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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: opinione matematica, l’erba del vicino, istinto da cecchino, butterfly effect

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


1. La matematica è un’opinione

I numeri e le statistiche sicuramente non mentono mai, ma raramente dicono tutto. Solamente un paio di settimane fa la situazione in classifica dell’Ambrì Piotta era decisamente complicata, e le proiezioni davano praticamente per spacciata la squadra di Cereda in ottica decimo posto.

Le cose nell’hockey possono però cambiare molto velocemente, ed ecco che allora sono bastate tre vittorie nelle ultime quattro partite per cambiare completamente le prospettive dei leventinesi. Grazie alle ultime prestazioni l’Ambrì ha superato il Berna ed è attualmente decimo, lanciando così il guanto di sfida agli orsi per il finale di stagione.

Sarà sicuramente una lotta fino all’ultimo, ma ad oggi i leventinesi hanno riguadagnato i favori della matematica con il 56.4% di possibilità di terminare almeno al decimo posto, contro il 46.4 attualmente assegnato al Berna da NLIcedata.com.

Cosa vuol dire questo? Beh, che l’Ambrì grazie alla sua reazione si è costruito la concreta possibilità di raggiungere l’obiettivo stagionale. A parlare sarà però nuovamente il ghiaccio, perché in fondo la matematica nello sport è spesso un’opinione.

Le proiezioni di NLIcedata.com (clicca per ingrandire)

2. L’istinto del cecchino

Non ha avuto il lusso di vantare molti sniper nella propria rosa l’Ambrì Piotta nelle ultime stagioni, specialmente tra gli svizzeri. Con l’arrivo di Dario Bürgler i biancoblù si sono però dotati di un giocatore che vede la porta con un istinto particolare, e quel bellissimo tocco valso la vittoria contro il Davos ben sottolinea le qualità dell’ex bianconero.

Bürgler sta attualmente vivendo un buon momento, ed anche quando non segna è tra i migliori in pista per i leventinesi, ritrovando così quell’impatto che aveva un po’ perso verso metà novembre con 12 partite consecutive senza reti.

Ora l’attaccante è tornato al meglio ed ha portato a quota 11 il suo bottino di gol stagionale, di cui ben quattro sono risultati essere dei game winning goal. State insomma attenti quando Bürgler segna, perché sinora l’Ambrì è andato a punti in ben otto occasioni su dieci quando lui ha trovato la via della rete.

3. L’erba del vicino… può ingannare

(PostFinance/KEYSTONE/Marcel Bieri)

Il rendimento degli stranieri dell’Ambrì Piotta è stato uno dei temi principali della stagione, con il rammarico di immaginare dove potrebbe essere ora la squadra biancoblù con dei giocatori d’importazione d’impatto maggiore. La squadra di Cereda è infatti ultima per percentuali di reti stranieri con il 23% del totale, mentre il Langnau è al primo posto con un impressionante 55%.

Nel corso dei mesi in tanti hanno guardato con invidia alle gesta dei vari Pesonen, Olofsson oppure Grenier, ma ad oggi ci si accorge che l’Ambrì ha quasi 20 punti in più in classifica rispetto ai tigrotti, e che complessivamente le due squadre sono su livelli ben diversi.

La sfida tra Ambrì e Langnau di venerdì ha infatti ingigantito enormemente la fragilità dei bernesi, che con un solo straniero in pista si sono dimostrati praticamente inoffensivi alla luce di una rosa svizzera di ben poca qualità.

Il fatto che la stagione dell’Ambrì sia stata frenata da una produzione insufficiente da parte degli stranieri è chiaro a tutti, ma è anche vero che nel frattempo Duca ha formato un’ossatura svizzera di buona fattura. L’innesto dei vari Pestoni, Heim, Bürgler, Burren ed il rinnovo di Zwerger mettono il club in una buona posizione, ed è sicuramente meglio dover lavorare per costruire una squadra attorno a dei buoni svizzeri piuttosto che ritrovarsi a fare il contrario.

L’erba del vicino sembra insomma sempre più verde, ma a volte è anche saggio apprezzare ciò che si ha nel proprio giardino.

4. Eroi d’altri tempi

In pista sabato per onorare la squadra che il 28 gennaio 1962 vinse la Coppa Svizzera battendo il Villars alla Valascia, l’Ambrì Piotta ed i suoi tifosi hanno riservato un caloroso applauso ad una rosa storica, che ai tempi era composta da appena undici giocatori.

Alla Gottardo Arena sono stati omaggiati Arturino Baldi, Cipriano Celio e Franco Panzera, mentre in maniera più discreta un pensiero speciale è andato anche a Giordano Coppa, nonno degli attuali difensori biancoblù Isacco e Zaccheo Dotti e che purtroppo è scomparso lo scorso anno.

Isacco ha infatti scelto di omaggiarlo aggiungendo una “C.” sulla sua maglia, e sulle pagine del Corriere del Ticino ha spiegato che per lui quella di sabato sia stata emotivamente una partita particolare. “Sul piano personale non è stata una serata come tutte le altre. Credo che tutta la nostra famiglia sia fiera di essere riuscita ad onorare il nonno nel migliore dei modi”, ha spiegato in un’intervista firmata da Nicola Martinetti.

5. Butterfly Effect

In matematica e fisica è noto come “effetto farfalla”, ed è l’idea secondo la quale anche un piccolo cambiamento può portare a grandi variazioni sul lungo periodo. “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo” si narrava addirittura in un celebre film, e con le giuste proporzioni è un po’ quello che sta succedendo ad Ambrì con l’innesto di Steve Moses.

L’arrivo dell’americano ha infatti giovato parecchio alla squadra biancoblù, con Moses che ha portato nuova energia e la capacità immediata di avere un impatto su gioco e risultati. L’attaccante del Rapperswil è infatti andato in gol per la terza partita consecutiva, e sin qui si è trovato alla perfezione al fianco dell’amico Regin e McMillan.

Al debutto stagionale dopo un lungo e grave infortunio, nelle quattro partite disputate ha tirato addirittura 23 volte in porta – 6 tiri ad incontro nel wekeend – ed in lui l’Ambrì ha trovato un attaccante dinamico capace di contribuire in maniera tangibile al “click” fatto dall’intera squadra.

A volte sono insomma i piccoli cambiamenti che possono fare una grande differenza.

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