
SVIZZERA – FINLANDIA
4-2
(2-0, 0-2, 2-0)

Reti: 00’40 Biasca (Egli) 1-0, 03’59 Jäger 2-0, 32’48 Barkov (Henri Jokiharju, Heinola) 2-1, 35’18 Barkov (Helenius, Jokiharju) 2-2, 56’47 Jäger (Meier, Rochette) 3-2, 59’05 Hischier (Jäger, Meier) 4-2
Note: Swiss Life Arena, 10’000 spettatori
Penalità: Svizzera 4×2, Finlandia 7×2
Assenti: Sandro Aeschlimann, Pius Suter, Lukas Frick
ZURIGO – Chiudere imbattuta il Gruppo A è valso alla Svizzera l’accoppiamento nei quarti di finale che si giocheranno giovedì sera con uno degli avversari storici, la Svezia quarta nel girone giocato a Friborgo.
Niente calcoli, nessuna speculazione, e così deve essere per una selezione che ha una missione in testa e lo ha ribadito anche contro la solida e munita di classe Finlandia, la quale se la vedrà con la Cechia.

C’era sicuramente interesse e attesa per questo scontro che non solo doveva delineare le posizioni di cima del girone, ma anche proporre finalmente un avversario di livello – con tutto il rispetto per le altre formazioni, ma le ultime incontrate da Josi e compagni si sono rivelate improponibili – per saggiare un primo scalino in più nella scala della difficoltà ed entrare nel mood delle sfide a eliminazione con nelle gambe e nella testa una sfida probante e difficile.
E dire che l’inizio per la selezione di Jan Cadieux – che ha proposto Berra in porta e Rochette quale tredicesimo attaccante – sembrava di nuovo dire altro con un 2-0 del primo tempo risultato di un gioco offensivo di nuovo brillante e di una determinazione che non è cambiata nemmeno in questa ultima partita del girone.

Però come detto, la Finlandia non è l’Ungheria e nemmeno la Gran Bretagna, e quanto mostrato dalla squadra di Pennanen nel secondo periodo è quantomeno da tenere come monito per certi passaggi se non a vuoto quantomeno un po’ “leggeri” da parte di una Svizzera che ha subito moralmente il ritorno dei nordici.
La doppietta di Barkov è stata in effetti una mezza mazzata, soprattutto con il 2-2 arrivato sul ribaltamento di fronte dopo un’occasione enorme per 3-1 con protagonista Niederreiter, e questo poteva effettivamente fare male.
Josi e compagni in effetti si sono un po’ chiusi su Berra, capace di alcuni interventi molto importanti, e per qualche cambio anche ad inizio terzo tempo hanno subito la pressione degli avversari, ma con spirito di sacrificio e molta pazienza sono riusciti a riprendere fiato e riportare ossigeno alla mente per riprendere in mano il proprio destino.

L’occasione buona è arrivata nel finale con un powerplay sfruttato alla grande da Jäger (doppietta per il futuro attaccante del Davos), e stavolta è stato quel gol a pesare maggiormente sulle spalle dei finlandesi, con una gestione dello sforzo finale decisamente efficace che hanno regalato la settima vittoria piena su sette in questo girone.
Ancora senza Pius Suter, con Biasca però protagonista già con il gol d’apertura a ribadire che i ricambi sono di livello, la Svizzera si lancia verso i quarti di finale con fiducia e senza paura della Svezia che in passato aveva fatto così male. Stavolta oltre alla convinzione della missione da compiere c’è ogni sera un’intera pista vogliosa di spingere i rossocrociati verso il sogno di tutti.
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