Social Media HSHS

Interviste

Niederreiter: “Ancora una grande amarezza”, Knak: “Fa ancora più male dell’anno scorso”

L’attaccante dei Jets dopo un’altra sconfitta in finale: “Tanto è girato per il verso giusto, ma alla fine, nel momento decisivo, non è andata bene”. Il futuro giocatore dei Lions: “Mi sento volto, ancora una volta non abbiamo segnato”

ZURIGO – La maledizione continua. Anche la quinta finalissima è andata male per Nino Niederreiter. È quella che fa più male?

“Ogni sconfitta ha fatto tanto, tanto male. È una grande amarezza, tanto è girato per il verso giusto, ma alla fine, nel momento decisivo, non è andata bene”.

Prima della partita avevate affermato di voler prendere più rischi offensivi rispetto alle ultime finali. L’impressione però è che pure questa volta la storia si sia ripetuta…
“Sì, le cose sono andate in maniera simile, abbiamo anche incassato tante penalità in cui abbiamo dovuto difenderci, e questo ci ha fatto perdere tante energie. Di frustrante ci sono specialmente quei due minuti a 5-contro-3 non sfruttati. Se non si segna è impossibile vincere”.

Avete qualche rimprovero da farvi?
“Quando perdi c’è sempre da rimproverarsi qualcosa, ma ora è difficile analizzare e capire cosa si sarebbe dovuto fare diversamente. Forse avremmo dovuto cercare maggiormente qualche gol sporco. Purtroppo è andata così”.

L’anno scorso a Stoccolma eri uscito in lacrime, stavolta sembri contenerti, come mai?
“Difficile da dire, scusatemi, ora vado”.

Anche Simon Knak è con il morale a terra dopo la nuova sconfitta in una finale Mondiale.

“Fa ancora più male dell’anno scorso, mi sento vuoto, non abbiamo sfruttato le buone chance, non puoi vincere se non segni, ancora una volta”.

A caldo avete qualcosa da rimproverarvi?
“Poteva finire in entrambi i modi, loro hanno colpito un’asta nell’overtime, noi abbiamo pure centrato un ferro. Non credo che possiamo rimproverarci chissà cosa, siamo arrivati nuovamente sino alla finale, siamo una magnifica truppa. Forse nell’ultima partita dobbiamo andare ancora più all-in, rischiare maggiormente, ma non lo so, non ho altre parole”.

L’overtime a 3-contro-3 ti sembra una formula adatta?
“Non sono nella posizione di poter giudicare, abbiamo anche avuto le nostre chance, in fin dei conti non è poi una soluzione così pessima”.

Nel tuo caso, ripensando anche al campionato, hai perso due volte la partita decisiva all’overtime nello spazio di un mese…
“Le sconfitte ti fanno crescere, s’impara. Questa è la lezione che mi porto a casa, devo lavorare ancora più duramente perché sia io una volta a fare la giocata decisiva e a godermi la vittoria”.

Click to comment

Altri articoli in Interviste