giocatori che nelle stanze dei bottoni, cosa a cui alla fine gli orsi non hanno potuto sottrarsi.
Messe in chiaro le cose con Martin Plüss direttore sportivo in corpore e non più “senior” con compiti di supervisione, alla Postfinance Arena – e pure negli uffici con il cambio ai vertici per il dopo-Lüthi – in questa estate è andata in scena un’importante rivoluzione, dall’arrivo di Serge Aubin in panchina, alle partenze dello spesso criticato Adam Reideborn e di Romain Loeffel.
Il coach canadese, già sulla panchina anche dello ZSC Lions per un breve periodo, porta con sé ben cinque campionati tedeschi vinti alla guida degli Eisbären Berlino e uno austriaco con i Vienna Capitals, oltre che una notevole esperienza da giocatore in National League con le maglie di Ginevra, Friborgo e Bienne. Il nuovo coach, più del palmares, a Berna è chiamato a portare pragmatismo, leadership e valorizzazione della rosa, una rosa che non è più quella degli anni migliori e che necessita di qualcuno che ne sfrutti al massimo il potenziale per continuare la ricostruzione.

(PostFinance/KEYSTONE/Til Buergy)
La squadra bernese ha subito cambiamenti importanti in ogni reparto, in attacco a fronte delle partenze tra gli stranieri di Victor Ejdsell e il ritiro di Simon Moser, Plüss ha pescato sul mercato nordamericano Rodrigo Abols, grande e forte centro lettone in arrivo dai Philadelphia Flyers, l’ala Sonny Milano, giocatore di fantasia con grandissimi doti tecniche ma anche spesso alle prese con infortuni, e poco distante dalla capitale anche Dario Rohrbach, strappato al Langnau.
Oltre a questi nomi è in arrivo dalla Finlandia anche il giovane Paul Mottard, nazionale giovanile rossocrociato che sarà aggregato dapprima alla formazione elit. Nella sua forma, l’attacco non a subito grandi scossoni, ma se dagli stranieri è lecito attendersi un passo avanti – anche da chi è già presente, su tutti Miro Aaltonen – sarà interessante vedere quanto potrà dare Rohrbach in un contesto meno “casalingo” rispetto all’Emmental con tutte le pressioni del caso in una organizzazione ben più esigente e pressante anche sul piano mediatico.
Nel suo nucleo svizzero, l’attacco del Berna appare di buon livello pur privo di un vero e proprio top elvetico, saranno quindi da valorizzare – o da recuperare – giocatori come Lehmann, Baumgartner, Alge e Müller per avere uno scheletro di giocatori su cui basare presente e futuro.
ARRIVI
Dario Rohrbach (F, Langnau)
Davyd Barandun (D, Davos)
Joel Grossniklaus (F, Malmö Redhawks)
Paul Mottard (F, Ilves)
Ian Mitchell (D, Syracuse Crunch)
Sonny Milano (F, Washington Capitals)
Connor Hughes (G, Losanna)
Rodwin Dionicio (D, Bienne)
Rodrigo Abols (F, Philadelphia Flyers)
PARTENZE
Simon Moser (F, ritiro)
Victor Ejdsell (F, Färjestad)
Ramon Untersander (D, Ginevra)
Joel Vermin (F/D, Bienne)
Hardy Häman Aktell (D, ???)
Alexander Yakovenko (D, Bienne)
Romain Loeffel (D, Losanna)
Adam Reideborn (G, Vienna Capitals)
STRANIERI
Anton Lindholm (D, 🇸🇪)
Ian Mitchell (D, 🇨🇦)
Waltteri Merelä (F, 🇫🇮)
Miro Aaltonen (F, 🇫🇮)
Emil Bemström (F, 🇸🇪)
Sonny Milano (F, 🇺🇸)
Rodrigo Abols (F, 🇱🇻)

(SC Bern)
Anche il reparto difensivo, orfano di Romain Loeffel, Joel Vermin e Ramon Untersander, di svizzeri di prima fascia non ne troviamo, con il solo Dionicio ad avere questo potenziale anche sul breve periodo. L’ex Bienne è stato il vero colpaccio di Plüss, in una triangolazione che ha portato il difensore alla Postfinance Arena, Loeffel a Losanna e Connor Hughes anche lui nella capitale, lasciando fuori il Bienne dagli affari migliori.
Il Berna in un colpo solo ha trovato un giovane difensore di grande talento e personalità – pur perdendo Loeffel ma potendo giocare sul suo salario – e un portiere svizzero nel pieno dell’età che libera gli orsi del fardello del portiere straniero che occupa una casella degli imports senza ripagarne il valore.
In retrovia, a fronte del ritorno a Bienne di Yakovenko e dell’addio di Häman Aktell, è arrivato dal Nord America Ian Mitchell, mobile difensore two way che andrà in coppia con Anton Lindholm, sperando che lo svedese si sia liberato dei problemi di salute.
Kindschi e Kreis avranno ancora compiti di grande responsabilità e minuti di ghiaccio nelle prime tre coppie, con qualche giovane chiamato a fare il salto di qualità come Louis Füllemann, con Davyd Barandun a fare da buon jolly. Messa così la difesa del Berna non appare come una delle più performanti, senza giocatori difensivi di punta sarà importantissimo che gli stranieri abbiano un rendimento superiore.
Il citato Connor Hughes porta però la novità più importante per il Berna, che con Reideborn non ha mai trovato un portiere di valore che potesse giustificare l’ingaggio straniero sull’arco delle stagioni e delle riserve svizzere raramente all’altezza. Hughes non appare tra i top svizzeri ma è un portiere che può garantire un buon rendimento durante la regular season permettendo allo staff tecnico una rotazione migliore tra i giocatori di movimento.
Dietro Hughes ci sarà ancora l’esperienza di Sandro Zurkirchen, il 36enne è ancora un buon back up con grande esperienza, ma non gli dovrà essere messo troppo peso sulle spalle, così come su quelle di Von Burg, portiere ormai “già” 26enne senza alcuna partita di NL nel suo carniere, il quale sembra destinato al posto di terzo.
Sulla carta il Berna ha una rosa sul valore delle ultime stagioni, ma in alcuni tasselli sembra finalmente aver cominciato un vero ricambio generazionale. Gli addii a Untersander, Vermin e Loeffel sono dei “traumi”, ma anche dolori necessari per iniziare una ricostruzione rimandata per troppo tempo e per i cui risultati scarsi hanno pagato troppo spesso gli allenatori.

Aubin è un allenatore vincente in campionati minori in Europa, sarà importante che Plüss non l’abbia ingaggiato con la convinzione di riportare subito ai vertici il Berna, perché con la rosa a disposizione la cosa sembra alquanto utopica. Il coach canadese, forte anche dell’esperienza difficile in quel di Zurigo anni fa, dovrà portare pragmatismo e carattere a una squadra che negli anni ha perso la sua identità, o meglio, ha mantenuto quella di una squadra obbligatoriamente di vertice quando non lo era più.
Il canadese ha il carattere giusto per riportare umiltà e voglia di lavorare, ma anche lui deve sperare che tutti quelli sopra di lui siano coscienti che quella degli orsi è una realtà da ricostruire e che ci vorrà ancora del tempo e altro dolore.
MIGLIOR INNESTO

Connor Hughes: Non è necessariamente il miglior giocatore arrivato nel mercato estivo, ma è quello che ha liberato da un fardello la gestione del line up. Con Reideborn le cose non sono andate come programmato, e con la mancanza cronica di un’alternativa svizzera valida il Berna si vedeva praticamente costretto a giocare con uno straniero in meno e una porta fragile. Hughes non è un top del campionato ma il suo ingaggio smuove tante possibilità.
ADDIO DOLOROSO

Simon Moser: Un po’ come per Sprunger a Friborgo, l’addio di Moser all’hockey giocato (sarà team manager del Berna) non è doloroso tanto sul piano tecnico ma soprattutto su quello della personalità e della leadership. Per anni Moser ha rappresentato il Berna “in pectore”, sia sul ghiaccio, che nello spogliatoio e anche a livello mediatico, dove non si è mai tirato indietro anche nei momenti difficili.
FATTORE X

L’ennesima ripartenza: Chissà se all’ennesimo tentativo nella capitale si sarà capito che le ricostruzioni prendono più tempo ogni volta che vengono interrotte. Da Lundskog, Tapola e ora Aubin, ogni coach ha avuto pochissimo tempo per ricostruire una squadra che si indeboliva a ogni stagione, se non funzionerà nemmeno questa volta qualcuno dovrà guardarsi allo specchio.
La classifica di HSHS
1.
ZSC LIONS
2.
GINEVRA
3.
LOSANNA
4.
DAVOS
5.
FRIBORGO
6. _________
7.
BERNA
8.
ZUGO
9.
RAPPERSWIL
10.
BIENNE
11.
LANGNAU
12. __________
13. __________
14.
AJOIE

