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Interviste

Cadieux: “Me ne frego della storia con la Svezia, bisogna rimanere noi stessi e crederci”

Il coach dopo un girone di qualificazione perfetto: “Volevamo crescere partita dopo partita e lo abbiamo fatto, si è compiuto un passo in avanti con il passare di ogni match. Contro la Finlandia abbiamo visto maturità e carattere”

ZURIGO – La Svizzera ha sconfitto la Finlandia, garantendosi così il primo posto nel girone. L’head coach Jan Cadieux commenta la vittoria con la consueta lucidità.

“Avevamo fiducia nella squadra, eravamo pronti a disputare questa partita e l’abbiamo mostrato in entrata. Nel tempo centrale forse ci siamo un po’ persi per 10 minuti, ma in generale la prova è stata buona ed è stato un vero piacere vedere il pubblico sostenerci anche nei momenti difficili”.

Si è vista la maturità, con la reazione mostrata nell’ultimo periodo…
“Maturità e carattere, d’altronde ne abbiamo parlato con i ragazzi. Bisogna accettare la sofferenza e i cambi difficili. Giochiamo contro ottime squadre, quando arrivano questi momenti delicati è necessario tenere duro”.

È stato importante poter disputare una sfida combattuta prima dei quarti di finale?
“Ci sono stati parecchi match duri, a livello mentale e fisico. Il bilancio di sette vittorie e zero sconfitte non significa che siano state passeggiate di salute. Ora si tratta di recuperare le forze”.

Valuti perfetto il cammino sin a qui?
“La perfezione non esiste. Volevamo crescere partita dopo partita e lo abbiamo fatto, si è compiuto un passo in avanti con il passare di ogni match”.

Hai trovato relativamente in fretta il tuo lineup…
“Questo perché durante l’ultima settimana di preparazione eravamo praticamente quasi al completo. Ciò ci ha permesso di fare dei test e provare alcune cose. Il merito va anche ai giocatori, sono stati tutti capaci di rinunciare al loro ego mettendosi a disposizione in qualsiasi ruolo. Tutti hanno mostrato maturità e vogliono dare il meglio per la squadra”.

Ora c’è la Svezia, un avversario storicamente indigesto…
“Me ne frego della storia. Il passato è passato, non si può cambiare. Dobbiamo concentrarci su noi stessi e sulle cose che possiamo influenzare e controllare ora come ora, come ad esempio la preparazione e il modo di giocare. Ci sono ancora otto squadre in corsa per la vittoria, tutte ottime e che hanno la possibilità di fare qualcosa di grande, dunque poco importa chi sia l’avversario. Dobbiamo rimanere noi stessi e crederci. So che possiamo giocare un ottimo hockey, disciplinato sull’arco dei 60 minuti. Questo sarà importante”.

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